Per presentazioni efficaci: la regola del 10/20/30.

La regola del 10/20/30 dice così:

- mai più di 10 slides
- mai più di 20 minuti
- mai font inferiori al corpo 30

Se lo dice Guy Kawasaki, che è stato Apple Chief Evangelist, possiamo credergli.

E vedere come lo dice, in questo video, è una piccola lezione in sè.

(Bonus: il libro “The Macintosh Way” dove Kawasaki racconta come, alla fine degli anni 1980, convinceva gli sviluppatori americani a creare software per l’allora sconosciuto Macintosh, è in distribuzione gratuita qui. E’ del 1990, ma è un piccolo classico che, personalmente, sto trovando piacevole ed attuale).

L’email marketing degli Horror Books. Ovvero: il ciabattino con le scarpe… perfette.

Qui si parla, tra le varie materie di formazione, di email marketing.

Qui scrive, oltre al sottoscritto, uno dei maggiori esperti italiani di email marketing.

Qui, insomma, di email per il business dovremmo capirne (il condizionale è pura falsa modestia… se no come potremmo insegnare la materia?).

Ebbene, nonostante tutte queste belle premesse, il successo di un’operazione di email marketing dipende da tanti e tali fattori che i controlli a posteriori si fanno sempre con un po’ di ansia.

Siamo felici (e anche un po’ orgogliosi) di dirvi che, in occasione della minicampagna svolta per presentare “Web Analytics Horror”, l’ultimo ebook della collana “marketing horror” i risultati ci hanno riempito di soddisfazione.

I nostri messaggi email ci hanno restituito un interesse per gli ebook davvero notevole, attraverso dati di risposta che non esitiamo un secondo a esporre sfoggiare:

Email spedite: 1.582

Email consegnate: 1473

Email aperte:  523 (35% delle consegnate)

E, dulcis in fundo…

Ebook richiesti: 303 (oltre 57%!)

Grazie a tutti coloro che ci hanno risposto, che seguono le nostre attività online, richiedendo i nostri ebook, condividendo contenuti e commenti su questo blog, sul gruppo Linkedin “Learn by doing” e sulle presentazioni presenti in Slideshare.

Il vostro interesse è benzina sul fuoco del nostro entusiasmo!

Web Analytics Horror. Il quarto ebook gratuito della serie marketing horror.

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Con qualche giorno di ritardo rispetto alle prime anticipazioni in rete (sul mio Facebook per l’esattezza), è pronto anche il quarto ebook della serie, dedicato al fantastico mondo delle analytics.

So che non dovrei dirlo, ma lo dico lo stesso: Web Analytics Horror è bellissimo, e l’art direction ha un tocco di humour per cui ringraziamo ancora una volta Laura Coppola di Monkey Business, art director di riferimento di Web Marketing Garden.

Come sempre, per averlo basta inviare la richiesta da questa pagina: ve lo invieremo personalmente con i nostri ringraziamenti.

Ah, dimenticavo, sono sempre disponibili anche i primi tre ebook della serie marketing horror:

Web Marketing Horror (un classico)
Email Marketing Horror (il distillato del sapere di Roberto, autore di un libro fondamentale sul tema)
Social Marketing Horror (per uno sguardo disincantato sul mondo di Twitter e di tutto il socialambaradan)

Il tutto in regalo per la rete, per farci conoscere e perché… non dimentichiamo mai che sul web non ci si presenta mai a mani vuote, come vado dicendo dal 2007.

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Formazione, divulgazione o comunicazione? Ancora una volta: mash-up.

Quando si tratta di rete, si sa, i confini si fanno labili, le suddivisioni vacillano e le classificazioni tendono a perdere significato.

Non è certo il mondo delle verità assolute, e ciò vale anche per le attività di formazione.

Per quanto mi riguarda, mi chiedo spesso dov’è, parlando di internet, il confine tra formazione e divulgazione, e in quale preciso momento la comunicazione – intesa come libero scambio di informazioni – faccia il suo ingresso nell’ambito divulgativo e formativo.

Forse i grandi divulgatori di tutte le discipline (per quanto riguarda il marketing: Tom Peters, Seth Godin, David Weinberger fra i primi che mi vengono in mente) hanno sempre svolto un’attività formativa indiretta e per così dire “laterale”, ma è la comunicazione sui social network, a mio parere, che ha dato la spallata finale ai fragili muretti che dividono questi ambiti.

Prima di andare troppo oltre, vediamo cosa dice il vocabolario al proposito.

Formazione: ciclo di studi successivo alla scuola primaria.

Divulgazione: esposizione di argomenti in modo accessibile a tutti.

Comunicazione: il portare qualcosa a conoscenza di altri (che possono replicare, mi permetto di aggiungere io).

Ed ora poniamoci qualche domanda, del tipo: i tre casi che seguono, dove li collochiamo?

1 ° caso: Web Marketing Garden su Slideshare.

Web Marketing Garden ha pubblicato su Slideshare (la piattaforma dedicata alle presentazioni) un intero corso di web marketing, composto di ben 1108 slides.

L’abbiamo fatto per offrire della formazione a chi non è raggiungibile dai nostri corsi in aula (quindi in veste di formatori), ma naturalmente la lettura delle slides, o anche solo il trovarle online può avere anche una funzione di “esporre i temi di web marketing in modo accessibile a tutti”, quindi divulgativo (il corso è stato infatti visto oltre 14.500 volte).

Infine, il fatto che molti abbiano commentato la cosa online, creando una conversazione diretta con noi autori, beh cos’è questa se non comunicazione?

2° caso: Seth Godin.

Seth Godin è autore di uno dei blog di marketing più seguiti (anzi, di uno dei blog più seguiti tout-court).

E’ quindi un notissimo divulgatore di marketing, e svolge questo suo lavoro anche attraverso i suoi libri, tradotti e venduti in molti paesi del mondo.

Nel momento in cui – però – si reca presso un’azienda per una consulenza formativa (svolge molta attività internamente alle aziende con incontri e seminari che a volte vengono parzialmente condivisi in rete), il divulgatore diventa formatore.

In seguito poi, quando il mitico Seth si siede al PC e scrive uno dei suoi mitici post (questo ad esempio, dove parla dell’importanza di insegnare), è innegabile che questa attività di formazione diventi comunicazione aperta e condivisa.

E allora, noi che leggiamo Seth sui libri e online, e magari ogni tanto gli lasciamo un commento, cosa riceviamo da lui? Formazione? Divulgazione? Comunicazione?

Anche qui, i tre mondi diventano uno solo.

3° caso: i barcamp.

Frequentare un barcamp è uno dei tanti modi in cui oggi chiunque sia particolarmente d’interessato a un tema può scambiare informazioni al riguardo.

Si tratta di una possibilità non più riservata solo agli ambiti tecnologici, in quanto il format barcamp sta oggi maturando anche in Italia, e uscendo dall’ambito orientato alla tecnologia che lo ha visto nascere.

E’ innegabile che un buon barcamp sia un momento formativo molto forte, di valore tanto maggiore quanto maggiori sono le competenze di chi decide di parteciparvi (e tale valore è rafforzato dalla partecipazione libera e spontanea, che tende a includere i più motivati allo scambio).

Ma il senso completo di un barcamp è quello che comprende l’operazione comunicativa che inizia molto prima, tocca il suo apice il giorno del’evento, e continua ancora a barcamp concluso, grazie a tutti i post sui blog dei partecipanti, ai tweet che ne parlano su Twitter, alle conversazioni su Friendfeed, ai filmati su YouTube… tutti momenti comunicativi tipici del barcamp, che nel loro insieme lo definiscono tanto quanto le ore passate insieme durante l’inonctro vero e proprio.

Tutti questi contenuti rimangono poi in rete, a disposizione di chiunque cerchi – anche dopo molto tempo – notizie e contenuti riguardanti quell’evento e i temi affrontati (e per questo si usa indicizzare i contenuti pubblicandoli con un “hashtag“, cioè una “etichetta” costituita da una parola preceduta dal simbolo cancelletto #).

Come definire questo insieme di articoli, note, file multimediali se non “divulgazione”?

Chiudiamo questo post prima che diventi troppo lungo, con un link doveroso, quello al termine “mash-up” citato nel titolo, sinonimo (in ambito tecnologico e non solo) di rimescolamento, integrazione, fusione creativa.

Ma Facebook è internet?

Di recente, al Social Innovation Camp//Food, ho sentito una persona affermare che – vista l’esplosione di iscrizioni, giunta a circa 16 milioni di italiani – Facebook per molte persone è la rete.

Naturalmente, per chi la rete la frequenta da tempo, è una bizzarra affermazione, ma… 16 milioni significa un italiano su 4, inclusi ottuagenari e neonati.

Siamo certi che quella persona non abbia ragione? Io penso proprio di sì: per molti Internet = Facebook.

E se pensiamo, per esempio, al fatto che i forum stanno inesorabilmente perdendo terreno a favore del più facile e accessibile social network, oppure che le stesse mailing list soffrono ormai un po’ tutte della concorrenza di FB (personalmente mi piace di più Facebook perché nelle mailing list non mi permettevano mai di postare commenti di una riga, mi davano dell’oneliner)… forse cominciamo a renderci conto di quale rivoluzione si stia compiendo nella rete.

A mio modesto avviso, social network, blog, siti e forum non significheranno presto più nulla.

Perché mai la signora Maria dovrebbe lambiccarsi il cevello per capire come si chiama quella cosa che sta leggendo online, o magari sul telefonino?

Parliamo tanto di formazione, ma a volte mi sembra che abbiamo anche molto da disimparare… per sgombrare il campo da quanto di inutile abbiamo in testa.

Chiudo il post con le parole pronunciate da Salvo Mizzi di Telecom Italia stamattina a Frontiers of Interaction:

Penso spesso che a scuola dovrebbero essere i nostri figli a insegnare a noi.

[Update: un'interessante discussione parallela, stimolata da questo post, qui sul mio profilo... Facebook!]

Come misurare il ROI dei social media? Il professor Boaretto ha una risposta chiara, sostenuta da argomentazioni solide.

Andrea Boaretto, professore del Poitecnico di Milano e coordinatore dell’Osservatorio Multicanalità giunto quest’anno al quarto appuntamento, trova in questo video la formulazione giusta per la definizione di un problema che sta a cuore a tutti noi, quello del Ritorno dell’Investimento sui social media. Grazie professore!

Orrore all’EBA Forum 2010.

Al prossimo EBA Forum 2010, che si svolgerà a Milano il 12-13-14 maggio 2010, Web Marketing Garden sarà presente con due presentazioni, a cura dei sottoscritti Roberto Ghislandi e Massimo Carraro.

La cosa orribile è che entrambi porteremo una relazione basata sugli orrori del marketing, rispettivamente nell’email marketing e nel social media marketing.

Appuntamento quindi a Milano, Fieramilanocity, il 12 maggio (Email marketing, a cura di Roberto) e il 13 maggio (Social media marketing, a cura di Max). Qui l’agenda completa dell’evento.

Se poi desiderate approfittare della presenza di Roberto per uno dei suoi ottimi workshop di 4 ore sulle strategie per l’email marketing, accomodatevi qui, il 14/5 dalle 14.30 alle 18.30.
Come vi confermeranno tutti coloro che han seguito un seminario di Roberto (e chi scrive l’ha conosciuto così), son 250 euro ben spesi.

Letture consigliate.

Due novità per la biblioteca di marketing!

“Un etto di marketing” è da pochi giorni in vendita (ma se usate il codice sconto 4fgf6jtp28 valido fino al 28/2 lo pagate solo 11,60 spedizione compresa), invece l’ebook “horror” è in regalo come d’abitudine.

Tutto sugo della premiata ditta Web Marketing Garden, per servirvi :-)

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Ma cosa sta succedendo nel marketing? Lo abbiamo chiesto a Vicenzi Group.

Vicenzi Group ci ha chiesto un seminario di quattro ore su quanto di nuovo sta accadendo in quei nuovi territori ai confini tra web, marketing e… communities le persone.

Al primo momento ci siamo entusiasmati, poi, al momento di preparare l’incontro, ci siamo resi conto che avevamo di fronte un agghiacciante, sterminato, infinito “tema libero”.

In qualche modo ne siamo venuti fuori, e i tre responsabili marketing che ci hanno salutato alla fine del pomeriggio ci son sembrati soddisfatti.

In sintesi, ce la siamo cavata ponendo loro delle domande, a cui abbiamo cercato risposte insieme, passando per alcuni casi di discussione.

Ma cosa sta succedendo al linguaggio?

[La forza della semplicità - Advertising mash-ups - Webisodes a fumetti - Viral al contrario - Will it blend - Beneficienza come marketplace dell'attenzione - Mafia Wars per Haiti]

Ma cosa sta succedendo alla verità?

[Charachter blogs - Letenox - Domino's Pizza]

Ma cosa sta succedendo al servizio al cliente?

[Twelpforce - Atac Roma - Wiki Vodafone Lab]

Ma cosa sta succedendo tra la gente?

[Navyformoms - Flutracker - Coworking Visa - Changents]

Ma cosa sta succedendo nel recruiting/HR?

[Facebook Ernst&Young - Recruiting Blogs - Best job in the world]

Ma cosa sta succedendo nel mass market?

[Nel mulino che vorrei - Girotondi - Ferrero Allez on bouge - Zonin My Feudo]

Ma cosa sta succedendo nel retail?

[My Starbucks Idea - Ikea business - H&M]

Passione e Armonia: la ricetta di Kevin Roberts CEO di Saatchi & Saatchi.

Se avete 10 minuti di tempo vi consiglio di dare un occhio a questo video.

Tra il resto: “We now are Connectors not (just) Directors” che mi sembra rifletta piuttosto bene la filosofia del Web 2.0.

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