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	<title>Risorse e contenuti su Web analytics - WMG</title>
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	<description>Consulenza e formazione sul web marketing ovvero come far diventare produttivo un sito internet.</description>
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	<title>Risorse e contenuti su Web analytics - WMG</title>
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		<title>GA4 nuove features 2026: guida ai cambiamenti chiave</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 13:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GA4]]></category>
		<category><![CDATA[Google ADS]]></category>
		<category><![CDATA[Web analytics]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 2026 segna il passaggio di GA4 da strumento retrospettivo a piattaforma attiva: arrivano Analytics Advisor (AI conversazionale Gemini), Generated Insights in home, Cross-Channel Budgeting in beta, nuovi template di audience per il lifecycle e attribuzione regolabile per singola conversione. Dal 15 giugno 2026 Google Signals perderà il controllo sui dati Ads, che passano a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2026 segna il passaggio di GA4 da strumento retrospettivo a piattaforma attiva: arrivano Analytics Advisor (AI conversazionale Gemini), Generated Insights in home, Cross-Channel Budgeting in beta, nuovi template di audience per il lifecycle e attribuzione regolabile per singola conversione. Dal 15 giugno 2026 Google Signals perderà il controllo sui dati Ads, che passano a Consent Mode.</p>
<p>Google Analytics 4 sta vivendo il trimestre di aggiornamenti più denso dalla migrazione da Universal Analytics. Tra gennaio e aprile 2026 Google ha spinto in produzione o in beta una serie di funzionalità che cambiano il modo in cui si legge, si pianifica e si governa il dato. Molti degli interventi non sono cosmetici: toccano il motore di attribuzione, il consenso, l&#8217;integrazione con canali media esterni a Google e l&#8217;interazione utente tramite AI generativa. Per chi gestisce property GA4 in produzione, è il momento di rivedere checklist di setup, documentazione consent e piani di media planning.</p>
Analytics Advisor: l&#8217;AI conversazionale in GA4
<p><strong>Analytics Advisor</strong> è il nuovo assistente AI nativo di GA4, lanciato in versione beta a dicembre 2025 e in progressiva diffusione nei primi mesi del 2026. È costruito sui modelli Gemini più recenti e sostituisce di fatto la logica degli &#8220;Insights automatici&#8221; con un&#8217;esperienza conversazionale agentica.</p>
<p>Il funzionamento è quello tipico di un assistente LLM applicato al dato: si pone una domanda in linguaggio naturale — ad esempio &#8220;cosa ha causato il picco di traffico il 25 settembre?&#8221; — e il sistema esegue una scansione di migliaia di combinazioni dimensione-metrica, identifica pattern, anomalie e correlazioni, e restituisce una risposta in linguaggio naturale accompagnata da grafici, tabelle e link ai report di riferimento. Secondo la documentazione ufficiale, <a href="https://support.google.com/analytics/answer/16675569?hl=en">Analytics Advisor fornisce insight personalizzati, visualizzazioni e collegamenti diretti ai report utili</a>.</p>
<p>Il limite più rilevante oggi è linguistico: <strong>Analytics Advisor è disponibile &#8211; per ora &#8211; solo per account in lingua inglese anche se poi può essere interrogato e risponde in italiano</strong>. Per i mercati italiani significa che l&#8217;utilizzo richiede di impostare l&#8217;interfaccia GA4 su English <strong>(Admin &gt; Impostazioni) </strong>. Non è un blocco tecnico assoluto, ma è un da tenere in conto, soprattutto nei gruppi di lavoro.</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-20-230936.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-20-230936.png" width="462" height="701" /></a></p>
<p>Da un punto di vista pratico, le aree dove Analytics Advisor dà il ritorno più alto sono tre: diagnosi rapida di anomalie (spike e drop), analisi esplorativa su segmenti non ancora strutturati in audience, e accompagnamento per utenti non tecnici che devono leggere il dato senza padroneggiare Explorations. Meno convincente per ora sul lato forecasting e modellazione causale: rimane un layer di interpretazione, non di previsione.</p>
Generated Insights e onboarding intelligente: un approccio più semplice
<p>Sempre in area AI, Google ha introdotto i <strong>Generated Insights</strong> direttamente sulla home page della property. Si tratta di un blocco sintetico che riepiloga le tre variazioni più rilevanti rispetto all&#8217;ultima visita: modifiche di configurazione, anomalie di traffico o conversione, trend stagionali. L&#8217;obiettivo dichiarato è ridurre il tempo per &#8220;entrare nel dato&#8221; quando si apre GA4 dopo giorni di assenza.</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-20-231158.png"><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-20-231158.png" width="1109" height="672" /></a></p>
<p>A complemento, arriva l&#8217;<strong>enhanced onboarding assistant</strong>, che durante la creazione di una property suggerisce impostazioni pre-configurate in base al settore dichiarato (e-commerce, lead gen, media/publisher, SaaS). La logica è simile a quella dei template di Google Ads: meno scelte iniziali, meno errori in setup, più velocità nel portare la property a produzione. Parallelamente è attivo anche un sistema di <strong>stream diagnostics in tempo reale</strong> che segnala se uno stream è inattivo o configurato in modo incoerente, prima che il dato diventi inutilizzabile per giorni.</p>
<p>Operativamente: chi setta nuove property a partire da gennaio 2026 dovrebbe accettare i suggerimenti del wizard come baseline, ma ricontrollare manualmente le conversioni chiave, l&#8217;enhanced measurement e l&#8217;ecommerce tracking prima di collegare Google Ads. L&#8217;automazione copre bene l&#8217;80% dei casi standard; è sul restante 20% che si gioca la qualità del dato nei mesi successivi.</p>
Cross-Channel Budgeting: GA4 e il media planning
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-20-231813.png"><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-20-231813.png" width="1133" height="638" /></a></p>
<p>È forse la novità concettualmente più pesante del 2026. Con <strong>Cross-Channel Budgeting</strong>, GA4 smette di essere uno strumento di sola misurazione e diventa anche un ambiente di pianificazione e previsione della spesa media. La feature è attualmente in <strong>closed beta</strong>, senza data confermata di general availability, ed è indirizzata inizialmente ai clienti Google Ads enterprise.</p>
<p>Due gli strumenti che la compongono: <strong>Scenario Planner</strong>, per modellare diverse allocazioni di budget prima dell&#8217;investimento, e <strong>Projection Plans</strong>, per monitorare in corso d&#8217;opera le performance reali rispetto al piano costruito. I due tool sono pensati per essere usati insieme: si modella, si investe, si confronta. Napkyn ha sintetizzato bene i <a href="https://www.napkyn.com/blog/ga4-cross-channel-budgeting">prerequisiti di accesso</a>, che sono restrittivi: servono almeno 12 mesi di dati di conversione e spesa, su minimo due canali (uno Google e uno non-Google).</p>
<p>Nativamente supportati i canali Google (Google Ads, DV360, SA360); via import di cost data entrano Meta (Facebook/Instagram), TikTok, Pinterest, Snap e Reddit. <strong>Restano fuori</strong>, al momento, Microsoft Ads, LinkedIn e X/Twitter — un gap rilevante per chi lavora in B2B o su mercati dove LinkedIn pesa sensibilmente sul mix.</p>
<p>Il punto di vista operativo è duplice. Da un lato, la feature sposta il baricentro: analisi e pianificazione nello stesso strumento riducono gli handoff tra team analytics e media buying. Dall&#8217;altro, i requisiti di 12 mesi di storico e la copertura parziale sui canali non-Google rendono improbabile che questa diventi, a breve, l&#8217;unico ambiente di planning. Più realisticamente sarà un layer in più accanto a strumenti dedicati.</p>
Nuovi template di audience e attribuzione per singola conversione
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-20-230343.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-20-230343-1024x380.png" width="960" height="356" /></a></p>
<p>Sul fronte marketing automation e Google Ads, Google ha introdotto due template di audience pre-costruiti con taglio lifecycle: <strong>High-Value Purchasers</strong> e <strong>Disengaged Purchasers</strong>. Il primo segmenta gli utenti in base a purchase count o Lifetime Value (con opzione per percentile LTV), il secondo sui giorni trascorsi dall&#8217;ultimo acquisto. Entrambi sono esportabili su Google Ads per campagne di acquisizione customer-value-oriented e di re-engagement, come documenta <a href="https://searchengineland.com/google-pushes-deeper-into-lifecycle-targeting-with-new-ga-audience-templates-465564">Search Engine Land</a>.</p>
<p>La parte delicata è la calibrazione. &#8220;Alto valore&#8221; non è un dato, è una scelta: top 5%, 10% o 25% per LTV? Dipende da dimensione del customer base, costi di acquisizione e struttura di margine. Analogamente, &#8220;disingaggiato&#8221; ha senso solo rispetto al ciclo di acquisto naturale del business: 14 giorni per il food delivery, 730 giorni per l&#8217;arredamento. Il template offre il frame, il calibro lo decide chi conosce il business.</p>
<p>Più tecnica, ma altrettanto importante, la novità del <strong>16 gennaio 2026</strong>: l&#8217;attribuzione delle conversioni è ora regolabile in modo indipendente per ogni singola conversione. Questo elimina una delle cause storiche di discrepanza tra GA4 e Google Ads e permette di affinare le strategie di bidding sulla base della natura di ogni conversion (hard vs soft, lead vs acquisto, ecc.). A corredo è stato rilasciato in beta il nuovo <strong>Conversion Attribution Analysis report</strong>, che separa percorsi single-touch da percorsi multi-touch e classifica i touchpoint in Early, Mid, Late stage nella vista data-driven.</p>
<p>Per chi gestisce portafogli di conversioni eterogenei (es. e-commerce con iscrizione newsletter + acquisto + richiesta preventivo), la possibilità di settare modelli di attribuzione distinti per conversione è un upgrade sostanziale: permette di non appiattire strategie di bidding diverse sotto lo stesso modello.</p>
Google Signals e Consent Mode: cosa cambia dal 15 giugno 2026
<p>L&#8217;ultimo cambiamento, e probabilmente quello che richiede più attenzione in termini di compliance, riguarda la separazione tra governance del dato Analytics e governance del dato Ads. <strong>Dal 15 giugno 2026</strong>, Google Signals non controllerà più se Google Ads può raccogliere cookie e identificatori pubblicitari dal tag GA4. L&#8217;autorità passa esclusivamente al parametro <strong>ad_storage</strong> del Consent Mode. Il resoconto più chiaro della modifica è pubblicato da <a href="https://ppc.land/google-strips-analytics-of-ad-data-authority-in-june-2026-consent-overhaul/">PPC.land</a>.</p>
<p>Dopo il 15 giugno, l&#8217;impostazione Google Signals in GA4 conserva una funzione soltanto: decidere se associare i dati Analytics alle informazioni dell&#8217;utente loggato, a fini di reporting comportamentale. Tutto il resto della governance ads-related si sposta sul Consent Mode. In pratica, disattivare Google Signals <strong>non basterà più</strong> a bloccare la raccolta cookie lato Ads: quella decisione sarà interamente nel segnale ad_storage.</p>
<p>L&#8217;implicazione operativa è seria. Fino a giugno, un setup con Google Signals disattivato poteva funzionare da &#8220;cintura di sicurezza parziale&#8221; anche in presenza di un Consent Mode imperfetto. Dopo giugno, quel paracadute scompare: la correttezza dell&#8217;implementazione Consent Mode — in particolare la tempestività e coerenza degli update di ad_storage — diventa il singolo punto di verità. I due scenari post-giugno sono netti: concedere ad_storage e far passare tutti i segnali Ads (incluso il linking via Google sign-in), oppure negare ad_storage e limitare Google ai soli identificatori disponibili nell&#8217;URL (es. gclid).</p>
<p>La checklist operativa da completare entro metà giugno è quindi chiara: audit completo del CMP e del Consent Mode v2, verifica che ad_storage si aggiorni correttamente al change-of-consent (non solo al page load iniziale), test dei flussi di default consent e update consent, documentazione delle scelte per i team legali. In parallelo, Google ha anticipato che entro fine 2026 anche le impostazioni di ads personalization saranno consolidate, e che gli IP raccolti da Google Tag e SDK saranno cifrati e instradati agli account Ads linkati secondo le configurazioni lato Ads.</p>
Dove si sta andando?
<p>Il filo conduttore del 2026 è esplicito: GA4 si sposta da strumento di <em>misura</em> a piattaforma di <em>azione</em>. AI conversazionale, planning del budget e template di audience pronte all&#8217;export su Ads sono tre tasselli dello stesso disegno — ridurre la distanza tra dato e decisione, e tenere l&#8217;intero stack più vicino all&#8217;ecosistema Ads. Per chi lavora la piattaforma da anni, questo implica una revisione di processo: meno esportazioni custom, più uso delle feature native; più attenzione al Consent Mode e meno affidamento a Google Signals come interruttore. Il rovescio della medaglia è un&#8217;ulteriore dipendenza dal walled garden Google — ed è una variabile che vale la pena monitorare nella strategia analytics complessiva.</p>
Fonti

<a href="https://support.google.com/analytics/announcements/10707884?hl=en">What&#8217;s new in Google Analytics — Announcements</a> — Google Analytics Help, aggiornamento continuo 2026
<a href="https://searchengineland.com/google-pushes-deeper-into-lifecycle-targeting-with-new-ga-audience-templates-465564">Google pushes deeper into lifecycle targeting with new GA audience templates</a> — Search Engine Land, marzo 2026
<a href="https://www.napkyn.com/blog/ga4-cross-channel-budgeting">What You Need to Know About GA4&#8217;s New Cross-Channel Budgeting Tools</a> — Napkyn, 2026
<a href="https://ppc.land/google-strips-analytics-of-ad-data-authority-in-june-2026-consent-overhaul/">Google strips Analytics of ad data authority in June 2026 consent overhaul</a> — PPC.land, aprile 2026
<a href="https://xpon.ai/resources/ga4-2026-features-retrospective-to-forward-facing/">From retrospective to forward-facing: how GA4 is evolving in 2026</a> — XPON, 2026

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		<title>Ripulire le ricerche di Google</title>
		<link>https://www.webmarketinggarden.it/ripulire-le-ricerche-di-google/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 15:07:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SEO-SEM]]></category>
		<category><![CDATA[Web analytics]]></category>
		<category><![CDATA[serp]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel contesto attuale del Search Landscape, Google sta progressivamente integrando risposte generate da Intelligenza Artificiale (AI Overviews, precedentemente note come SGE – Search Generative Experience), rendendo le SERP sempre più complesse, polarizzate e talvolta meno utili per chi cerca risultati testuali puri, come documentazione tecnica, discussioni su forum, articoli originali o contenuti long-form. Una delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel contesto attuale del Search Landscape, Google sta progressivamente integrando risposte generate da Intelligenza Artificiale (AI Overviews, precedentemente note come SGE – Search Generative Experience), rendendo le SERP sempre più complesse, polarizzate e talvolta meno utili per chi cerca risultati testuali puri, come documentazione tecnica, discussioni su forum, articoli originali o contenuti long-form.</p>
<p>Una delle strategie più efficaci per “ripulire” le SERP da questi contenuti spuri è l’utilizzo del parametro udm=14, un vero e proprio search modifier non documentato ufficialmente ma emerso recentemente grazie all&#8217;analisi delle query URL da parte della community.</p>
Cos’è udm=14 e come funziona?
<p>È possibile aggiungere manualmente il parametro udm=14, all’URL di ricerca di Google, forzando il motore a presentare i risultati classici, evitando i blocchi generati dall’intelligenza artificiale, le risposte “sintetiche” e altri elementi UI/UX più recenti come:</p>

Pannelli di AI-generated summaries
Risultati provenienti da “Perspectives” (es. TikTok, Reddit, YouTube Shorts)
Featured Snippets dinamici e complessi

<p>Vediamo un esempio pratico provando a fare una ricerca di &#8220;pompa di calore&#8221;. Il risultato che ci presenta Google è quello visibile nell&#8217;immagine riportata.</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-29-102718.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-29-102718-1024x969.png" width="960" height="908" /></a></p>
<p>Se cambiamo l&#8217;URL aggiungendo il parametro udm=14, quindi <strong><em>https://www.google.com/search?q=pompa+di+calore&amp;udm=14</em></strong> otteniamo una ricerca più puntuale e &#8220;pulita&#8221;. Questo approccio restituisce una SERP molto più simile a quella di 3-4 anni fa, dominata da link diretti a pagine, forum, documentazione ufficiale, ecc.</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-29-102909.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-29-102909.png" width="811" height="980" /></a></p>
Come creare un Bookmarklet per forzare &amp;udm=14
<p>Un Bookmarklet è un segnalibro speciale che, invece di contenere un semplice URL, contiene codice JavaScript. Quando si clicca sul bookmarklet, il codice viene eseguito sulla pagina web che si sta visitando.
In pratica, è uno script &#8220;one-click&#8221; che modifica il comportamento della pagina senza bisogno di ricorrere a modifiche manuali dell&#8217;URL o a estensioni come Tampermonkey o altri plugin che appesantiscono il browser.</p>
<p>Vediamo come procedere:</p>

Creare un nuovo segnalibro nel proprio browser (attenzione funziona con Chrome, non è detto che funzioni anche con altri browser) facendo clic destro sulla barra dei segnalibri → Aggiungi pagina.
Dare un nome mnemonico, ad esempio: &#8220;Google UDM14&#8221;.
Inserire il seguente codice JavaScript nel campo URL:
javascript:(function(){
if(window.location.href.indexOf('udm=14') === -1) {
if(window.location.href.indexOf('?') === -1) {
window.location.href += '?udm=14';
} else {
window.location.href += '&amp;udm=14';
}
}
})();


<p>Cosa fa in pratica?</p>

Controlla se udm=14 è già presente nell’URL corrente.
Se non è presente, lo aggiunge automaticamente.
Gestisce sia URL con parametri (?) che senza (&amp;), per evitare errori sintattici.

<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-30-095509.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-30-095509.png" width="464" height="553" /></a></p>
Uso del tasto WEB come alternativa a &amp;udm=14
<p>Dal rollout globale di Google AI Overviews nel maggio 2024, Google ha introdotto anche una nuova sezione fissa denominata WEB.</p>
<p>Cliccando su WEB in pratica avviene la stessa cosa:</p>

Google filtra i risultati per mostrare solo link testuali tradizionali.
Vengono escluse: AI Overviews, pannelli multimediali, video in evidenza, e Perspectives.
La struttura della SERP torna ad essere più &#8220;pulita&#8221; e lineare, privilegiando contenuti classici HTML.

<p>Tuttavia, esistono casi in cui l&#8217;utilizzo del parametro &amp;udm=14 può rivelarsi utile.</p>
Automazione e Scalabilità
<p>L’utilizzo di &amp;udm=14 è completamente automatizzabile, il che lo rende ideale per:</p>

Analisi SEO massiva (es. crawling di 100+ query in batch)
Workflow automatizzati (es. audit settimanali)
Tool customizzati (es. script Python/Selenium o Google Apps Script)
Al contrario, il tab WEB richiede interazione manuale, non può essere simulato via URL e non è selezionabile via script.

Uniformità e Coerenza nei Risultati
<p>Il parametro udm=14 applica un comportamento deterministico, ovvero:</p>

Restituisce sempre SERP in formato “clean HTML”.
Evita variazioni UX/UI dovute a test A/B di Google.
Garantisce coerenza tra utenti e dispositivi diversi (molto utile per team o analisi comparative).

<p>Il tab WEB, invece:</p>

È soggetto a logiche di front-end.
Potrebbe cambiare struttura o nome nel tempo (già successo con &#8220;All&#8221; &gt; &#8220;Tutti&#8221;).
Potrebbe non comparire su mobile, browser legacy, o account fuori da determinati rollout.

Reversibilità e Debugging più facile
<p>Essendo un parametro URL, udm=14:</p>

Può essere facilmente aggiunto, rimosso o modificato.
Permette il confronto immediato tra versioni con e senza AI Overviews (basta duplicare tab).
È perfetto per test A/B interni su impatti di AI/UX nelle SERP.
Con il tab WEB, non puoi “forzare” la differenza tra una SERP AI e una raw: sei vincolato alla UI.

Compatibilità con tool, plugin e script esterni
<p>Infine udm=14 è interoperabile:</p>

Può essere integrato in strumenti come Screaming Frog, Sitebulb, Ahrefs batch export, browser automation, SERP scrapers.
Può essere incluso in URL condivisibili (es. documentazione tecnica, report interni, dashboard in Looker Studio).
Il tab WEB non è linkabile direttamente e non può essere incorporato in strumenti esterni.

Qualche considerazione
<p>Oltre i tecnicismi mi permetto anche una considerazione un po&#8217; più personale e opinabile. La ricerca “pulita” con il parametro &amp;udm=14 è, se vogliamo, un atto di resistenza digitale.</p>
<p>Mi spiego, nel momento in cui Google diventa un oracolo generativo, più attento a prevedere ciò che vogliamo sentirci dire che a mostrare ciò che realmente esiste online, il parametro &amp;udm=14 diventa un gesto piccolo ma rivoluzionario: non farci &#8220;raccontare la realtà&#8221; ma chiedere di vederla &#8220;nuda e cruda&#8221;.</p>
<p>Certo, il tab &#8220;WEB&#8221; è lì, a disposizione di tutti. Ma è un interruttore beneducato: serve a placare chi non vuole l’intelligenza artificiale ma non sa nemmeno bene il perché.
&amp;udm=14, invece, è per chi sa cosa sta cercando. Per chi vuole le mani sporche di SERP grezza, senza layer, senza trucco.</p>
<p>&#8220;La differenza tra un utente e un analista è che l’utente accetta il risultato, l’analista lo interroga.&#8221; mi sembra che dicesse uno di quei nerd che utilizzano solo le interfacce a caratteri Linux.</p>
<p>Per chi lavora con l’informazione, ogni parametro conta. E &amp;udm=14 non è solo una stringa nell’URL: è una chiave di accesso alla verità algoritmica.
O, quantomeno, alla sua versione meno decorata.</p>
Glossario Tecnico​

<strong>Advanced Search Operators: </strong>Operatori speciali utilizzati nelle query di ricerca per affinare i risultati.
<strong>AI Overviews</strong>: Funzionalità introdotta da Google nel 2024 che fornisce riassunti generati dall&#8217;intelligenza artificiale direttamente nelle SERP, posizionandosi sopra i risultati organici. Utilizza modelli come Gemini 2.0 per sintetizzare informazioni da diverse fonti web. ​
<strong>Custom Search Engine (CSE)</strong>: Strumento offerto da Google che permette di creare motori di ricerca personalizzati, limitando la ricerca a specifici siti o configurando parametri predefiniti per le query.​
<strong>Featured Snippets</strong>: Riquadri informativi che appaiono in cima alle SERP, fornendo risposte concise a domande frequenti. Estratti da pagine web, mirano a fornire informazioni rapide agli utenti.​
<strong>Gemini 2.0</strong>: Modello avanzato di intelligenza artificiale sviluppato da Google, utilizzato per potenziare funzionalità come AI Overviews, offrendo capacità di comprensione e generazione del linguaggio naturale migliorate.​
<strong>Knowledge Panel</strong>: Pannello informativo che appare nelle SERP, solitamente sulla destra, fornendo informazioni sintetiche su entità come persone, luoghi o organizzazioni, basato sul Knowledge Graph di Google.​
<strong>People Also Ask (PAA)</strong>: Sezione delle SERP che presenta domande correlate alla query originale dell&#8217;utente, ciascuna espandibile per visualizzare risposte concise.​
<strong>Search Generative Experience (SGE)</strong>: Esperienza di ricerca sperimentale introdotta da Google, che utilizza l&#8217;intelligenza artificiale per generare risposte più articolate e contestuali alle query degli utenti.​
<strong>Search Landscape</strong>: descrive l&#8217;ecosistema complessivo della ricerca online, includendo motori di ricerca, algoritmi, comportamenti degli utenti, canali di ricerca (come Google, Bing, YouTube) e formati di contenuto. Rappresenta il contesto in cui si sviluppano le strategie di SEO e marketing digitale. ​
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<strong>SERP</strong> (Search Engine Results Page): Pagina dei risultati restituita da un motore di ricerca in risposta a una query dell&#8217;utente. Può includere risultati organici, annunci a pagamento, snippet in primo piano, pannelli informativi e altri elementi interattivi.​
<strong>Search Veracity</strong>: Concetto che si riferisce all&#8217;accuratezza, affidabilità e integrità dei risultati di ricerca, fondamentale per analisi SEO, fact-checking e strategie di content marketing basate su dati.
<strong>Tampermonkey</strong>: Estensione per browser che consente agli utenti di eseguire script personalizzati per modificare il comportamento delle pagine web, utile per automatizzare l&#8217;aggiunta di parametri come udm=14 alle query di ricerca.​
<strong>udm=14</strong>: Parametro URL non documentato ufficialmente che forza Google a mostrare risultati di ricerca in modalità &#8220;Web&#8221; tradizionale, escludendo elementi generati dall&#8217;IA come AI Overviews e altri arricchimenti delle SERP. Utile per ottenere risultati più puliti e focalizzati su contenuti testuali.
<strong>URL Parameters</strong>: Componenti aggiuntivi negli URL che modificano il comportamento delle pagine web o delle applicazioni. Nel contesto di Google Search, parametri come udm=14 possono alterare la presentazione dei risultati di ricerca.​

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			</item>
		<item>
		<title>GA4 per ottimizzare le strategie di digital marketing</title>
		<link>https://www.webmarketinggarden.it/ga4-per-ottimizzare-le-strategie-di-digital-marketing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 09:50:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[e-Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Web analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Conversioni]]></category>
		<category><![CDATA[formazione web marketing]]></category>
		<category><![CDATA[GA4]]></category>
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					<description><![CDATA[GA4, la nuova versione di Google Universal Analytics, è senza dubbio uno strumento molto potente ma non è sempre facile leggere in modo corretto i dati e renderli efficaci per le proprie analisi di marketing. L’interfaccia di GA4 permette di vedere solo una parte dei dati raccolti e spesso è necessario creare report specifici con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>GA4, la nuova versione di Google Universal Analytics, è senza dubbio uno strumento molto potente ma non è sempre facile leggere in modo corretto i dati e renderli efficaci per le proprie analisi di marketing.</p>
<p>L’interfaccia di GA4 permette di vedere solo una parte dei dati raccolti e spesso è necessario creare report specifici con Looker Studio, o con altri strumenti, ma, la prima cosa da fare, è porsi le domande corrette.</p>
<p>Può essere un buon inizio partire dalle seguenti:</p>

Chi sono i nostri potenziali clienti (target)?
Quali eventi dovremmo impostare sul sito?
Quali micro conversioni dovremmo registrare?
Quali report sarebbero utili?
È stato integrato Google Ads?

<p>Vediamo come rispondere a queste domande in modo efficace.</p>
Chi sono i nostri potenziali clienti (target)?
<p>Chiariamo innanzitutto cosa dobbiamo intendere con target dal momento che solitamente nel marketing si pensa al Target per il remarketing, o ancora lo si segmenta per canali di acquisizione (ad esempio, ricerca organica, social o referral). Più raramente si suddividono i target in base al comportamento, ai dati demografici o alle conversioni.
GA4 ci aiuta anche in questi casi e permette di impostare Custom Audience da utilizzare per la segmentazione.</p>
<p>Tra questi, ad esempio, possiamo raggruppare i visitatori che:</p>

Hanno effettuato ricerche di articoli.
Hanno iniziato a guardare un video.
Hanno finito di guardare un video.
Hanno/ non hanno completato un tutorial.
Hanno fornito un indirizzo email.
Sono potenziali lead aziendali.

<p>GA4 consente a chi ha ruolo di Editor o Marketer di creare Nuove Audience (<em>Amministrazione &gt; Data Display &gt; Audiences</em>) mediante trigger di target che entrano in gioco quando gli utenti raggiungono alcune soglie di interazione come l&#8217;inizio di X sessioni, la lettura di Y articoli o il superamento di Z soglie di conversione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2024/03/Screenshot-2024-03-18-153100.png" width="1331" height="859" /></p>
<p>Con le Audience è possiamo scoprire cosa cercano e con cosa interagiscono i diversi target e come gli utenti navigano sul nostro sito.</p>
<p>Il bello delle Audience di GA4 è che permettono di operare su tutti i dati raccolti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2024/03/Screenshot-2024-03-18-153344.png" width="1499" height="852" /></p>
<p>Viene dunque da chiedersi quali eventi dovremmo impostare sul nostro sito web per una efficace segmentazione.</p>
<p>Molti degli eventi che tracciano il comportamento degli utenti sono raccolti automaticamente da GA4 ma non sono visualizzati e non sono utilizzabili per creare target fino a quando non vengono abilitati con la misurazione avanzata.</p>
<p>Ricordiamo gli eventi raccolti automaticamente che possono essere abilitati per la misurazione avanzata (Amministrazione, Flussi di dati &gt; Web e spuntarli in Misurazione avanzata):</p>

<strong>File_download</strong>: quando un utente fa clic su un link che porta a un documento, una presentazione o un file audio.
<strong>Form_start</strong>: quando un utente interagisce con un modulo in una sessione per la prima volta.
<strong>Form_submit</strong>: quando un utente invia un modulo.
<strong>Scroll</strong>: quando un utente raggiunge il 90% inferiore di ogni pagina per la prima volta.
<strong>Video_start</strong>: quando un video inizia a essere riprodotto.
<strong>Video_progress</strong>: quando un video supera il 10%, il 25%, il 50% e il 75% della durata.
<strong>Video_complete</strong>: quando un video termina.
<strong>Ricerca sul sito</strong>: quando un utente effettua una ricerca all’interno del sito
<strong>Clic in uscita</strong>: quando un utente clicca su un link che porta all’esterno del sito.

<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2024/03/Screenshot-2024-03-18-153646.png" width="744" height="719" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Potrebbe essere utile aggiungere anche altri eventi consigliati, tra cui:</p>

<strong>Generate_lead</strong>: invio modulo per richiedere informazioni.
<strong>Login</strong>: un utente effettua il login.
<strong>Purchase</strong>: un utente completa un acquisto.
<strong>Share</strong>: un utente condivide dei contenuti.

<p>Se questi non bastassero è sempre possibile <a href="https://www.webmarketinggarden.it/eventi-e-conversioni-creati-direttamente-da-ga4/">definire eventi custom</a>.</p>
Quando dovremmo misurare le micro conversioni?
<p>Si definiscono <strong>micro conversioni</strong> quelle piccole conversioni che costituiscono i passi necessari per le conversioni più importanti (dette macro-conversioni o più semplicemente conversioni).
Nella maggior parte dei casi, basta andare su <em>Amministrazione</em>, cliccare su <em>Eventi</em> e contrassegnare l’evento come conversione.</p>
<p>Ad esempio, si potrebbero misurare le seguenti micro conversioni:</p>

Scorrimento al 90% di un articolo o di un post sul blog.
Riproduzione di almeno il 50% di un video di prodotto.
Completamento di un tutorial.
Download di un white paper.
Completamento di un modulo di registrazione.
Registrazione a un servizio.
Aggiunta di un prodotto al carrello.

Quanto vale una conversione?
<p>Il passo successivo è associare <strong>valori monetari</strong> alle micro conversioni in modo da ottimizzare le campagne di marketing, soprattutto quelle Google ADS in cui potremo sfruttare la possibilità di gestire offerte “<em>Massimizza il valore della conversione</em>” ed eventualmente “<em>Imposta un ritorno sulla spesa pubblicitaria target</em>” con un <strong>ROAS Target</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2024/03/Screenshot-2024-03-18-154556.png" width="1052" height="529" /></p>
<p>Questo è un passaggio che purtroppo è spesso sottovalutato ma è fondamentale per <strong>ottimizzare le campagne Google ADS</strong>. Infatti se ci limitiamo a importare o configurare in Google ADS le conversioni non abbiamo modo di far percepire a Google il peso da dare loro e rischiamo, ad esempio in un e-commerce, di tener conto solo degli acquisti ma non degli utenti che mettono prodotti nel carrello, si iscrivono alla newsletter o chiedono chiarimento sui prodotti.</p>
<p>Se da una parte Google ADS permette di classificare le conversioni come <strong>Principali</strong> (su cui ottimizzare le campagne) o <strong>Secondarie</strong> (che non vengono prese in considerazione per l’ottimizzazione delle campagne), assegnando anche un valore alle conversioni potremo <strong>dare il giusto peso alle conversioni</strong> principali suddividendole per importanza in base al valore attribuito.</p>
Come possiamo dare un valore alle conversioni?
<p>Facciamo un esempio: supponendo che il 20% delle persone che compilano un questionario diventino successivamente clienti, e la transazione media sia di 100 € con una marginalità di 50 €. Allora potremmo associare 10 € (cioè il 20% di 50 €) come valore della compilazione del questionario.</p>
<p>Per aggiungere un valore quando qualcuno ha completato un questionario è sufficiente:</p>

<em>Amministrazione</em> &gt; <em>Eventi</em>.
<em>Create Event</em> per vedere la tabella degli eventi personalizzati.
Cliccare sull&#8217;evento da modificare.
Nella sezione <em>Configurazione parametri</em>, cliccare su <em>Aggiungi modifica</em>.
Nel campo Parametro, inserire “valuta” o “currency”, nel campo Valore, inserire un tipo di valuta (ad esempio, EUR).
Cliccare su <em>Aggiungi modifica</em>.
Nel campo Parametro, inserire il “valore” o “value”.
Nel campo Nuovo valore, inserire il valore (ad esempio, 10 per 10 €).
Cliccare su <em>Salva</em>.

<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2024/03/Screenshot-2024-03-18-155330.png" width="975" height="820" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Collegano infine GA4 con Google ADS è possibile vedere l&#8217;intero ciclo del cliente, dal clic sugli annunci fino al completamento di micro e macro conversioni.</p>
<p>L&#8217;integrazione con Google ADS è fondamentale anche per il remarketing permettendo alle ADS di utilizzare le Audience basate sui target di Analytics di cui abbiamo parlato all&#8217;inizio.</p>
Dove dobbiamo vedere cosa succede?
<p>GA4 offre diverse raccolte di report basate sulle informazioni fornite durante la configurazione.</p>
<p>Il principale set predefinito di report da esaminare è “<em>Ciclo di vita/Life cycle</em>”, che aiuta a capire ogni fase del percorso del cliente, dall&#8217;acquisizione al coinvolgimento, alla monetizzazione e alla retention.</p>
<p>Può essere sostituito dalla raccolta degli obiettivi aziendali in alcune configurazioni in cui è stato selezionato &#8220;Aumentare la consapevolezza del marchio&#8221;, &#8220;Esaminare il comportamento dell&#8217;utente&#8221;, &#8220;Generare lead&#8221; o &#8220;Generare vendite online&#8221; durante la configurazione.</p>
<p>Anche la raccolta Utenti/User, ci aiuta a capire chi utilizza il sito, compresi i dati demografici (ad esempio, età e località da cui navigano) e la tecnologia che utilizzano (ad esempio, versione del browser, versione dell&#8217;app).</p>
<p>Nel caso non fossero disponibili nella nostra configurazione si può provare ad accedere alla voce <em>Library</em> (nel menu di sinistra in basso) e abilitarli.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2024/03/Screenshot-2024-03-18-163915.png" width="1237" height="585" /></p>
Come creare report più approfonditi in GA4?
<p>Tramite il menu di sinistra di GA4 con la voce <em>Explore</em> / <em>Esplora</em> si possono generare report partendo da diverse impostazioni:</p>

<strong>Esplorazione del funnel</strong>: mostra dove gli utenti abbandonano i percorsi dei clienti che abbiamo pianificato e identifica quanto stanno avendo successo o fallendo ad ogni passo.
<strong>Esplorazione del percorso</strong>: mostra i percorsi che gli utenti seguono mentre interagiscono con il nostro sito.
<strong>Sovrapposizione del segmento</strong>: permette di vedere se diversi segmenti di utenti si sovrappongono tra loro. È utile per identificare nuovi segmenti di utenti che soddisfano criteri complessi.
<strong>Esplorazione dell&#8217;utente</strong>: analizza gli utenti che compongono i segmenti creati. Si può anche approfondire le attività individuali degli utenti.
<strong>Esplorazione della coorte</strong>: mostra informazioni sul comportamento e sulle prestazioni dei gruppi di utenti correlati da attributi comuni.
<strong>Vita utente/User Lifetime</strong>: esamina il comportamento e il valore degli utenti nel corso della loro vita come clienti.

<p>Se, come me, non vi trovate completamente a vostro agio con i report di GA4, con la sezione Explore o con la customizzazione dei report, il consiglio è di giocare un po&#8217; con <a href="https://lookerstudio.google.com/"><strong>Google Looker Studio</strong></a>, la nuova versione di Google Data Studio, che è a disposizione gratuita di tutti gli utenti di Google.</p>
<p>Non è un tool perfetto ma nel 90% dei casi permette di costruire dei buoni report e delle dashboard efficaci con uno sforzo molto contenuto.</p>
E quindi?
<p>Le novità introdotte da Google Analytics 4 (GA4), segnano un passaggio cruciale per professionisti e aziende nel campo dell&#8217;analitica web. La messa in pratica dei suggerimenti forniti sono fondamentali per chi desidera sfruttare al meglio le nuove funzionalità di GA4, ottimizzando le strategie di marketing digitale e la comprendere il reale comportamento degli utenti del proprio sito.</p>
<p>Per chi volesse approfondire ulteriormente o avere un supporto in questa attività, potrebbe essere utile considerare un <a href="https://www.webmarketinggarden.it/formazione/corso-google-analytics-4-looker-studio/">corso specifico su GA4 e Looker Studio</a>, o un <a href="https://www.webmarketinggarden.it/contatti/">affiancamento per la fase di implementazione</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Eventi e conversioni creati direttamente da GA4</title>
		<link>https://www.webmarketinggarden.it/eventi-e-conversioni-creati-direttamente-da-ga4/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2023 15:34:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione e corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Web analytics]]></category>
		<category><![CDATA[GA4]]></category>
		<category><![CDATA[GA4 Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Ga4 Setup]]></category>
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					<description><![CDATA[Prima di iniziare con i dettagli tecnici, ricordiamo che gli eventi in Google Analytics 3 (GA3) e Google Analytics 4 (GA4) sono gestiti e strutturati in modo totalmente differente. In GA3, gli eventi sono definiti da tre parametri principali: Categoria evento (Event Category), Azione evento (Event Action) e Etichetta evento (Event Label) che vengono utilizzati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di iniziare con i dettagli tecnici, ricordiamo che gli eventi in Google Analytics 3 (GA3) e Google Analytics 4 (GA4) sono gestiti e strutturati in modo totalmente differente.</p>
<p>In GA3, gli eventi sono definiti da <strong>tre parametri principali</strong>: <strong>Categoria</strong> evento (Event Category), <strong>Azione</strong> evento (Event Action) e <strong>Etichetta</strong> evento (Event Label) che vengono utilizzati per classificare e monitorare le azioni degli utenti sul sito web o nell&#8217;App.</p>
<p>In GA4 invece sono classificati come <strong>eventi personalizzati automatizzati</strong> (Automatically Collected Custom Events), <strong>eventi di misurazione avanzata</strong> (Enhanced Measurement Events), <strong>eventi consigliati</strong> (Recommended Events) e <strong>eventi personalizzati</strong> (Custom Events). Questa struttura offre una maggiore flessibilità nel tracciare e analizzare le azioni degli utenti.</p>
<p>Inoltre,<strong> GA4 introduce nuovi concetti</strong> come gli <strong>insiemi di parametri</strong> (Parameter Sets) e le <strong>proprietà dei dati</strong> (Data Properties) che consentono di organizzare e strutturare meglio le informazioni raccolte.</p>
<p>Riassumendo: scordiamoci di Categoria, Azione e Etichetta e prepariamoci a entrare in un mondo in cui tutto è un evento caratterizzato da una serie di parametri.
Alcuni di questi sono<strong> comuni a tutti gli eventi</strong> (ad esempio la sessione a cui si riferiscono) mentre altri sono <strong>propri del tipo di evento o dai parametri</strong> che decidiamo di creare.</p>
<p>La possibilità di creare eventi direttamente dall&#8217;interfaccia utente è una novità interessante per le proprietà di Google Analytics 4 (GA4). È una funzionalità che non era presente in Google Universal Analytics ed è <strong>un buon passo avanti per personalizzare gli eventi, i relativi parametri e disporre di eventi di conversione più specifici</strong>.</p>
<a href="https://support.google.com/analytics/answer/10085872?hl=it#zippy=%2Ccreare-un-evento-da-un-evento-esistente%2Cmodificare-un-evento-esistente%2Criordinare-gli-eventi-modificati%2Cmodificare-un-evento-creato-in-analytics">Esistono due modi per creare eventi personalizzati in GA4</a>

Utilizzando <strong>Google Tag Manager</strong> in questo caso, occorre creare Event Tags e Triggers affinché gli eventi vengano mostrati nei report. Lo approfondiremo in un post successivo.
Utilizzando il <strong>pannello di amministrazione di Analytics</strong>, tramite l&#8217;interfaccia utente. Ed è quello di cui ci occupiamo qui.

<p>Entrambi i metodi funzionano bene per gestire eventi di conversione specifici ed eventi consigliati. Utilizzare l&#8217;interfaccia utente è più semplice ma ha qualche limitazione mentre l&#8217;utilizzo di GTM è più flessibile anche se comporta qualche conoscenza in più.</p>
<p><strong>Questa guida si concentra sulla creazione di eventi personalizzati tramite l&#8217;interfaccia utente di GA4.</strong></p>
<p>Vediamo passo dopo passo come farlo.</p>
Modifica di eventi esistenti in GA4
<p><strong>Un&#8217;ultima premessa è doverosa: GA4 permette sia di creare eventi a partire da quelli già presenti sia di modificare un evento esistente.</strong></p>
<p>La modifica di un evento esistente può essere utile per:</p>

<strong>Correggere un errore di misurazione</strong> causato da un errore ortografico nel nome, nelle condizioni o nei parametri di un evento
<strong>Creare un nuovo evento in base a uno esistente</strong> e attivarlo in base a condizioni specifiche
<strong>Restringere l&#8217;ambito di un evento</strong> e contrassegnarlo come conversione

<p><strong>Attenzione:</strong> gli eventi modificati in Analytics presentano le seguenti limitazioni:</p>

Gli eventi modificati e creati <strong>non si applicano ai dati storici</strong>.
Puoi modificare fino a <strong>50 eventi esistenti</strong> e creare fino a 50 eventi basati su quelli esistenti.
L&#8217;applicazione delle modifiche richiede <strong>almeno un&#8217;ora</strong>.
Le modifiche vengono <strong>calcolate sul lato client</strong> prima che i dati vengano inviati ad Analytics.
Se si modifica un evento, quello esistente verrà <strong>sovrascritto</strong> mediante l&#8217;aggiunta, la modifica o la rimozione di parametri. Gli eventi modificati vengono elaborati prima degli eventi creati. Attenzione dunque quando si modifica un evento, perché potrebbero verificarsi conseguenze impreviste. Ad esempio, se si modifica l&#8217;evento <em><strong>page_view</strong></em> fornito da Google per restringerne l&#8217;ambito a una pagina specifica, questo evento non raccoglierà più i dati dalle altre pagine. In questo esempio, devi creare un nuovo evento basato su page_view in modo che l&#8217;evento originale rimanga invariato e assegnargli un nome che permetta di distinguerlo.

Creazione di nuovi eventi (e conversioni) in GA4
<strong>Passo 1: Fare clic su &#8220;Crea evento&#8221;</strong>
<p>Si inizia da Amministrazione &gt; Eventi</p>
<p>e nella parte superiore destra della tabella degli eventi, fare clic sul pulsante centrale &#8220;<em><strong>Crea evento</strong></em>&#8220;.</p>
<p>A questo punto si apre la schermata degli eventi personalizzati. Fare clic su &#8220;<em><strong>Crea</strong></em>&#8220;.</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/05/Eventi-GA4-User-001.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/05/Eventi-GA4-User-001.png" width="848" height="433" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
Passo 2: Configurazione di un nuovo evento
<p>A titolo di esempio possiamo creare un evento che si concentri specificamente sulle visite alla pagina &#8220;Informazioni&#8221; (https://www.mio-sito.it/info_contatti/&#8221;) in modo da poter contare più facilmente quelle visualizzazioni di pagina senza dover consultare i report dei parametri.</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/05/Eventi-GA4-User-002.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/05/Eventi-GA4-User-002.png" width="889" height="611" /></a></p>
<p>Per prima cosa, diamo al nuovo evento un nome unico:&#8221;page_view_contatti&#8221;.</p>
<p>Ora dobbiamo inseriamo le condizioni corrispondenti. per prima cosa occorre specifichiamo l&#8217;evento da cui desideriamo creare il nuovo evento. In questo caso, è <em><strong>page_view</strong></em>, quindi lo inseriremo sulla prima riga di condizione come <em><strong>event_name</strong></em> uguale a &#8220;page_view&#8221;.</p>
<p>Ora dobbiamo indicare una condizione aggiuntiva per distinguere specificamente la visualizzazione della pagina &#8220;Informazioni&#8221; dal resto come evento separato. Utilizzeremo la condizione <em><strong>page_location</strong></em> contiene &#8220;<em><strong>contatti</strong></em>&#8221; per questa condizione.</p>
<p>Infine, impostiamo la configurazione dei parametri. Se desideriamo utilizzare solo i parametri già presenti nell&#8217;evento &#8220;page_view&#8221; originale, possiamo lasciare selezionata l&#8217;opzione &#8220;<strong>Copia i parametri dall&#8217;evento di origine</strong>&#8220;. In caso contrario, posso aggiungere i parametri aggiuntivi da utilizzare per l&#8217;evento &#8220;page_view_contatti&#8221;.</p>
<p>Nel nostro caso possiamo lasciare i parametri come sono nell&#8217;evento &#8220;page_view&#8221; originale, poiché questo evento non è molto diverso, e cliccheremo su &#8220;<strong>Crea</strong>&#8221; in alto a destra.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/05/Eventi-GA4-User-003.png" width="956" height="763" /></p>
<p>Questo è quello che dovremmo ottenere:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/05/Eventi-GA4-User-004.png" width="748" height="194" /></p>
Passo 3: Test del nuovo evento con la visualizzazione in tempo reale
<p>L&#8217;ultimo passo è verificare che il nuovo evento si attivi come previsto. Per farlo, è sufficiente andare sul sito e navigare sino alla pagina &#8220;Contatti&#8221;. In questo modo si dovrebbe ora attivare il nuovo evento &#8220;page_view_contatti&#8221;. Per verificare che si attivi effettivamente, apriamo il rapporto &#8220;In tempo reale&#8221; in GA4 .</p>
<p>Se navigheremo sino alla pagina Contatti vedremo attivarsi l&#8217;evento creato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/05/Eventi-GA4-User-005.png" width="288" height="373" /></p>
Passo 4 (Opzionale): Segnare il nuovo evento come Conversione
<p>Uno dei motivi principali per cui la funzionalità di creare facilmente nuovi eventi nell&#8217;interfaccia è interessante è la possibilità di contrassegnare questi eventi come conversioni. <a href="https://www.kristaseiden.com/creating-events-and-conversions-in-the-ga4-user-interface/">Ci sono due modi per farlo</a>.</p>

Aspettare un giorno finché la tabella degli eventi si aggiorna con il nuovo nome dell&#8217;evento, quindi nel rapporto sugli eventi, attivarlo per segnarlo come conversione.
Oppure, se non si vuole aspettare, basta navigare nel rapporto &#8220;Conversioni&#8221; e crearlo da lì: fare clic su &#8220;Nuovo evento di conversione&#8221; e quindi assegnare al nuovo evento di conversione lo stesso nome che abbiamo dato quando abbiamo creato il nuovo evento. Fare clic su &#8220;Salva&#8221; e ora abbiamo un nuovo evento di conversione!

Regole per la denominazione degli eventi
<p>Alcune regole per la denominazione degli eventi:</p>

Le denominazioni degli eventi sono <strong>sensibili alle maiuscole e minuscole</strong>. Ad esempio, &#8220;my_event&#8221; e &#8220;My_event&#8221; saranno due eventi diversi.
Le denominazioni degli eventi <strong>devono iniziare con una lettera</strong>. Utilizza solo lettere, numeri e trattini bassi. Non utilizzare spazi.
Le denominazioni degli eventi <strong>possono includere lettere e parole inglesi e non inglesi</strong>.
<strong>Non utilizzare</strong> prefissi e denominazioni di eventi riservati.

Limitazioni
<p>Gli eventi che si configurano hanno delle limitazioni. Ecco le limitazioni di cui devi è bene essere consapevoli:</p>

Gli eventi modificati e creati <strong>non si applicano ai dati storici.</strong>
si possono creare<strong> fino a 50</strong> eventi e modificare fino a 50 eventi basati su eventi esistenti.
Le modifiche richiedono <strong>fino a un&#8217;ora o più</strong> per essere applicate.
Le modifiche vengono <strong>implementate lato client</strong> prima che i dati vengano inviati ad Analytics per l&#8217;elaborazione.
Gli eventi modificati vengono<strong> eseguiti nell&#8217;ordine</strong> in cui compaiono nell&#8217;elenco delle modifiche agli eventi.
Gli eventi modificati vengono<strong> elaborati prima</strong> degli eventi creati.
Non è possibile <strong>riordinare</strong> gli eventi creati.

<p>Prima di creare eventi personalizzati, è bene consultare l&#8217;elenco di eventi raccolti automaticamente, eventi di misurazione avanzata ed eventi consigliati. Questi tipi di eventi popolano automaticamente dimensioni e metriche predefinite. Inoltre, non influiscono sui limiti sul numero di eventi e parametri che è possibile creare.</p>
<p>Per un <a href="https://www.webmarketinggarden.it/formazione/corso-google-analytics-4-looker-studio/">corso dedicato (da Google Analytics Universal a GA4)</a> o una <a href="https://www.webmarketinggarden.it/consulenza-digital-marketing/">consulenza aziendale progettata &#8220;su misura&#8221;</a> siamo il giusto riferimento.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Feventi-e-conversioni-creati-direttamente-da-ga4%2F&amp;linkname=Eventi%20e%20conversioni%20creati%20direttamente%20da%20GA4" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Feventi-e-conversioni-creati-direttamente-da-ga4%2F&amp;linkname=Eventi%20e%20conversioni%20creati%20direttamente%20da%20GA4" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Feventi-e-conversioni-creati-direttamente-da-ga4%2F&amp;linkname=Eventi%20e%20conversioni%20creati%20direttamente%20da%20GA4" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Feventi-e-conversioni-creati-direttamente-da-ga4%2F&amp;linkname=Eventi%20e%20conversioni%20creati%20direttamente%20da%20GA4" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Feventi-e-conversioni-creati-direttamente-da-ga4%2F&#038;title=Eventi%20e%20conversioni%20creati%20direttamente%20da%20GA4" data-a2a-url="https://www.webmarketinggarden.it/eventi-e-conversioni-creati-direttamente-da-ga4/" data-a2a-title="Eventi e conversioni creati direttamente da GA4"></a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Metriche di Google Analytics 3 e GA4: sono confrontabili?</title>
		<link>https://www.webmarketinggarden.it/metriche-di-google-analytics-3-e-ga4-sono-confrontabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2023 07:53:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione e corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Web analytics]]></category>
		<category><![CDATA[GA4]]></category>
		<category><![CDATA[Google Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[metriche]]></category>
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					<description><![CDATA[Le metriche di Google Analytics 3 e GA4 sono confrontabili? Google Analytics 4 (GA4) è l&#8217;ultima versione della popolare piattaforma di web analytics di Google. È stato introdotto in sostituzione di Universal Analytics (UA o GA3 o GUA che dir si voglia), che ci ha assistito per oltre 10 anni (dal 2012) e verrà dismesso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le metriche di Google Analytics 3 e GA4 sono confrontabili?</p>
<p>Google Analytics 4 (GA4) è l&#8217;ultima versione della popolare piattaforma di web analytics di Google. È stato introdotto in sostituzione di Universal Analytics (UA o GA3 o GUA che dir si voglia), che ci ha assistito per oltre 10 anni (dal 2012) e verrà dismesso a partire dal luglio 2023.</p>
<p>Ci sono molte differenze tra GA4 e UA, tra cui l&#8217;uso dell&#8217;auto-aggiornamento dei dati, una maggiore attenzione alla privacy  e una visualizzazione dei rapporti più intuitiva. Oltre ovviamente al fatto che, più siamo stati abituati a usare GA3, più fatica faremo inizialmente a cambiare approccio. Tuttavia, per quanto riguarda specificamente le <a href="https://support.google.com/analytics/answer/9143382?hl=it&amp;sjid=3084009992088272674-EU"><strong>metriche</strong></a>, ci sono alcune differenze importanti che vale la pena conoscere.</p>
<p>La prima differenza è la <strong>distinzione tra utente e sessione</strong>. In GA4, un utente è un navigatore che ha interagito con il sito o la app, mentre una sessione è una singola visita che può includere una o più azioni o interazioni (eventi). In GA3, la distinzione tra sessione e utente era molto meno netta.</p>
<p>Altra differenza rilevante è l&#8217;uso di eventi e parametri. In GA4, sono supportati molti più eventi predefiniti, ed è possibile anche creare eventi personalizzati in modo più semplice. I parametri sono utilizzati in modo diverso in GA4 rispetto a UA, e sono essenziali per aiutare a tracciare l&#8217;attività sul sito o nella App.</p>
Cosa aspettarsi dunque quando si confrontano le metriche tra GA4 e GUA?
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/formazione/corso-google-analytics-4-looker-studio/">Durante la configurazione di Google Analytics 4 o i primi mesi di utilizzo</a>, si potrebbe aver la necessità di confrontare i risultati della proprietà di Google Analytics 4 con quelli della proprietà di Universal Analytics per valutare la corretta implementazione.</p>
<p>Nel seguito riportiamo alcuni aspetti da tenere in considerazione per non rischiare di preoccuparsi inutilmente se i dati non tornano.</p>
Utenti



 




Metrica
UA
GA4




<strong>Utenti totali</strong>
<strong>Metrica Utente principale in UA</strong>: numero totale di utenti
Numero totale di utenti unici che hanno fatto registrare almeno un evento.


<strong>Nuovi utenti</strong>
Numero di utenti che hanno interagito con il sito per la prima volta.


Numero di utenti che hanno interagito con il sito o avviato la app per la prima volta.
La metrica viene misurata in base al numero di nuovi ID utente unici che hanno registrato l&#8217;evento first_open o first_visit.




<strong>Utenti attivi</strong>
N/D
<strong>Metrica utente principale in GA4</strong>: numero di utenti attivi distinti che hanno visitato il sito o la app.
Un utente viene definito <strong>attivo</strong> quando ha associato almeno una sessione con coinvolgimento o quando Analytics raccoglie:</p>

L&#8217;evento <strong>first_visit</strong> o il parametro <strong>engagement_time_msec</strong> dal sito.
L&#8217;evento <strong>first_open</strong> o il parametro <strong>engagement_time_msec</strong> da un&#8217;app Android o iOS.





Sessioni
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/perche-occorre-passare-a-ga4-e-occorre-farlo-adesso/">Google Analytics 4 calcola le sessioni in modo diverso rispetto a Google Analytics 3</a>. Le sessioni potrebbero risultare inferiori in GA4 a causa di:</p>

<strong>Timeout della sessione</strong>: sebbene la durata predefinita della sessione sia di 30 minuti in entrambe le versioni di Google Analytics, in GA4 è possibile estendere il timeout della sessione sino a 7 ore e 55 minuti, mentre in GA3, il timeout massimo è di 4 ore. Di conseguenza se estendiamo il timeout della sessione al massimo, la misurazione relativa ad un navigatore che si allontana dal sito per cinque ore sarebbe conteggiata come due sessioni in GA3, mentre in GA4 verrebbe conteggiata come una sola.
<strong>Interruzione a mezzanotte</strong>: in GA3, tutte le sessioni terminano a mezzanotte. In GA4 questo non avviene. Questo cutoff di mezzanotte è basato sul fuso orario selezionato nelle impostazioni. Ad esempio, immaginiamo di essere un merchant che riceve molti visitatori dagli Stati Uniti: mentre i nostri concittadini italiani si sono probabilmente già addormentati a mezzanotte, negli USA è ancora pomeriggio e le persone possono ancora essere impegnate negli acquisti. Qualsiasi sessione che si estenda tra le 23.59 e le 00.01 italiane apparirà come se fosse composta da 2 sessioni in GA3. <strong>In GA4, la sessione continuerà, riflettendo così in modo più accurato ciò che è avvenuto</strong>.
<strong>Nuovi parametri di campagna</strong>: se un utente si imbatte in due delle nostre campagne in un breve lasso di tempo durante la navigazione sul web e tali campagne utilizzano i parametri UTM, ciascuna di queste campagne farà iniziare una nuova sessione in GA3 (a questo proposito segnaliamo  la pratica, deprecata anche da Google, ma in cui capita di imbattersi di frequente, di utilizzare i parametri UTM anche per i link interni a uno sito per particolari tipi di tracciamento). Tuttavia, <strong>in GA4, la sessione non si interromperà</strong>. Ad esempio, se qualcuno cliccando su un annuncio a pagamento, accede al nostro sito, poi torna immediatamente su Google e clicca ora sul nostro profilo Google Business Places, con GA3 verrebbero conteggiate due sessioni. Al contrario, GA4 ne conteggia una sola.
<strong>Filtro automatico dei bot</strong>: GA4 ha un filtro dei bot che rimuove dal sito il traffico dei bot e dei ragni noti. Google ha popolato questa lista in base alla propria ricerca e alla <a href="https://www.iab.com/guidelines/iab-abc-international-spiders-bots-list/"><strong>lista internazionale di ragni e bot</strong></a>. In GA3 era necessario indicare a mano, attraverso i <strong>filtri</strong>, eventuali bot cosa sempre non possibile.
<strong>Filtri custom</strong>: al momento della stesura di questo post, GA4 consente solo filtri di esclusione basati sugli IP (sostanzialmente utilizzati per escludere il<strong> traffico interno all&#8217;azienda</strong>) e i <strong>filtri per escludere gli sviluppatori</strong>: per non registrare cioè alcun dato quando è attivato il debug mode (in altre parole quando un evento ha il parametro <em>debug_mode</em> o <em>dedug_event</em> uguale a 1) .

<div id="attachment_8520" style="width: 761px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/04/GA4-Differenze-Ga3-001.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8520" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/04/GA4-Differenze-Ga3-001.png" width="751" height="711" /></a><p id="caption-attachment-8520" class="wp-caption-text">GA4 Differenze Misurazioni con GA3</p></div>
<p><strong>ATTENZIONE</strong>: Occorre notare inoltre che mente in GA3 una sessione inizia non appena si ha una &#8220;page  view&#8221; e non ci sono sessioni attive, in GA4 una sessione può iniziare anche senza una &#8220;page view&#8221; come nel caso in cui si carichi un sito in una finestra in background.</p>
<strong>Obiettivi Vs Conversioni</strong>
<p>Quelli che abitualmente sono stati indicati come <strong>Obiettivi</strong> (goal) in GA3, in Ga4 sono ora chiamati &#8220;<strong>Conversioni</strong>&#8220;, ma fino a qui cambia poco. Quello invece che fa la differenza è come vengono conteggiati: GA3 raggruppa tutte le attività del sito all&#8217;interno di una sessione. In tal modo, Google deduplica anche tutte le conversioni all&#8217;interno di quella sessione. Se qualcuno in una stessa sessione compila un modulo 3 volte, Google Analytics lo conta come <strong>un solo obiettivo raggiunto</strong>.</p>
<p>Al contrario, GA4 non utilizzando un modello di dati basato sulle sessioni, nell&#8217;esempio prima citato, conteggia <strong>3 conversioni</strong>. Questa differenza è assai significa e in molti casi genera un aumento delle conversioni in GA4 rispetto agli obiettivi raggiunti in GA3. È importante sottolineare che a causa di questa mancanza di deduplicazione, <strong>il passaggio a GA4 è un ottimo momento per testare la validazione dei nostri moduli</strong>. Succede di frequente infatti che l&#8217;evento di conversione si attivi quando si fa clic su un pulsante &#8220;invia&#8221; anche senza inviare il modulo.</p>
<strong>Durata media della sessione</strong>
<p>Per calcolare la<strong> metrica della durata media della visita su una pagina</strong> in GA3, Google sottrae l&#8217;orario di caricamento della prima pagina all&#8217;orario di caricamento della pagina successiva. Il difetto intrinseco è che <strong>Google Universal Analytics non ha modo di misurare il tempo che l&#8217;utente trascorre sulla pagina di uscita</strong> perché non c&#8217;è alcuna successiva visualizzazione di pagina e di conseguenza non si ha un&#8217;ora di uscita da cui sottrarre l&#8217;ora di arrivo nell&#8217;ultima pagina della sessione.</p>
<p>Poiché Google non è mai stato in grado di stabilire la durata del tempo che qualcuno ha trascorso su una pagina di uscita, GA3 ha sempre sotto-stimato la durata media della sessione. A volte di pochi secondi, altre di 10 minuti o più. E l&#8217;errore era tanto più frequente nel caso di siti mono-pagina o da mobile in cui la propensione al click sui link è solitamente minore.</p>
<p>GA4, diversamente, misura il tempo in modo differente <strong>inviando un timestamp con ogni evento</strong> (tra cui ad esempio c&#8217;è anche lo scroll). Quindi generalmente, quando si confrontano le metriche della durata media della sessione in GA3 con GA4, è probabile che GA4 riporti un tempo più elevato.</p>
Tasso di rimbalzo (Bounce Rate)
<p>La metrica <strong>Tasso di rimbalzo</strong> di GA3 è influenzata in gran parte dalla quantità di tracciamenti degli eventi che sono stati aggiunti all&#8217;implementazione base di Google Analytics. Più eventi sono stati configurati, più bassa risultava la frequenza di rimbalzo. Al contrario, i proprietari di account che non hanno implementato alcun tracciamento degli eventi personalizzato fanno registrare un tasso di rimbalzo più consistente.</p>
<p>In GA4, la metrica <strong>Tasso di Coinvolgimento</strong> viene utilizzata al posto del tasso di rimbalzo. Il tasso di coinvolgimento<strong> è la percentuale di visitatori la cui visita è durata più di 10 secondi</strong>, <strong>ha avuto un evento di conversione</strong>, <strong>o almeno 2 visualizzazioni di pagina o schermata per le App</strong>. In pratica il Tasso di Coinvolgimento è l&#8217;inverso del tasso di Rimbalzo, diciamo che pur mostrando metriche confrontabili, GA4 ha una visione più ottimista!</p>
<p><strong>Con GA4, il tracciamento degli eventi diminuirà il tasso di rimbalzo solo se viene settato come una conversione.</strong> Il risultato è che se si aveva un tasso di rimbalzo molto basso in Universal Analytics dovuto all&#8217;aggiunta di molti eventi, è probabile che il tasso di rimbalzo in GA4 sia più alto. Al contrario, se il tasso di rimbalzo era particolarmente alto in Universal Analytics, non ci si dovrà stupire se ci saranno valori più bassi in GA4.</p>
Conclusioni

<strong>Sessioni</strong>: probabilmente <strong>inferiori</strong> rispetto a GA3, ma dipende.
<strong>Conversioni</strong>: generalmente <strong>superiori</strong> rispetto a GA3.
<strong>Durata media della sessione</strong>: probabilmente <strong>superiore</strong> rispetto a GA3 ma anche qui dipende.
<strong>Tasso di rimbalzo</strong>: dipende sostanzialmente dal numero di eventi configurati.

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			</item>
		<item>
		<title>Da Google Analytics Universal a GA4: cosa cambia?</title>
		<link>https://www.webmarketinggarden.it/da-google-analytics-universal-a-ga4-cosa-cambia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 May 2023 07:30:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione e corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Web analytics]]></category>
		<category><![CDATA[GA4]]></category>
		<category><![CDATA[Ga4 Setup]]></category>
		<category><![CDATA[GAU]]></category>
		<category><![CDATA[Installazione GA4]]></category>
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					<description><![CDATA[Universal Analytics (UA o GA3) ha ancora solo qualche mese prima di cessare di raccogliere dati, lasciando spazio a Google Analytics 4 (GA4). Nonostante GA4 sia l&#8217;opzione predefinita per le nuove proprietà di Google Analytics dal 14 ottobre 2020, molti marketer e sviluppatori web non hanno ancora effettuato la transizione da UA a GA4 e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Universal Analytics (UA o GA3) <a href="https://www.webmarketinggarden.it/perche-occorre-passare-a-ga4-e-occorre-farlo-adesso/">ha ancora solo qualche mese prima di cessare di raccogliere dati</a>, lasciando spazio a Google Analytics 4 (GA4)</strong>.</p>
<p>Nonostante <a href="https://support.google.com/analytics/answer/10089681?hl=it">GA4</a> sia l&#8217;opzione predefinita per le nuove proprietà di Google Analytics dal 14 ottobre 2020, molti marketer e sviluppatori web non hanno ancora effettuato la transizione da UA a GA4 e spesso si sono limitati a una <strong>conversione automatica che porta spesso a implementazioni imprecise o addirittura inutili</strong>.</p>
<p>Una possibile ragione è che Google Analytics 4 funziona in modo differente dal suo predecessore e, pur offrendo nuove funzionalità, ha subito critiche per bug presunti e per la mancanza di alcune funzionalità apprezzate dagli utenti di UA.</p>
<p>Cerchiamo quindi di capire da Google Analytics Universal a GA4: cosa cambia? E quando?</p>
Quando verrà abbandonato Google Analytics Universal?
<p>Il 16 marzo 2022, Google ha annunciato che Universale Analytics interromperà l&#8217;elaborazione dei dati dal <strong>1º luglio 2023</strong> per le proprietà standard UA e dal <strong>1º ottobre 2023</strong> per le proprietà UA 360. Il periodo di tempo relativamente breve tra l&#8217;annuncio e la data di fine ha sorpreso molti marketer e causato un leggero panico nel settore. Anche se Google Analytics 4 era uscito dalla beta dal 2020, l&#8217;adozione era ancora relativamente bassa. Questo ha probabilmente influenzato la decisione di Google di accelerare i tempi.</p>
<p>Più di un anno potrebbe sembrare un tempo sufficiente per aggiungere uno script di tracciamento su un sito, ma <strong>è importante ricordare quanto possa essere critica l&#8217;implementazione di Google Analytics per la maggior parte delle aziende quando si tratta di misurare il proprio sito in modo corretto ed efficace</strong>. <a href="https://www.webmarketinggarden.it/come-configurare-google-analytics-4-la-guida-definitiva-per-dati-precisi-e-analisi-efficaci/">Prima di iniziare ad implementare Google Analytics 4, è cruciale capire come sia diverso da Universal Analytics</a>.</p>
10 differenze tra GA4 e Universal Analytics
1 &#8211; Tracciamento delle App
<p>Una delle funzioni più attese di GA4 è la capacità di tracciare i dati del sito web e dell&#8217;app nella stessa proprietà.</p>
<p><strong>GA4 infatti sfrutta lo stesso modello di misurazione di Google Analytics Firebase</strong> (utilizzato per le app mobile) in cui tutte le interazioni sono catturate come eventi. Questo nuovo data model unificato tra il sito e l&#8217;app mobile significa che sarà più facile combinare i dati e seguire il comportamento degli utenti che interagiscono sul sito e sulle App.</p>
2 &#8211; Tipologie di Hit
<p>Un&#8217;altra differenza significativa tra UA e GA4 riguarda il modo in cui vengono acquisite le interazioni. UA, acquisisce le interazioni con diversi tipi di hit, come le visualizzazioni di pagina, le transazioni e le interazioni social. <strong>In GA4, al contrario, acquisisce le interazione acquisita come eventi</strong>.</p>
<p>Gli eventi esistevano anche in UA, con una categoria, un&#8217;azione e una descrizione associati, ma queste classificazioni non esistono più in GA4. GA4 lavora con i parametri dell&#8217;evento che sono informazioni aggiuntive sull&#8217;azione (evento) che ha compiuto l&#8217;utente. Alcuni parametri di evento vengono inviati automaticamente, come page_title, mentre altri possono essere aggiunti (<strong>è possibile registrare fino a 25 parametri per ciascun evento</strong>).</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/03/GA4-CosaCambia-01.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/03/GA4-CosaCambia-01-300x142.png" width="349" height="165" /></a></p>
<p>Dal momento che i modelli di dati sono fondamentalmente diversi, <strong>Google consiglia di non copiare semplicemente la logica degli eventi esistenti da UA a GA4</strong>, ma di implementare invece una nuova logica che abbia senso in questo nuovo contesto. Torneremo su questo argomento con un post più specifico.</p>
3 &#8211; Calcoli delle sessioni in GA4 rispetto a Google Analytics Universal
<p>Un&#8217;altra differenza tra UA e GA4 che può diventare evidente quando si iniziano a confrontare le statistiche tra i due sistemi, riguarda i <strong>valori delle sessioni</strong>.</p>
<p>In UA, una sessione rappresenta il periodo di tempo in cui un utente è attivamente impegnato sul sito. Dopo essere atterrati sul sito, questi sono gli eventi che interrompono una sessione in UA:</p>

30 minuti di inattività (o le impostazioni del timeout della sessione)
Passaggio della mezzanotte (che si traduce in una nuova sessione)
È rilevato un nuovo parametro di campagna. Questo può avvenire in due casi: se si utilizzano i parametri UTM per i collegamenti interni sul sito web (pratica per altro deprecata da Google) o se si esce dal sito e si rientra da una nuova campagna.
Generazione di un evento custom senza averlo dichiarato &#8220;non interaction&#8221;.

<p>In GA4, invece, l&#8217;evento <em>session_start</em> genera un ID di sessione a cui, durante la sessione stessa, sono associati tutti gli eventi successivi. Similmente ad UA, una sessione termina dopo 30 minuti di inattività (o le impostazioni del timeout della sessione), ma <strong>le sessioni possono ora proseguire oltre la mezzanotte e non sono influenzate dal riscontro di nuovi parametri di campagna</strong>. Se il sito ha un pubblico globale (cioè con differenti fusi orari), ciò può causare discrepanze nel numero delle sessioni tra UA e GA4.</p>
4 &#8211; Le esportazioni verso BigQuery sono gratuite con Google Analytics 4
<p><strong>Con GA4, le esportazioni in BigQuery sono disponibili per tutte le proprietà</strong> (per UA, ciò era limitato alle proprietà di Analytics 360). Ciò significa che si possono inviare eventi grezzi a BigQuery, che successivamente possono essere rielaborati e aggregati utilizzando SQL.</p>
<p>L&#8217;utilizzo di BigQuery non ha alcun costo a condizione che l&#8217;utilizzo sia entro i limiti della sandbox per BigQuery (10 GB di spazio di archiviazione attivo e 1 TB di dati di query elaborati ogni mese). Vale la pena notare che l&#8217;ambiente sandbox non supporta il live streaming dei dati.</p>
5 &#8211; Tasso di rimbalzo e tasso di coinvolgimento
<p><strong>Alcune delle mancanze più significative di GA4 sono le metriche relative ai rimbalzi (bounce rate)</strong>. GA4 ha scelto di adottare un approccio più &#8220;positivo&#8221; e riportare le cifre per il tasso di coinvolgimento. In poche parole, il tasso di coinvolgimento è calcolato come percentuale di sessioni con coinvolgimenti /sessioni.</p>
<p>Ma cosa sono le sessioni con coinvolgimento? Sono tutte quelle sessioni che sono durate almeno 10 secondi, hanno almeno 1 evento di conversione o hanno almeno 2 visualizzazioni di pagina (sito) o schermata (App).</p>
<p><strong>Quindi il tasso di rimbalzo non esiste più in GA4?</strong></p>
<p>Esiste, ma viene calcolato in modo un po&#8217; diverso in GA4. In Google Analytics 4, il tasso di rimbalzo è la percentuale di sessioni che non sono sessioni con &#8220;coinvolgimenti&#8221;. In altre parole, il tasso di rimbalzo è l&#8217;inverso del tasso di coinvolgimento.</p>
6 &#8211; Google Tag Manager sempre più importante
<p>Se stavate  utilizzando le funzionalità base di GA Universal, potevate utilizzare GA senza Google Tag Manager. Ad esempio, potevate creare conversioni della pagina di destinazione in Google Analytics stesso.</p>
<p>Ora, con GA4, ciò non è più possibile. <strong>Tutti i goal sono basati su eventi, quindi è più importante che mai conoscere bene Google Tag Manager</strong>. Soprattutto se utilizzate realmente Google Analytics per attività di marketing o ecommerce.</p>
<p>Comprendere il Tag Manager (o GTM) e saper lavorare con esso, <strong>è anche utile per la raccolta avanzata di dati</strong>. Ad esempio, sarà utile per creare eventi personalizzati e dimensioni personalizzate, possibile in parte anche dalla nuova interfaccia di GA4, ma in modo meno organico e strutturato.</p>
7 &#8211; Conservazione dei dati
<p>Mentre Universal Analytics conserva i dati praticamente per sempre, <strong>i dati di Google Analytics 4 scadono dopo 14 mesi</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda i dati sulle abitudini degli utenti (cookies o identificatori di utente) Universal Analytics, permette di scegliere tra più opzioni: 14 mesi, 26 mesi, 38 mesi, 50 mesi e non scadere automaticamente. Diversamente Google Analytics 4, hai solo due opzioni: 2 mesi e 14 mesi.</p>
<p>In GA4 sebbene la comparazione anno su anno sarà ancora possibile, <strong>non sarà più possibile accedere ai dati storici</strong>. Per ovviare sarà necessario predisporre una copia di backup dei dati di GA4 su BigQuery.</p>
8 &#8211; Anonimizzazione dell&#8217;indirizzo IP
<p><strong>Ai sensi del GDPR</strong>, l&#8217;indirizzo IP viene considerato un dato personale. In Universal Analytics, era necessario configurare attivamente GA per anonimizzare gli indirizzi IP in modo da poter conformarsi alla normativa GDPR,<strong> con Google Analytics 4, gli indirizzi IP vengono automaticamente anonimizzati</strong>.</p>
9 &#8211; Struttura dell&#8217;account
<p>In GA3, c&#8217;era l&#8217;account, sotto il quale c&#8217;era una proprietà (come un sito web, un blog o un&#8217;app), e sotto ogni proprietà, c&#8217;erano le Viste. Di default, si aveva una sola Vista non filtrata nella quale si potevano vedere tutti i rapporti. Per chi lo desiderava si potevano configurare altre Viste grazie alla definizione e applicazione dei Filtri.</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/03/GA4-CosaCambia-002.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/03/GA4-CosaCambia-002-1024x332.png" width="960" height="311" /></a></p>
<p>Ad esempio si potevano avere viste per tracciare sottodomini, o per isolare tutto il traffico proveniente da un determinato paese.</p>
<p><strong>In GA4 non ci sono più le viste</strong> ma ci sono i <strong>Data Stream (Flusso dati)</strong>, che sono diverse fonti di informazione che alimentano ciascuna la proprietà di Google Analytics. Quindi, si potrebbe avere un data stream per il sito web, un&#8217;app iOS o un&#8217;app Android e poi vedere i rapporti aggregati.</p>
<p>Va inoltre segnalato che mentre Universal Analytics raccoglie dati a livello di proprietà con un ID di tracciamento,<strong> GA4 raccoglie dati a livello di flusso tramite un ID di flusso dati univoco</strong>. Ogni proprietà GA4 può avere fino a 50 flussi di dati suddivisi tra Web e App con un limite di 30 flussi di dati per le App.</p>
<p>Va inoltre segnalato che poiché l&#8217;ID di tracciamento di GA3 utilizzava i codici UA e GA4 si è spostato su gtags, è più difficile verificare quale stream è presente su un sito con Google Tag Assistant.</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/03/GA4-CosaCambia-003.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/03/GA4-CosaCambia-003.png" width="954" height="490" /></a></p>
10 &#8211; Campionamento dei dati
<p>Con Universal Analytics, il campionamento dei dati avviene automaticamente quando si raggiunge il limite di 500.000 sessioni per l&#8217;intervallo di date scelto.</p>
<p><strong>In GA4, i report standard sono sempre non campionati</strong>. I report avanzati vengono campionati quando i dati superano i 10 milioni. In UA, i dati possono essere campionati se si applica una dimensione secondaria o un segmento ai report standard. Ma in GA4, è possibile applicare confronti e dimensioni secondarie, filtrare i report e tutto può rimanere non campionato.</p>
Conclusione &#8211; Da Google Analytics Universal a GA4: cosa cambia?
<p>Ora che Google Analytics passa da un modello di dati basato sulla sessione a un modello basato sugli eventi, i cambiamenti non sono pochi e come sappiamo gli ingegneri di Google sono sempre al lavoro e è quindi presumibile che avverranno altri cambiamenti.</p>
<p>Da oggi, sta a noi iniziare ad esplorare e imparare. Se avete bisogno di un aiuto per il passaggio a GA4 o volete farlo a 4 mani o volete semplicemente aggiornare le vostre conoscenze o quelle del vostro gruppo di lavoro, possiamo aiutarvi.
Lasciate i vostri dati compilando i form e capiremo insieme quale potrebbe essere l&#8217;approccio migliore: un <a href="https://www.webmarketinggarden.it/formazione/corso-google-analytics-4-looker-studio/">corso dedicato (da Google Analytics Universal a GA4)</a> o una <a href="https://www.webmarketinggarden.it/consulenza-digital-marketing/">consulenza aziendale progettata &#8220;su misura&#8221;</a>?</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fda-google-analytics-universal-a-ga4-cosa-cambia%2F&amp;linkname=Da%20Google%20Analytics%20Universal%20a%20GA4%3A%20cosa%20cambia%3F" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fda-google-analytics-universal-a-ga4-cosa-cambia%2F&amp;linkname=Da%20Google%20Analytics%20Universal%20a%20GA4%3A%20cosa%20cambia%3F" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fda-google-analytics-universal-a-ga4-cosa-cambia%2F&amp;linkname=Da%20Google%20Analytics%20Universal%20a%20GA4%3A%20cosa%20cambia%3F" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fda-google-analytics-universal-a-ga4-cosa-cambia%2F&amp;linkname=Da%20Google%20Analytics%20Universal%20a%20GA4%3A%20cosa%20cambia%3F" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fda-google-analytics-universal-a-ga4-cosa-cambia%2F&#038;title=Da%20Google%20Analytics%20Universal%20a%20GA4%3A%20cosa%20cambia%3F" data-a2a-url="https://www.webmarketinggarden.it/da-google-analytics-universal-a-ga4-cosa-cambia/" data-a2a-title="Da Google Analytics Universal a GA4: cosa cambia?"></a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come configurare Google Analytics 4: la guida definitiva per dati precisi e analisi efficaci</title>
		<link>https://www.webmarketinggarden.it/come-configurare-google-analytics-4-la-guida-definitiva-per-dati-precisi-e-analisi-efficaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2023 11:56:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Web analytics]]></category>
		<category><![CDATA[GA4]]></category>
		<category><![CDATA[Ga4 Setup]]></category>
		<category><![CDATA[Installazione GA4]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.webmarketinggarden.it/?p=8428</guid>

					<description><![CDATA[In questa pagina puoi imparare come configurare Google Analytics 4. GA4 offre una vasta gamma di funzionalità avanzate rispetto alla precedente versione di Google Analytics, ma anche una maggiore complessità nella configurazione iniziale. In questo post, esploreremo i passi fondamentali per configurare correttamente GA4 e sfruttare al massimo le sue potenzialità. Abilitare il tracciamento avanzato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questa pagina puoi imparare come configurare Google Analytics 4.
<a href="https://www.webmarketinggarden.it/perche-occorre-passare-a-ga4-e-occorre-farlo-adesso/">GA4 offre una vasta gamma di funzionalità avanzate rispetto alla precedente versione di Google Analytics</a>, ma anche una maggiore complessità nella configurazione iniziale. In questo post, esploreremo i passi fondamentali per <strong>configurare correttamente GA4</strong> e sfruttare al massimo le sue potenzialità.</p>

Abilitare il tracciamento avanzato (Enhanced Measurement Tracking) in GA4
Attivare Google Signals per la proprietà GA4
Esclusione del traffico interno
Collegare la proprietà GA4 a Google Ads
Tracciamento Ricerca interna
Tracciamento dello Scroll
Connessione Google Search Consolle
Importare le conversioni GA4 in Google ADS
Setup cross domain tracking
Connessione di GA4 con BigQuery
Esclusione dei referral in GA4
UTM tracking in GA4

<p>Per <strong>integrare lo snippet di GA4</strong> si raccomanda l&#8217;utilizzo di Google Tag Manager poiché, sebbene richieda un maggior impegno iniziale, fornisce una maggiore facilità di gestione e integrazione di eventuali ulteriori tracciamenti (come Google Ads, Google Optimize, Facebook, Linkedin, ecc.) creando una configurazione più facilmente mantenibile nel tempo.</p>
Configurare Google Analytics 4: abilitare il tracciamento avanzato (Enhanced Measurement Tracking) in GA4
<p>GA4 include una nuova funzionalità chiamata <strong>Enhanced Measurement</strong> che consente di monitorare e misurare automaticamente determinate azioni degli utenti sul sito, come lo <strong>scroll</strong>, il <strong>download dei file</strong>, i <strong>clic sui link in uscita</strong>, i <strong>clic sui pulsanti di riproduzione video</strong>, la <strong>ricerca</strong> sul sito e le <strong>interazioni con le Form</strong> in tutto il sito.
Attivando la misurazione avanzata si ottengono <strong>dati più precisi e completi su come gli utenti interagiscono con il sito</strong>, in modo da poter migliorare l&#8217;esperienza utente e ottimizzarne il rendimento.</p>
Per abilitare il tracciamento avanzato:

Amministrazione
Stream di dati &gt; Dettagli Stream di dati &gt; Misurazione Avanzata
Abilitare le opzioni di interesse

<div id="attachment_8431" style="width: 905px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa4.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8431" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa4.png" width="895" height="767" /></a><p id="caption-attachment-8431" class="wp-caption-text">Dettagli Stream di dati</p></div>
<div id="attachment_8432" style="width: 970px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa005.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8432" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa005-1024x281.png" width="960" height="263" /></a><p id="caption-attachment-8432" class="wp-caption-text">Approfondimento Stream di dati</p></div>
<div id="attachment_8433" style="width: 970px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa006.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8433" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa006-1024x471.png" width="960" height="442" /></a><p id="caption-attachment-8433" class="wp-caption-text">Dettagli misurazione avanzata</p></div>
<div id="attachment_8434" style="width: 695px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa007.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8434" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa007.png" width="685" height="711" /></a><p id="caption-attachment-8434" class="wp-caption-text">Abilitare le voci di interesse</p></div>
Configurare Google Analytics 4: attivare Google Signals per la proprietà GA4
<p>Attivando<strong> Google Signals GA4</strong> si possono <strong>raccogliere dati cross-device</strong> dagli utenti del nostro sito a condizione che abbiano effettuato l&#8217;accesso a uno dei loro account Google (Gmail, YouTube, ecc.) e abbiano attivato la personalizzazione degli annunci.</p>
<p>Quando Google Signals è attivato, Google Analytics raccoglie le informazioni sulle visite e le associa alle informazioni di Google provenienti dagli account degli utenti che hanno eseguito l&#8217;accesso e acconsentito a questa associazione ai fini della personalizzazione degli annunci. Queste informazioni possono includere la <strong>località</strong>, la <strong>cronologia delle ricerche</strong> e la <strong>cronologia di YouTube</strong> dell&#8217;utente finale, nonché i dati dei siti che collaborano con Google. Vengono inoltre utilizzate per fornire <strong>informazioni aggregate e anonime</strong> sui comportamenti cross-device degli utenti.</p>
<p>Grazie a Google Signals, GA4 permette di <strong>generare report</strong> e utilizzare i<strong> dati per il remarketing cross-device</strong> e avere una visione completa del comportamento dell’utente.</p>
Per attivare Google Signals per una proprietà GA4:

Accedere all’account Google Analytics
Selezionare la proprietà GA4 per la quale si desidera attivare Google Signals
Nel menu a sinistra, selezionare &#8220;Amministrazione&#8221;
Selezionare &#8220;Impostazione dei dati&#8221; e sotto la scheda &#8220;Raccolta dati&#8221; attivare “Google Signals”

<div id="attachment_8435" style="width: 970px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa008.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8435" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa008-1024x499.png" width="960" height="468" /></a><p id="caption-attachment-8435" class="wp-caption-text">Abilitazione di Google Signals</p></div>
Configurare Google Analytics 4: esclusione del traffico interno
<p>In funzione del volume del traffico globale del nostro sito e di quanto i collaboratori accedono al sito aziendale, potrebbe aver senso escludere tale traffico da Google Analytics per evitare di conteggiare visite multiple o &#8220;gonfiate&#8221; da dipendenti o utenti che si trovano all&#8217;interno della stessa rete. Ciò potrebbe causare una <strong>sovrastima del traffico</strong> e rendere difficile valutare la <strong>vera performance</strong> del sito. Inoltre, escludere il traffico interno consente di concentrarsi sui visitatori esterni e sui loro comportamenti di navigazione, che sono più rappresentativi dell&#8217;effettiva attività del sito web.</p>
Per escludere il traffico interno in GA4:

Accedere all’account Google Analytics e alla relativa proprietà per cui si desidera escludere il traffico interno
Nel menu a sinistra, selezionare &#8220;Amministrazione&#8221;
Nel menu di Proprietà, selezionare lo stream dei dati su cui si vuole intervenire
In “Dettagli stream” nella sezione “Tag Google” selezionare “Configurare le impostazioni del tag”
Nella sezione “Impostazioni” abilitare “Mostra tutte” e quindi “Definisci traffico interno”
Con il bottone “Crea” impostare un nuovo filtro Scegliendo un nome per il filtro, impostare “traffic_type” il valore “internal” e quindi impostare gli indirizzi IP da escludere
Inserire gli indirizzi IP dei propri dipendenti, fornitori e altri fornitori di servizi per escludere il traffico interno dai dati di traffico del sito

<div id="attachment_8436" style="width: 970px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa009.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8436" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa009-1024x642.png" width="960" height="602" /></a><p id="caption-attachment-8436" class="wp-caption-text">Configurare le impostazioni del tag</p></div>
<div id="attachment_8437" style="width: 896px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa010.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8437" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa010.png" width="886" height="741" /></a><p id="caption-attachment-8437" class="wp-caption-text">Definizione del traffico interno</p></div>
<div id="attachment_8438" style="width: 970px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa011.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8438" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa011-1024x549.png" width="960" height="515" /></a><p id="caption-attachment-8438" class="wp-caption-text">Inserire gli IP o gli intervalli IP da considerare traffico interno</p></div>
<p>&nbsp;</p>
Una volta definito il filtro occorre:

Dalla “Proprietà” della sezione “Amministrazione” scegliere “Impostazione dei dati” &gt; “Filtro dei dati”
Crea Filtro
Traffico Interno
Nella scheda “Stato Filtro” scegliere “Attivo”

<div id="attachment_8439" style="width: 970px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa012.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8439" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa012-1024x655.png" width="960" height="614" /></a><p id="caption-attachment-8439" class="wp-caption-text">Attivare il filtro del traffico interno precedentemente definito</p></div>
Configurare Google Analytics 4: collegare la proprietà GA4 a Google Ads
<p><strong>Universal Analytics si basava sul obiettivi legati alle sessioni</strong>. Gli obiettivi basati su sessioni erano l&#8217;unico modo per importare le interazioni degli utenti nei dati di <a href="https://www.webmarketinggarden.it/formazione/corso-google-ads/">Google Ads</a>. Con la limitazione di 20 obiettivi per vista, era abbastanza difficile definire e configurare l&#8217;audience per le migliori prestazioni della campagna considerando, ad esempio anche micro obiettivi.</p>
<p>Il <strong>problema è ora risolto con l&#8217;avvento di GA4</strong>. Google Analytics 4 utilizza un <strong>modello basato su eventi</strong>, che permette di configurare più interazioni chiave dell&#8217;utente nel proprio account Google Ads senza attivare un tag di conversione per azioni individuali. È così <strong>possibile definire il proprio pubblico in modo più dettagliato</strong> in base agli eventi come lo scroll, il download di un file, la riproduzione di un video e gli eventi personalizzati.</p>
<p><strong>Per collegare una proprietà GA4 a Google Ads</strong> è sufficiente selezionare la voce &#8220;Collegamenti Google Ads&#8221; della Sezione &#8220;COLLEGAMENTI PRODOTTI&#8221; della colonna proprietà della schermata Amministrazione.</p>
Tracciamento Ricerca
<p>Per <strong>configurare il tracciamento della ricerca del sito in GA4</strong>, si deve abilitare la funzionalità di misurazione avanzata. Una volta abilitata, la ricerca del sito viene automaticamente tracciata nella proprietà GA4. Tuttavia, il tracciamento della ricerca del sito funzionerà solo con i parametri di query predefiniti definiti da Google. Se il sito web utilizza un parametro diverso da quelli predefiniti (q, s, search, query, keyword) nella sua URL, sarà necessario configurare un parametro personalizzato per attivare l&#8217;evento.</p>
Per configurare un parametro personalizzato:

Selezionare lo Stream di dati utilizzato
Misurazione Avanzata
Ricerca sul sito
Mostra impostazioni avanzate
Parametri di ricerca aggiuntivi

<div id="attachment_8446" style="width: 809px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa014.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8446" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa014.png" width="799" height="312" /></a><p id="caption-attachment-8446" class="wp-caption-text">Inserire i parametri customizzati se non sono compresi in quelli di default di GA4</p></div>
<p>&nbsp;</p>
Configurare Google Analytics 4: tracciamento dello Scroll
<p>Per <strong>configurare il tracciamento dello scroll in GA4</strong>, si deve abilitare la funzionalità di <strong>misurazione avanzata</strong>. Una volta abilitata, il tracciamento dello scroll viene automaticamente tracciato nella proprietà GA4. Tuttavia, di default GA4 traccia solo il 90% della profondità dello scroll e traccia solo gli eventi di scroll verticale senza raccogliere alcun parametro per l&#8217;evento.
Se si desidera configurare eventi di scroll per soglie più basse (10%, 25%, 50% e 75%) o tracciamento dello scroll orizzontale, sarà necessario <strong>configurare eventi personalizzati</strong> tramite Google Tag Manager.</p>
Configurare Google Analytics 4: connessione Google Search Consolle
<p>Per <strong>collegare la proprietà GA4 al proprio account di Google Search Console</strong>, sarà necessario creare l&#8217;opportuno collegamento. Attraverso questa integrazione, sarà possibile visualizzare i dati di Google Search Console (query, impressioni, clic, CTR, pagine di destinazione, ecc.) nei report di Search Console della visualizzazione dei report GA4. <strong>Google Search Console fornisce dati su ciò che gli utenti vedono nei risultati di ricerca di Google prima di decidere di fare clic sul sito web</strong>. Questi dati possono essere utilizzati per <strong>identificare opportunità</strong> e per <strong>dare priorità agli sforzi di sviluppo</strong> per aumentare il numero di visitatori del sito web.</p>
<p>Per collegare la proprietà GA4 al proprio account di Google Search Console è sufficiente selezionare la voce &#8220;Collegamenti Search Consolle&#8221; della sezione &#8220;COLLEGAMENTI PRODOTTI&#8221; della colonna Proprietà della schermata Amministrazione.</p>
Configurare Google Analytics 4: importare le conversioni GA4 in Google ADS
Importare le conversioni dalla proprietà GA4 nel proprio account Google Ads permette di:

Accedere alle conversioni di Google Analytics e ai dati relativi ai clic di Google Ads
Visualizzare i dati delle conversioni di Google Analytics in Google Ads
Fornire a Smart Bidding di Google Ads l&#8217;accesso ai dati che aiutano ad ottimizzare le offerte, aumentando potenzialmente le conversioni e riducendo i costi

<p>Per importare le conversioni in Google Ads si procede come con Universal Analytics (Google Ads &gt; Strumenti &gt; Conversioni &gt; Nuova Azione di Conversione &gt; Importazione &gt; Proprietà Google Analytics 4).</p>
Configurare Google Analytics 4: setup cross domain tracking
<p>Per <strong>configurare il tracciamento tra domini in GA4</strong>, in passato con Universal Analytics era necessario un setup complesso. Di solito si utilizzava il parametro &#8220;allowlinker&#8221; inserito manualmente in ogni singolo tag GTM o in ogni chiamata &#8220;gtag.js&#8221; (Global Site Tag). Con GA4, invece, configurare il tracciamento tra domini è diventato molto semplice e non è più necessario inserire i tag manualmente come nelle versioni precedenti. <strong>Ora può essere effettuato solo con le impostazioni di configurazione nella sezione &#8220;Amministrazione&#8221;</strong> &gt; Stream di dati &gt; Configura le impostazioni dei tag &gt; Configura i tuoi domini e qui è sufficiente inserire i propri domini / sottodomini utilizzando le opportune corrispondenze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_8450" style="width: 970px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa015.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8450" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa015-1024x684.png" width="960" height="641" /></a><p id="caption-attachment-8450" class="wp-caption-text">Accedere alla sezione &#8220;Configura i tuoi domini&#8221;</p></div>
<div id="attachment_8451" style="width: 970px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa016.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8451" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/01/SetupGa016-1024x429.png" width="960" height="402" /></a><p id="caption-attachment-8451" class="wp-caption-text">Inserire i domini (sotto-domini) che utilizzano lo stesso TAG di GA4 in modo da gestire correttamente il passaggio da un all&#8217;altro.</p></div>
Configurare Google Analytics 4: connessione di GA4 con BigQuery
<p><strong>Collegare la proprietà GA4 a BigQuery è possibile</strong>, a differenza di Universal Analytics, GA4 include una <strong>connessione gratuita a BigQuery</strong>, quindi è possibile accedere ai dati grezzi di GA4 e eseguire query SQL su di essi. Ciò consente un&#8217;<strong>analisi dei dati più precisa</strong> e <strong>a livelli multipli degli utenti</strong>, rendendo facile <strong>comprendere le attività degli utenti</strong> sul sito web. Utilizzando BigQuery, si possono manipolare i dati di Google Analytics, cosa che spesso non è possibile fare utilizzando l&#8217;interfaccia utente di Google Analytics.</p>
Configurare Google Analytics 4: esclusione dei referral in GA4
<p>GA4, come Universal, permette di impostare delle condizioni che identifichino i <strong>referral indesiderati</strong> e impediscano di vengano segnalati come traffico di referral. In questo modo non si vedrà il traffico di referral da determinati domini (come il proprio dominio o da un gateway di pagamento come PayPal) nei report GA4.</p>
Per impostare i  referral da escludere occorre:

Accedere alla sezione Admin di GA4
Selezionare lo Stream Web di interesse
Cliccare su “Configurare le impostazioni del tag &gt; Mostra tutte
Elenca referral indesiderati” e dunque inserire i domini che si vogliono escludere

Configurare Google Analytics 4: UTM tracking in GA4
<p>Come in GA3, tramite il<strong> tracciamento UTM</strong>, è possibile<strong> inviare informazioni dettagliate su una campagna di marketing a GA4</strong>.</p>
<p>Rispetto a GA3 in GA4 c&#8217;è <strong>qualche parametro in più</strong>, tra quelli più interessanti segnaliamo &#8220;utm_source_platform&#8221; che viene utilizzato per inviare il nome della piattaforma di marketing che ha inviato il traffico al proprio sito web quando si utilizza una rete pubblicitaria multi-piattaforma. I valori comuni sono: Google Ads, Manual, Shopping Free Listing, Search Ads 360, Display &amp; Video 360.</p>
<p><strong>Tali valori possono essere visualizzati in GA4 attraverso le dimensioni:</strong> Piattaforma di origine del primo utente, Piattaforma di origine della sessione, Piattaforma.</p>
<div class="text-center ui--animation" data-fx="fx--caption-bottom"><a class="btn btn-large btn-block btn-icon-left btn-yellow" href="https://www.webmarketinggarden.it/formazione/corso-google-analytics-4-looker-studio/" style="">Scopri il nostro CORSO da Google Analytics Universal a GA4</a> </div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fcome-configurare-google-analytics-4-la-guida-definitiva-per-dati-precisi-e-analisi-efficaci%2F&amp;linkname=Come%20configurare%20Google%20Analytics%204%3A%20la%20guida%20definitiva%20per%20dati%20precisi%20e%20analisi%20efficaci" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fcome-configurare-google-analytics-4-la-guida-definitiva-per-dati-precisi-e-analisi-efficaci%2F&amp;linkname=Come%20configurare%20Google%20Analytics%204%3A%20la%20guida%20definitiva%20per%20dati%20precisi%20e%20analisi%20efficaci" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fcome-configurare-google-analytics-4-la-guida-definitiva-per-dati-precisi-e-analisi-efficaci%2F&amp;linkname=Come%20configurare%20Google%20Analytics%204%3A%20la%20guida%20definitiva%20per%20dati%20precisi%20e%20analisi%20efficaci" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fcome-configurare-google-analytics-4-la-guida-definitiva-per-dati-precisi-e-analisi-efficaci%2F&amp;linkname=Come%20configurare%20Google%20Analytics%204%3A%20la%20guida%20definitiva%20per%20dati%20precisi%20e%20analisi%20efficaci" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fcome-configurare-google-analytics-4-la-guida-definitiva-per-dati-precisi-e-analisi-efficaci%2F&#038;title=Come%20configurare%20Google%20Analytics%204%3A%20la%20guida%20definitiva%20per%20dati%20precisi%20e%20analisi%20efficaci" data-a2a-url="https://www.webmarketinggarden.it/come-configurare-google-analytics-4-la-guida-definitiva-per-dati-precisi-e-analisi-efficaci/" data-a2a-title="Come configurare Google Analytics 4: la guida definitiva per dati precisi e analisi efficaci"></a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché occorre passare a GA4 e occorre farlo adesso?</title>
		<link>https://www.webmarketinggarden.it/perche-occorre-passare-a-ga4-e-occorre-farlo-adesso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2022 09:37:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione e corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Web analytics]]></category>
		<category><![CDATA[GA4]]></category>
		<category><![CDATA[GAU]]></category>
		<category><![CDATA[Google Analytics]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal luglio 2023, GA3 non raccoglierà più dati e, dopo qualche mese, non saranno più disponibili nemmeno per la consultazione.
Occorre quindi agire al più presto]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[1 - Migliore gestione della privacy
 <p>GA4 consente un <strong>migliore controllo delle impostazioni Privacy</strong>: tema di grande attualità, viste le ultime comunicazioni del <a href="https://www.garanteprivacy.it/il-testo-del-regolamento">Garante</a> e le recenti novità degli<a href="https://www.garanteprivacy.it/home/provvedimenti-normativa/normativa/normativa-comunitaria-e-internazionale"> accordi tra USA e UE</a>.</p>

In GA4 l’<strong>anonimizzazione degli IP</strong> non può essere disabilitata e gli IP non vengono salvati.
È possibile <strong>disabilitare Google Signal</strong> per aree geografiche.
I dati degli utenti della UE sono registrati e trattati da <strong>server che si trovano fisicamente nell’Unione Europea</strong>.
I dati sono <strong>collezionabili per al massimo 14 mesi</strong> contro i 50 mesi di GA3.

 

 <img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-001.png" /><img decoding="async" src="https://webmarketinggarden.it/wp-content/themes/envision/includes/modules/module.shadow/shadows/shadow-2.png" /> 

 
2 - GA3 sarà dismesso da Luglio 2023
 <img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-002-500x357.png" width="500" /><img decoding="async" src="https://webmarketinggarden.it/wp-content/themes/envision/includes/modules/module.shadow/shadows/shadow-2.png" /> 

 <p>Dal luglio 2023, GA3 non raccoglierà più dati e, dopo qualche mese, non saranno più disponibili nemmeno per la consultazione.
Occorre quindi agire al più presto anche per i seguenti motivi:</p>

Poter avere dei dati di confronto con il <strong>nuovo data model di GA4.</strong>
Avere qualche mese per la messa a punto.
Potere in seguito capire l’andamento dei dati con il nuovo GA4.

<p>
GA4 infatti, fornirà <strong>metriche</strong> differenti o, per lo meno, calcolate in modo diverso.
</p></p>
 

 
3 - Il sistema di misura di GA4 è più flessibile e accurato di quello di GA3 e allineato alle attuali esigenze<p>Con GA4, si passa da un sistema basato su <strong>sessioni</strong> e <strong>visualizzazioni pagine</strong> a un data model incentrato su <strong>eventi</strong> e <strong>parametri</strong>.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-003.png"></p>
4 - Funziona sia per siti sia per App<p> Gon GA4 non serve più utilizzare 2 sistemi: GA3 per i siti e Firebase per App. Finalmente si può utilizzare uno strumento unico che produce le stesse <strong>metriche</strong> che sono così <strong>confrontabili</strong> e <strong>aggregabili</strong>.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-004.png"></p>
5 - Migliore capacità di fornire metriche cross-device<p>Finalmente le Analytics possono misurare le interazioni con gli utenti anche quando questi cambiano il device con cui navigano.
Si può ad esempio scoprire quanti utilizzi della <strong>App</strong> sono stati necessari prima che l’utente accedesse al sito. Oppure i reali tassi di conversioni delle<strong> campagne di web marketing multi-device</strong>. </p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-005-1726x700.png" height="700"></p>
<p>
6 - Tracking automatico di alcuni tipi di eventi<p>Con GA4, abilitando la <strong>misurazione avanzata</strong>, è possibile misurare senza script aggiuntivi: <strong>scroll</strong>, <strong>click sui link</strong> che portano all’esterno del sito, interazioni con i <strong>video</strong>, <strong>ricerche</strong> sul sito, <strong>form</strong> e, udite udite, <strong>download dei file</strong>. </p>
<p>
Quest’ultima funzionalità è sempre stata fonte di grattacapi in GA3.</p>
<p> <img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-006-487x500.png" height="500"></p>
7 - Gestione eventi più flessibile
 <p>
GA4, a differenza di GA3, permette di corredare gli eventi con parametri aggiuntivi superando i classici: </p>

Categoria, 
Azione, 
Label, 
Valore.
 

 <img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-007-500x364.png" width="500" /><img decoding="async" src="https://webmarketinggarden.it/wp-content/themes/envision/includes/modules/module.shadow/shadows/shadow-2.png" /> 

 
8 - Sistema di debug avanzato<p>Grazie al <strong>DebugView</strong> è possibile verificare i propri settaggi in tempo reale abbattendo drasticamente i tempi di verifica. </p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-008.png"></p>
9 - Migliore tracking dell’engagement degli utenti<p>Sono disponibili nuove metriche quali: <strong>Engaged Session</strong>, <strong>Engagement Rate</strong>, E<strong>ngaged session per user</strong> e <strong>Average engagement time</strong>. </p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-009.png"></p>
10 - Connessione gratuita e nativa con BigQuery<p>A differenza di GA3, in cui era prevista solo GA360, GA4 offre una <strong>connessione gratuita con BigQuery</strong> in modo da poter facilmente utilizzare Query SQL sui dati grezzi e connettersi con altre fonti.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-010-1.png"></p>
11 - Template per Report di Esplorazione<p>Come in passato (con Google Analytics 360) in GA4 sono <strong>preimpostati</strong> una serie di report avanzati che permettono analisi complete quali: esplorazione <strong>Coorti</strong>, <strong>Funnel</strong>, <strong>Sovrapposizione segmenti</strong>, analisi <strong>percorsi di navigazione</strong>, <strong>lifetime</strong> utente.
</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-011.png"></p>
12 - Maggiore facilità di tracciare le conversioni, anche complesse<p>In GA4 qualsiasi evento può essere indicato come <strong>Conversione</strong> (i vecchi goal o obiettivi di GA3).
Le conversioni di GA4 possono basarsi anche su condizioni complesse basate su combinazioni di <strong>pagine viste</strong>, <strong>eventi</strong>,<strong> tempo di permanenza</strong> e <strong>pagine vista per sessione</strong>. Mentre in GA3 potevano essere di un solo tipo alla volta. Il processo di creazione delle conversioni permette anche l’utilizzo di<strong> segmenti di pubblico complessi.</strong> </p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-012.png"></p>
13 - Maggiore facilità di tracciamento cross-domain<p>Facilità di impostazione di <strong>installazioni multi-dominio</strong> con il semplice pannello di amministrazione.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-013.png"></p>
14 - Funzionalità di analisi predittive<p>In GA4 ci sono una serie di report dedicati all’analisi predittiva. 
Tra questi: <strong>previsioni di acquisti</strong>, di <strong>ricavi</strong> e <strong>stima del tasso di abbandono</strong> (churn rate), ossia probabilità che un utente attivo sul sito nei 7 giorni precedenti non torni nei prossimi 7 giorni. Ovviamente la creazione dei suddetti segmenti di utenti è abilitata solo se il volume dei dati è sufficiente per la significatività della previsione.
</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-014.png"></p>
15 - Miglioramento del tracking di funnel e customer journey<p>GA4 ha introdotto una serie di <strong>report</strong> maggiormente <strong>specifici</strong> per capire il comportamento degli utenti all’interno del sito in modo più accurato rispetto a GA3.
</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-015.png"></p>
16 - Riorganizzare le proprie analytics e i propri KPI<p><strong>Un buon settaggio di GA4 richiede tempo</strong>. 
Solitamente non si ottengono buoni risultati limitandosi a replicare l&#8217;implementazione di Universal Analytics in GA4 perché sono strumenti radicalmente differenti con un <strong>data model concettualmente diverso</strong>. 
La migrazione a GA4 ci offre l&#8217;opportunità di <strong>ripensare alla raccolta dei dati</strong> e<strong> creare dei KPI</strong> che siano veramente <strong>efficaci</strong> per affrontare le sfide dei prossimi anni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Se non lo puoi misurare non lo puoi migliorare [Lord Kelvin]</title>
		<link>https://www.webmarketinggarden.it/se-non-lo-puoi-misurare-non-lo-puoi-migliorare-lord-kelvin/</link>
					<comments>https://www.webmarketinggarden.it/se-non-lo-puoi-misurare-non-lo-puoi-migliorare-lord-kelvin/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2019 18:23:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione e corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Web analytics]]></category>
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					<description><![CDATA[Occupandomi da anni di web analytics so che la mia visione è viziata dal fatto che chi si rivolge a me lo fa perché ha un problema. Detto questo oltre l’80% degli account di Google Analytics che mi capita di vedere sono affetti da pesanti errori di configurazione o da settaggi incompleti che rendendo le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Occupandomi da anni di web analytics so che la mia visione è viziata dal fatto che chi si rivolge a me lo fa perché ha un problema. Detto questo oltre l’80% degli account di Google Analytics che mi capita di vedere sono affetti da pesanti errori di configurazione o da settaggi incompleti che rendendo le statistiche del tutto inutilizzabili. Il problema vero è che i dati raccolti sono poi utilizzati per prendere decisioni sulle proprie strategie di web marketing con conseguenze spesso disastrose.</p>
<p><strong>Da premesse errate, conclusioni sbagliate…</strong></p>
<p>Ecco un elenco degli errori più comuni di cui ho già <a href="https://www.webmarketinggarden.it/google-web-analytics-errori-non/">parlato in varie occasioni</a>. Se hai dubbi sul fatto che alcuni dei punti riportati sotto possono affliggere anche le tue statistiche e ti occupi di web marketing probabilmente ti posso aiutare. Da oltre 10 anni tengo corsi di web marketing direttamente in azienda con una formula che si è andata via via affinandosi ma sostanzialmente è un mix tra formazione e consulenza. Infatti durante i <a href="https://www.webmarketinggarden.it/formazione/corso-google-web-analytics/">corsi</a> non solo spiego come funziona Google Analytics, i principi e le caratteristiche delle varie statistiche ma insieme controlliamo le configurazioni degli account aziendali e le mettiamo a punto in funzione del sito e della strategia di comunicazione adottata. La nostra formula <strong>Learn by doing</strong> fa si che alla fin del corso i partecipanti non solo abbiano imparato a leggere le statistiche ai fini del business e verificarne la corretta configurazione, ma si troveranno anche con un sistema di analytics affidabile su cui poter contare.</p>
I 19 errori più comuni

Mancato o errato <a href="https://www.webmarketinggarden.it/tracking-di-campagne-marketing-con-google-analytics/">tracciamento delle campagne di web marketing</a> (banner, post, email, pdf, pubblicità offline, ecc…).
Mancata o insufficiente configurazione degli <strong>obiettivi</strong>.
Nei siti non di eCommerce mancata attribuzione del <a href="https://www.webmarketinggarden.it/web-analytics-obiettivi-e-valorizzazione/">valore agli obiettivi</a> rendendo inutile la preziosa informazione “Valore Pagina” che Google Analytics offre.
<strong>Frequenza di rimbalzo</strong> sotto il 20%. Si tratta sicuramente di un errore dovuto probabilmente a un evento (es. popup o video) che partendo in automatico abbattono le visite che andrebbero considerate come bounce.
Inclusione del <strong>traffico aziendale</strong>. Soprattutto in siti con un numero di visite giornaliere limitato (diciamo sotto le 100), occorre escludere le visite dei dipendenti e di chi sviluppa e mantiene il sito che andrebbero a falsare tutti i dati raccolti includendo visitatori che hanno un comportamento anomalo rispetto ai visitatori.
Errori di tracciamento cross domain. Tipici dei siti multilingua su differenti domini o sottodomini o a siti di ecommerce con sistemi di pagamento esterni al sito (es. PayPal). Il traffico viene classificato come da un altro sito (referral) o diretto perdendosi la fonte originale.
Mancata attivazione delle funzionalità di<strong> eCommerce base</strong> e <strong>avanzato</strong>.
<strong>Raddoppio</strong> dei dati di eCommerce. Avviene nel caso in cui gli acquirenti facciano un refresh della pagina di ringraziamento dopo il pagamento.
<strong>Pagine differenti mostrate come una stessa pagina</strong>. Questo tipo di errore è comune per i siti multilingua in cui si utilizza una sola vista. Come sappiamo Google Analytics non mostra normalmente il dominio degli url: www.miosito.it/home/ viene mostrato come /home/. Nel caso abbiamo utilizzato lo stesso UA per siti differenti (miosito.it e miosito.com) nelle statistiche le visite www.miosito.it/home/ e www.miosito.com/home/ verranno sommate in /home/.
Mancato <strong>collegamento degli account</strong> Analytics e AdWords.
Mancata attivazione della raccolta dati per il <strong>remarketing.</strong>
Mancato collegamento della <strong>Search Consolle </strong>all&#8217;account Google Analytics
Mancato configurazione delle<strong> ricerche interne al sito</strong>. In questo modo non si vede cosa gli utenti cercano nel sito ed esplode il numero di pagine che saranno distinte dai parametri di ricerca.
Mancato <strong>esclusione di parametri</strong> per gli url provocando un aumento sconsiderato delle pagine differenti del sito (es. paginazione, ordinamento, ricerche e altri dati di sessione).
Mancato attivazione delle Funzioni di <strong>generazione dei rapporti sulla pubblicità</strong> che permettono di conoscere sesso, età e interessi del proprio pubblico. Questi dati sono fondamentali per campagne Google Display, Facebook e qualsiasi altro sistema di advertising con cui è possibile scegliere il pubblico destinatario.
Configurazione <strong>errata </strong>dei <strong>filtri </strong>o errato ordine di applicazione. Lo spaglio più frequente è utilizzare in successione più filtri di inclusione. In questo caso i dati raccolti saranno determinati solo dal primo filtro.
Mancata creazione di una <strong>vista senza filtri</strong> per avere una sorgente di dati “pura” e non affetta da nostri eventuali errori di configurazione e di una vista di BackUp o di test.
<strong>Pagine duplicate</strong> nei report. Tipico il caso in cui vengono scritte un po’ con maiuscole e un po’ con minuscole. Ricordiamo che Google Analytics è case sensitive. Es. /prodotti/Pialla e /prodotti/pialla vengono individuate come pagine diverse falsando le statistiche delle pagine più viste.
Statistiche invalidate dalla presenza di <a href="https://www.webmarketinggarden.it/google-analytics-falsi-referral-referrer-spam-e-finte-visite/"><strong>traffico di spam</strong></a> derivante da robot.

<p>Se anche voi volete migliorare le vostre azioni di web marketing e misurane gli effetti basandovi su informazioni corrette, volete poter valutare il lavoro dei vostri fornitori e sapere cosa sta succedendo in prossimità e all&#8217;interno del vostro sito aziendale prendete in considerazione di fare un corso aziendale personalizzato di Web Analytics.</p>
<div class="text-center ui--animation"><a class="btn btn-large btn-icon-left btn-primary" href="https://www.webmarketinggarden.it/formazione/corso-google-web-analytics/" style="">Programma Base Corso di Google Analytics</a> </div>
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		<title>Tracking di campagne marketing con Google Analytics</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2018 09:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web analytics]]></category>
		<category><![CDATA[fonti di traffico]]></category>
		<category><![CDATA[Google Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[utm-source]]></category>
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					<description><![CDATA[Le &#8220;armi&#8221; a disposizioni del digital marketer per promuovere un sito, un evento, un prodotto o altro sono molteplici: dalle email ai banner, dai link su altri siti ai post sui social, dalle campagne AdWords a quelle display. Un volta definiti gli obiettivi, non ci resta che verificare quali sono le sorgenti che meglio riescono a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le &#8220;armi&#8221; a disposizioni del digital marketer per promuovere un sito, un evento, un prodotto o altro sono molteplici: dalle email ai banner, dai link su altri siti ai post sui social, dalle campagne AdWords a quelle display.</p>
<p>Un volta definiti gli <a href="https://www.webmarketinggarden.it/web-analytics-obiettivi-e-valorizzazione/">obiettivi,</a> non ci resta che verificare quali sono le sorgenti che meglio riescono a convogliare sul nostro sito traffico che acquisti o soddisfi gli obiettivi.</p>
<p>Sarebbe dunque molto comodo poter distinguere, oltre il traffico diretto, da referral o da motori di ricerca, anche gli utenti che derivano da:</p>

azioni di email marketing;
altri siti “gemellati”;
banner;
social networking;
campagne AdWords;
documenti distribuiti (PDF, DOC).

Come fare dunque per misurare le varie sorgenti di traffico?
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico.png" width="959" height="493" /></a></p>
<p>Se osserviamo Google Analytics relativamente a &#8220;Acquisizione&#8221; possiamo vedere le sorgenti di traffico (Acquisizione &gt; Tutto il traffico &gt; Sorgente / Mezzo). Vediamo che l’elenco delle provenienze degli utenti è mostrato definendo delle coppie di “Sorgente / Mezzo”.</p>
<p>Nella figura ai primi due posti troviamo “google/CPC” e “google/organic”: la sorgente è sempre Google, ma i mezzi differiscono. Nel primo caso gli accessi provengono da ricerca organica (organic, sono i risultati naturali delle ricerche in Google) e nel secondo da CPC (Cost-Per-Click, vale a dire le AdWords di Google, cioè gli annunci a pagamento che compaiono generalmente sopra e sotto i risultati organici).</p>
<p>Prima di proseguire facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire come sono fatti gli url che richiamano le varie pagine di un sito.</p>
Gli URL e i parametri
<p>Il WWW è sostanzialmente una architettura client server basata sul protocollo http (o su alcune sue varianti) in cui un web client (es. web browser) inoltra richieste di risorse (pagine  html, documenti, file ecc.) a una macchina (web server) che risponde alle richieste dei web client. Sia il <strong>web server </strong>che il <strong>web client </strong>sono programmi in esecuzione su macchine connesse a Internet.</p>
<div id="attachment_6994" style="width: 1202px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico002.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6994" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico002.png" width="1192" height="598" /></a><p id="caption-attachment-6994" class="wp-caption-text">Struttura di un ULR. In questo caso, finito il nome della risorsa (prodotto.html) c’è un “?” che dice che quello che segue sono coppie di variabili e relativi valori: nome variabile “var1” valore variabile = “val1”, seconda variabile “var2” valorizzata a “val2”. Le coppie Variabile/Valore vengono separate tra di loro mediante il carattere “&amp;”.</p></div>
<p>Ogni richiesta viene specificata indicando l’<strong>URL</strong> (Uniform Resource Locator), che è un nome che identifica univocamente ogni risorsa disponibile sul web.</p>
<p><strong>Ogni URL specifica:</strong></p>

il protocollo da utilizzare per il trasferimento della URL;
il dominio, cioè il nome (simbolico) del computer su cui si trova il server (web server o altro server) che gestisce la risorsa;
il nome, all&#8217;interno del dominio, della risorsa a cui si vuole accedere, eventualmente seguito da una serie di coppie variabili = valore, separata tra di loro da “&amp;” e da un “?” o “#”. I parametri possono essere usati per vari scopi, dal mantenimento di un ID di sessione, alla trasmissione al web server di valori immessi dall&#8217;utente, o ancora, per caricare in un template standard informazioni relative a un particolare prodotto.

<p>ES1: https://www.emailcaffe.it/?s=papero in questo caso viene attribuito il valore “papero” alla variabile “s” ed è utilizzata per passare la parola immessa nella casella di ricerca del sito: <a href="http://www.emailcaffe.it">www.emailcaffe.it</a></p>
<p>ES2: nell’esempio seguente si fa abbondante utilizzo di parametri per richiamare all’interno dello stesso frame i dati di prodotti differenti (nel primo: id_tecnologia=5, nel secondo id_tecnologia=3).</p>

https://www.celada.it/dettaglio_tecnologia.php?id_tecnologia=5
https://www.celada.it/dettaglio_tecnologia.php?id_tecnologia=3

<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_6998" style="width: 421px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico004.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6998" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico004.png" width="411" height="359" /></a><p id="caption-attachment-6998" class="wp-caption-text">Due pagine di uno stesso sito. Gli url differiscono solo per i valori dei parametri: id_tecnologia.</p></div>
<div id="attachment_6997" style="width: 456px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico003.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6997" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico003.png" width="446" height="360" /></a><p id="caption-attachment-6997" class="wp-caption-text">Due pagine di uno stesso sito. Gli url differiscono solo per i valori dei parametri: id_tecnologia.</p></div>
<p>Attenzione al fatto che se si prende un qualsiasi url (con o senza parametri) e gli si aggiungono ulteriori parametri (non utilizzati dal sistema), la risorsa in questione viene comunque chiamata e apparentemente non cambia nulla. Di fatto però l&#8217;url richiesto ha un aspetto differente. Vedremo poco più avanti come questa caratteristica sarà utile per tracciare differenti fonti di campagne di web marketing.</p>
Tracking delle fonti esterne
<p>Torniamo al nostro Google Analytics. Se andiamo a curiosare in &#8220;Dimensione secondaria&#8221;  possiamo scegliere di visualizzare (alternativamente) anche Parola chiave, Campagna, Contenuti dell’annuncio, informazioni con cui Google dettaglia ulteriormente la sorgente. Se, per ogni azione di marketing che facciamo,  abbiamo l’avvertenza di “marchiare” il link al nostro sito, capiremo subito quali effetti abbiamo sortito. Il meccanismo con cui si passano queste informazioni a Google è molto semplice: è sufficiente richiamare un URL aggiungendo una serie di parametri che non faranno cambiare il contenuto della pagina ma serviranno a Google per decodificarne la provenienza. I parametri da utilizzare sono:</p>

utm_source: obbligatorio, identifica la sorgente: particolare motore di ricerca, db per newsletter, sito su cui  abbiamo posizionato dei banner;
utm_medium: obbligatorio, identifica il medium (es. (none), referral, organic, PPC, banner, e-mail, PDF);
utm_term: facoltativo, keyword della campagna AdWords;
utm_content: facoltativo, nel caso di test o per differenti posizionamenti dello stesso url (su una immagine o su anchor text) di una stessa campagna;
utm_campaign: il nome di una campagna su una determinata sorgente / mezzo.

<p>Google mette anche a disposizione uno strumento con cui costruire velocemente gli url (<a href="https://ga-dev-tools.appspot.com/campaign-url-builder/">Google Url Builder</a>)</p>
<div id="attachment_7000" style="width: 645px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico005.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7000" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico005.png" width="635" height="890" /></a><p id="caption-attachment-7000" class="wp-caption-text">Google Url Builder permette di costruire facilmente dei link che sono agevolmente riconoscibili da Google Web analytics</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quindi, se vogliamo mandare una newsletter al cui interno vi sono link alle pagine dei nostri prodotti, è sufficiente aggiungere agli url che identificano le pagine i parametri utm e, automaticamente, le visite provenienti da lì verranno classificate  in Google Analytics.</p>
<p>Se, ad esempio, volessimo richiamare il sito <a href="https://www.shakti-mat.it">www.shakti-mat.it</a> da una email promozionale potremmo utilizzare le variabili nel modo seguente:</p>

utm_source = newsletter;
utm_medium = email;
utm_campaign = Aprile;
utm_term =;
utm_content = testo.

<p>e l’url definitivo diverrebbe:</p>
<p><a href="https://www.shakti-mat.it/?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=testo&amp;utm_campaign=Aprile2012">https://www.shakti-mat.it/?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=testo&amp;utm_campaign=Aprile</a></p>
<p>Possiamo dunque sapere quanti utenti sono arrivati grazie alla newsletter di aprile e come si sono comportati sul nostro sito.</p>
<div id="attachment_7001" style="width: 1110px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico006.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7001" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico006.png" width="1100" height="302" /></a><p id="caption-attachment-7001" class="wp-caption-text">Report di Google Analytics in cui è possibile vedere i risultati della campagna di email (riga 3, la cui sorgente è newsletter). Possiamo vedere che nell&#8217;intervallo selezionato ci sono state 224 visite provenienti da quell&#8217;email, hanno generato 691,60 € ripartite in 23 transazioni con un tasso di conversione all&#8217;e-commerce di oltre il 10% (significa cioè che 1 su 10 di coloro che sono arrivati sul sito avendo cliccato il link dell’email promozionale ha fatto un acquisto.</p></div>
<p>L&#8217;utilizzo dei link parametrizzati permette di classificare con precisione le nostre fonti di traffico e misurare con precisione quanto e se rendono. L’importante è gestire con razionalità una mappa dell’utilizzo delle variabili utm_ per raccogliere i dati in modo uniforme e facilmente analizzabile.</p>
<p><strong>Qui di seguito riportiamo un piccolo specchietto di esempio:</strong></p>



<strong>utm_medium</strong>
<strong>utm_source</strong>
<strong>utm_campaing</strong>
<strong>utm_content</strong>
<strong>utm_term</strong>


display
nytimes.com
2018-04
BannerMaglietta



email
Newsletter
News_2017_10
Logo Azienda
##


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Prodotto1
##


email
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Prodotto2
##


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Prodotto3
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email
Newsletter
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Prodotto4
##


email
triggered_Email
Nuovo_Account

##


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triggered_Email
Nuova_Password

##


email
triggered_Email
Nuovo_Ordine

##


organic
Google
##
##
Azienda


organic
bing
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##
Prodotto1


organic
yahoo
##
##
Categoria2


organic
virgilio
##
##
Prodotto2


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<p><em>Esempio di assegnazione dei valori ai parametri UTM per gestire differenti media e canali promozionali.</em></p>
E per i documenti Word, PDF o le campagne offline?
<p>Lo stesso metodo si può usare anche all&#8217;interno di documenti (pdf informativi, listini prezzi, brochure, approfondimenti)  distribuiti online, associando al semplice indirizzo del sito, l’url completo dei parametri di tracciamento. O addirittura per verificare l’efficacia di campagne offline, siano esse stampa, radio o tv, in cui naturalmente si rimanda al nostro sito. In questi casi, invece che comunicare un url molto complesso e impossibile da ricordare, è sufficiente creare un alias facilmente memorizzabile da collegare in modo trasparente all’url completo dei parametri di tracciamento.</p>
<p><strong>Esempio:</strong></p>

Url comunicato: https://www.miosito.it/TV
Url reale: https://www.miosito.it/?utm_source=Rai2&amp;utm_medium=TV &amp;utm_campaign=Aprile2018

<p>Semplice vero?</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Ftracking-di-campagne-marketing-con-google-analytics%2F&amp;linkname=Tracking%20di%20campagne%20marketing%20con%20Google%20Analytics" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Ftracking-di-campagne-marketing-con-google-analytics%2F&amp;linkname=Tracking%20di%20campagne%20marketing%20con%20Google%20Analytics" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Ftracking-di-campagne-marketing-con-google-analytics%2F&amp;linkname=Tracking%20di%20campagne%20marketing%20con%20Google%20Analytics" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Ftracking-di-campagne-marketing-con-google-analytics%2F&amp;linkname=Tracking%20di%20campagne%20marketing%20con%20Google%20Analytics" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Ftracking-di-campagne-marketing-con-google-analytics%2F&#038;title=Tracking%20di%20campagne%20marketing%20con%20Google%20Analytics" data-a2a-url="https://www.webmarketinggarden.it/tracking-di-campagne-marketing-con-google-analytics/" data-a2a-title="Tracking di campagne marketing con Google Analytics"></a></p>]]></content:encoded>
					
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