Quando si tratta di rete, si sa, i confini si fanno labili, le suddivisioni vacillano e le classificazioni tendono a perdere significato.
Non è certo il mondo delle verità assolute, e ciò vale anche per le attività di formazione.
Per quanto mi riguarda, mi chiedo spesso dov’è, parlando di internet, il confine tra formazione e divulgazione, e in quale preciso momento la comunicazione – intesa come libero scambio di informazioni – faccia il suo ingresso nell’ambito divulgativo e formativo.
Forse i grandi divulgatori di tutte le discipline (per quanto riguarda il marketing: Tom Peters, Seth Godin, David Weinberger fra i primi che mi vengono in mente) hanno sempre svolto un’attività formativa indiretta e per così dire “laterale”, ma è la comunicazione sui social network, a mio parere, che ha dato la spallata finale ai fragili muretti che dividono questi ambiti.
Prima di andare troppo oltre, vediamo cosa dice il vocabolario al proposito.
Formazione: ciclo di studi successivo alla scuola primaria.
Divulgazione: esposizione di argomenti in modo accessibile a tutti.
Comunicazione: il portare qualcosa a conoscenza di altri (che possono replicare, mi permetto di aggiungere io).
Ed ora poniamoci qualche domanda, del tipo: i tre casi che seguono, dove li collochiamo?
1 ° caso: Web Marketing Garden su Slideshare.
Web Marketing Garden ha pubblicato su Slideshare (la piattaforma dedicata alle presentazioni) un intero corso di web marketing, composto di ben 1108 slides.
L’abbiamo fatto per offrire della formazione a chi non è raggiungibile dai nostri corsi in aula (quindi in veste di formatori), ma naturalmente la lettura delle slides, o anche solo il trovarle online può avere anche una funzione di “esporre i temi di web marketing in modo accessibile a tutti”, quindi divulgativo (il corso è stato infatti visto oltre 14.500 volte).
Infine, il fatto che molti abbiano commentato la cosa online, creando una conversazione diretta con noi autori, beh cos’è questa se non comunicazione?
2° caso: Seth Godin.
Seth Godin è autore di uno dei blog di marketing più seguiti (anzi, di uno dei blog più seguiti tout-court).
E’ quindi un notissimo divulgatore di marketing, e svolge questo suo lavoro anche attraverso i suoi libri, tradotti e venduti in molti paesi del mondo.
Nel momento in cui – però – si reca presso un’azienda per una consulenza formativa (svolge molta attività internamente alle aziende con incontri e seminari che a volte vengono parzialmente condivisi in rete), il divulgatore diventa formatore.
In seguito poi, quando il mitico Seth si siede al PC e scrive uno dei suoi mitici post (questo ad esempio, dove parla dell’importanza di insegnare), è innegabile che questa attività di formazione diventi comunicazione aperta e condivisa.
E allora, noi che leggiamo Seth sui libri e online, e magari ogni tanto gli lasciamo un commento, cosa riceviamo da lui? Formazione? Divulgazione? Comunicazione?
Anche qui, i tre mondi diventano uno solo.
3° caso: i barcamp.
Frequentare un barcamp è uno dei tanti modi in cui oggi chiunque sia particolarmente d’interessato a un tema può scambiare informazioni al riguardo.
Si tratta di una possibilità non più riservata solo agli ambiti tecnologici, in quanto il format barcamp sta oggi maturando anche in Italia, e uscendo dall’ambito orientato alla tecnologia che lo ha visto nascere.
E’ innegabile che un buon barcamp sia un momento formativo molto forte, di valore tanto maggiore quanto maggiori sono le competenze di chi decide di parteciparvi (e tale valore è rafforzato dalla partecipazione libera e spontanea, che tende a includere i più motivati allo scambio).
Ma il senso completo di un barcamp è quello che comprende l’operazione comunicativa che inizia molto prima, tocca il suo apice il giorno del’evento, e continua ancora a barcamp concluso, grazie a tutti i post sui blog dei partecipanti, ai tweet che ne parlano su Twitter, alle conversazioni su Friendfeed, ai filmati su YouTube… tutti momenti comunicativi tipici del barcamp, che nel loro insieme lo definiscono tanto quanto le ore passate insieme durante l’inonctro vero e proprio.
Tutti questi contenuti rimangono poi in rete, a disposizione di chiunque cerchi – anche dopo molto tempo – notizie e contenuti riguardanti quell’evento e i temi affrontati (e per questo si usa indicizzare i contenuti pubblicandoli con un “hashtag“, cioè una “etichetta” costituita da una parola preceduta dal simbolo cancelletto #).
Come definire questo insieme di articoli, note, file multimediali se non “divulgazione”?
Chiudiamo questo post prima che diventi troppo lungo, con un link doveroso, quello al termine “mash-up” citato nel titolo, sinonimo (in ambito tecnologico e non solo) di rimescolamento, integrazione, fusione creativa.
Scritto da Massimo
June 21st, 2010 | Tags: barcamp, david weinberger, divulgazione, formazione, hashtag, seth godin, slideshare, tom peters | Category: Risorse in rete, autoformazione, corsi, formazione, internet pr, marketing books, marketing dell'ascolto, microblogging, social media, social network, user-generated content, web writing |
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