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	<title>Risorse e contenuti su Google Analytics - WMG</title>
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	<description>Consulenza e formazione sul web marketing ovvero come far diventare produttivo un sito internet.</description>
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	<title>Risorse e contenuti su Google Analytics - WMG</title>
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		<title>Metriche di Google Analytics 3 e GA4: sono confrontabili?</title>
		<link>https://www.webmarketinggarden.it/metriche-di-google-analytics-3-e-ga4-sono-confrontabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2023 07:53:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione e corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Web analytics]]></category>
		<category><![CDATA[GA4]]></category>
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					<description><![CDATA[Le metriche di Google Analytics 3 e GA4 sono confrontabili? Google Analytics 4 (GA4) è l&#8217;ultima versione della popolare piattaforma di web analytics di Google. È stato introdotto in sostituzione di Universal Analytics (UA o GA3 o GUA che dir si voglia), che ci ha assistito per oltre 10 anni (dal 2012) e verrà dismesso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le metriche di Google Analytics 3 e GA4 sono confrontabili?</p>
<p>Google Analytics 4 (GA4) è l&#8217;ultima versione della popolare piattaforma di web analytics di Google. È stato introdotto in sostituzione di Universal Analytics (UA o GA3 o GUA che dir si voglia), che ci ha assistito per oltre 10 anni (dal 2012) e verrà dismesso a partire dal luglio 2023.</p>
<p>Ci sono molte differenze tra GA4 e UA, tra cui l&#8217;uso dell&#8217;auto-aggiornamento dei dati, una maggiore attenzione alla privacy  e una visualizzazione dei rapporti più intuitiva. Oltre ovviamente al fatto che, più siamo stati abituati a usare GA3, più fatica faremo inizialmente a cambiare approccio. Tuttavia, per quanto riguarda specificamente le <a href="https://support.google.com/analytics/answer/9143382?hl=it&amp;sjid=3084009992088272674-EU"><strong>metriche</strong></a>, ci sono alcune differenze importanti che vale la pena conoscere.</p>
<p>La prima differenza è la <strong>distinzione tra utente e sessione</strong>. In GA4, un utente è un navigatore che ha interagito con il sito o la app, mentre una sessione è una singola visita che può includere una o più azioni o interazioni (eventi). In GA3, la distinzione tra sessione e utente era molto meno netta.</p>
<p>Altra differenza rilevante è l&#8217;uso di eventi e parametri. In GA4, sono supportati molti più eventi predefiniti, ed è possibile anche creare eventi personalizzati in modo più semplice. I parametri sono utilizzati in modo diverso in GA4 rispetto a UA, e sono essenziali per aiutare a tracciare l&#8217;attività sul sito o nella App.</p>
Cosa aspettarsi dunque quando si confrontano le metriche tra GA4 e GUA?
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/formazione/corso-google-analytics-4-looker-studio/">Durante la configurazione di Google Analytics 4 o i primi mesi di utilizzo</a>, si potrebbe aver la necessità di confrontare i risultati della proprietà di Google Analytics 4 con quelli della proprietà di Universal Analytics per valutare la corretta implementazione.</p>
<p>Nel seguito riportiamo alcuni aspetti da tenere in considerazione per non rischiare di preoccuparsi inutilmente se i dati non tornano.</p>
Utenti



 




Metrica
UA
GA4




<strong>Utenti totali</strong>
<strong>Metrica Utente principale in UA</strong>: numero totale di utenti
Numero totale di utenti unici che hanno fatto registrare almeno un evento.


<strong>Nuovi utenti</strong>
Numero di utenti che hanno interagito con il sito per la prima volta.


Numero di utenti che hanno interagito con il sito o avviato la app per la prima volta.
La metrica viene misurata in base al numero di nuovi ID utente unici che hanno registrato l&#8217;evento first_open o first_visit.




<strong>Utenti attivi</strong>
N/D
<strong>Metrica utente principale in GA4</strong>: numero di utenti attivi distinti che hanno visitato il sito o la app.
Un utente viene definito <strong>attivo</strong> quando ha associato almeno una sessione con coinvolgimento o quando Analytics raccoglie:</p>

L&#8217;evento <strong>first_visit</strong> o il parametro <strong>engagement_time_msec</strong> dal sito.
L&#8217;evento <strong>first_open</strong> o il parametro <strong>engagement_time_msec</strong> da un&#8217;app Android o iOS.





Sessioni
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/perche-occorre-passare-a-ga4-e-occorre-farlo-adesso/">Google Analytics 4 calcola le sessioni in modo diverso rispetto a Google Analytics 3</a>. Le sessioni potrebbero risultare inferiori in GA4 a causa di:</p>

<strong>Timeout della sessione</strong>: sebbene la durata predefinita della sessione sia di 30 minuti in entrambe le versioni di Google Analytics, in GA4 è possibile estendere il timeout della sessione sino a 7 ore e 55 minuti, mentre in GA3, il timeout massimo è di 4 ore. Di conseguenza se estendiamo il timeout della sessione al massimo, la misurazione relativa ad un navigatore che si allontana dal sito per cinque ore sarebbe conteggiata come due sessioni in GA3, mentre in GA4 verrebbe conteggiata come una sola.
<strong>Interruzione a mezzanotte</strong>: in GA3, tutte le sessioni terminano a mezzanotte. In GA4 questo non avviene. Questo cutoff di mezzanotte è basato sul fuso orario selezionato nelle impostazioni. Ad esempio, immaginiamo di essere un merchant che riceve molti visitatori dagli Stati Uniti: mentre i nostri concittadini italiani si sono probabilmente già addormentati a mezzanotte, negli USA è ancora pomeriggio e le persone possono ancora essere impegnate negli acquisti. Qualsiasi sessione che si estenda tra le 23.59 e le 00.01 italiane apparirà come se fosse composta da 2 sessioni in GA3. <strong>In GA4, la sessione continuerà, riflettendo così in modo più accurato ciò che è avvenuto</strong>.
<strong>Nuovi parametri di campagna</strong>: se un utente si imbatte in due delle nostre campagne in un breve lasso di tempo durante la navigazione sul web e tali campagne utilizzano i parametri UTM, ciascuna di queste campagne farà iniziare una nuova sessione in GA3 (a questo proposito segnaliamo  la pratica, deprecata anche da Google, ma in cui capita di imbattersi di frequente, di utilizzare i parametri UTM anche per i link interni a uno sito per particolari tipi di tracciamento). Tuttavia, <strong>in GA4, la sessione non si interromperà</strong>. Ad esempio, se qualcuno cliccando su un annuncio a pagamento, accede al nostro sito, poi torna immediatamente su Google e clicca ora sul nostro profilo Google Business Places, con GA3 verrebbero conteggiate due sessioni. Al contrario, GA4 ne conteggia una sola.
<strong>Filtro automatico dei bot</strong>: GA4 ha un filtro dei bot che rimuove dal sito il traffico dei bot e dei ragni noti. Google ha popolato questa lista in base alla propria ricerca e alla <a href="https://www.iab.com/guidelines/iab-abc-international-spiders-bots-list/"><strong>lista internazionale di ragni e bot</strong></a>. In GA3 era necessario indicare a mano, attraverso i <strong>filtri</strong>, eventuali bot cosa sempre non possibile.
<strong>Filtri custom</strong>: al momento della stesura di questo post, GA4 consente solo filtri di esclusione basati sugli IP (sostanzialmente utilizzati per escludere il<strong> traffico interno all&#8217;azienda</strong>) e i <strong>filtri per escludere gli sviluppatori</strong>: per non registrare cioè alcun dato quando è attivato il debug mode (in altre parole quando un evento ha il parametro <em>debug_mode</em> o <em>dedug_event</em> uguale a 1) .

<div id="attachment_8520" style="width: 761px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/04/GA4-Differenze-Ga3-001.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-8520" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2023/04/GA4-Differenze-Ga3-001.png" width="751" height="711" /></a><p id="caption-attachment-8520" class="wp-caption-text">GA4 Differenze Misurazioni con GA3</p></div>
<p><strong>ATTENZIONE</strong>: Occorre notare inoltre che mente in GA3 una sessione inizia non appena si ha una &#8220;page  view&#8221; e non ci sono sessioni attive, in GA4 una sessione può iniziare anche senza una &#8220;page view&#8221; come nel caso in cui si carichi un sito in una finestra in background.</p>
<strong>Obiettivi Vs Conversioni</strong>
<p>Quelli che abitualmente sono stati indicati come <strong>Obiettivi</strong> (goal) in GA3, in Ga4 sono ora chiamati &#8220;<strong>Conversioni</strong>&#8220;, ma fino a qui cambia poco. Quello invece che fa la differenza è come vengono conteggiati: GA3 raggruppa tutte le attività del sito all&#8217;interno di una sessione. In tal modo, Google deduplica anche tutte le conversioni all&#8217;interno di quella sessione. Se qualcuno in una stessa sessione compila un modulo 3 volte, Google Analytics lo conta come <strong>un solo obiettivo raggiunto</strong>.</p>
<p>Al contrario, GA4 non utilizzando un modello di dati basato sulle sessioni, nell&#8217;esempio prima citato, conteggia <strong>3 conversioni</strong>. Questa differenza è assai significa e in molti casi genera un aumento delle conversioni in GA4 rispetto agli obiettivi raggiunti in GA3. È importante sottolineare che a causa di questa mancanza di deduplicazione, <strong>il passaggio a GA4 è un ottimo momento per testare la validazione dei nostri moduli</strong>. Succede di frequente infatti che l&#8217;evento di conversione si attivi quando si fa clic su un pulsante &#8220;invia&#8221; anche senza inviare il modulo.</p>
<strong>Durata media della sessione</strong>
<p>Per calcolare la<strong> metrica della durata media della visita su una pagina</strong> in GA3, Google sottrae l&#8217;orario di caricamento della prima pagina all&#8217;orario di caricamento della pagina successiva. Il difetto intrinseco è che <strong>Google Universal Analytics non ha modo di misurare il tempo che l&#8217;utente trascorre sulla pagina di uscita</strong> perché non c&#8217;è alcuna successiva visualizzazione di pagina e di conseguenza non si ha un&#8217;ora di uscita da cui sottrarre l&#8217;ora di arrivo nell&#8217;ultima pagina della sessione.</p>
<p>Poiché Google non è mai stato in grado di stabilire la durata del tempo che qualcuno ha trascorso su una pagina di uscita, GA3 ha sempre sotto-stimato la durata media della sessione. A volte di pochi secondi, altre di 10 minuti o più. E l&#8217;errore era tanto più frequente nel caso di siti mono-pagina o da mobile in cui la propensione al click sui link è solitamente minore.</p>
<p>GA4, diversamente, misura il tempo in modo differente <strong>inviando un timestamp con ogni evento</strong> (tra cui ad esempio c&#8217;è anche lo scroll). Quindi generalmente, quando si confrontano le metriche della durata media della sessione in GA3 con GA4, è probabile che GA4 riporti un tempo più elevato.</p>
Tasso di rimbalzo (Bounce Rate)
<p>La metrica <strong>Tasso di rimbalzo</strong> di GA3 è influenzata in gran parte dalla quantità di tracciamenti degli eventi che sono stati aggiunti all&#8217;implementazione base di Google Analytics. Più eventi sono stati configurati, più bassa risultava la frequenza di rimbalzo. Al contrario, i proprietari di account che non hanno implementato alcun tracciamento degli eventi personalizzato fanno registrare un tasso di rimbalzo più consistente.</p>
<p>In GA4, la metrica <strong>Tasso di Coinvolgimento</strong> viene utilizzata al posto del tasso di rimbalzo. Il tasso di coinvolgimento<strong> è la percentuale di visitatori la cui visita è durata più di 10 secondi</strong>, <strong>ha avuto un evento di conversione</strong>, <strong>o almeno 2 visualizzazioni di pagina o schermata per le App</strong>. In pratica il Tasso di Coinvolgimento è l&#8217;inverso del tasso di Rimbalzo, diciamo che pur mostrando metriche confrontabili, GA4 ha una visione più ottimista!</p>
<p><strong>Con GA4, il tracciamento degli eventi diminuirà il tasso di rimbalzo solo se viene settato come una conversione.</strong> Il risultato è che se si aveva un tasso di rimbalzo molto basso in Universal Analytics dovuto all&#8217;aggiunta di molti eventi, è probabile che il tasso di rimbalzo in GA4 sia più alto. Al contrario, se il tasso di rimbalzo era particolarmente alto in Universal Analytics, non ci si dovrà stupire se ci saranno valori più bassi in GA4.</p>
Conclusioni

<strong>Sessioni</strong>: probabilmente <strong>inferiori</strong> rispetto a GA3, ma dipende.
<strong>Conversioni</strong>: generalmente <strong>superiori</strong> rispetto a GA3.
<strong>Durata media della sessione</strong>: probabilmente <strong>superiore</strong> rispetto a GA3 ma anche qui dipende.
<strong>Tasso di rimbalzo</strong>: dipende sostanzialmente dal numero di eventi configurati.

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			</item>
		<item>
		<title>Perché occorre passare a GA4 e occorre farlo adesso?</title>
		<link>https://www.webmarketinggarden.it/perche-occorre-passare-a-ga4-e-occorre-farlo-adesso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2022 09:37:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione e corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Web analytics]]></category>
		<category><![CDATA[GA4]]></category>
		<category><![CDATA[GAU]]></category>
		<category><![CDATA[Google Analytics]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal luglio 2023, GA3 non raccoglierà più dati e, dopo qualche mese, non saranno più disponibili nemmeno per la consultazione.
Occorre quindi agire al più presto]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[1 - Migliore gestione della privacy
 <p>GA4 consente un <strong>migliore controllo delle impostazioni Privacy</strong>: tema di grande attualità, viste le ultime comunicazioni del <a href="https://www.garanteprivacy.it/il-testo-del-regolamento">Garante</a> e le recenti novità degli<a href="https://www.garanteprivacy.it/home/provvedimenti-normativa/normativa/normativa-comunitaria-e-internazionale"> accordi tra USA e UE</a>.</p>

In GA4 l’<strong>anonimizzazione degli IP</strong> non può essere disabilitata e gli IP non vengono salvati.
È possibile <strong>disabilitare Google Signal</strong> per aree geografiche.
I dati degli utenti della UE sono registrati e trattati da <strong>server che si trovano fisicamente nell’Unione Europea</strong>.
I dati sono <strong>collezionabili per al massimo 14 mesi</strong> contro i 50 mesi di GA3.

 

 <img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-001.png" /><img decoding="async" src="https://webmarketinggarden.it/wp-content/themes/envision/includes/modules/module.shadow/shadows/shadow-2.png" /> 

 
2 - GA3 sarà dismesso da Luglio 2023
 <img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-002-500x357.png" width="500" /><img decoding="async" src="https://webmarketinggarden.it/wp-content/themes/envision/includes/modules/module.shadow/shadows/shadow-2.png" /> 

 <p>Dal luglio 2023, GA3 non raccoglierà più dati e, dopo qualche mese, non saranno più disponibili nemmeno per la consultazione.
Occorre quindi agire al più presto anche per i seguenti motivi:</p>

Poter avere dei dati di confronto con il <strong>nuovo data model di GA4.</strong>
Avere qualche mese per la messa a punto.
Potere in seguito capire l’andamento dei dati con il nuovo GA4.

<p>
GA4 infatti, fornirà <strong>metriche</strong> differenti o, per lo meno, calcolate in modo diverso.
</p></p>
 

 
3 - Il sistema di misura di GA4 è più flessibile e accurato di quello di GA3 e allineato alle attuali esigenze<p>Con GA4, si passa da un sistema basato su <strong>sessioni</strong> e <strong>visualizzazioni pagine</strong> a un data model incentrato su <strong>eventi</strong> e <strong>parametri</strong>.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-003.png"></p>
4 - Funziona sia per siti sia per App<p> Gon GA4 non serve più utilizzare 2 sistemi: GA3 per i siti e Firebase per App. Finalmente si può utilizzare uno strumento unico che produce le stesse <strong>metriche</strong> che sono così <strong>confrontabili</strong> e <strong>aggregabili</strong>.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-004.png"></p>
5 - Migliore capacità di fornire metriche cross-device<p>Finalmente le Analytics possono misurare le interazioni con gli utenti anche quando questi cambiano il device con cui navigano.
Si può ad esempio scoprire quanti utilizzi della <strong>App</strong> sono stati necessari prima che l’utente accedesse al sito. Oppure i reali tassi di conversioni delle<strong> campagne di web marketing multi-device</strong>. </p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-005-1726x700.png" height="700"></p>
<p>
6 - Tracking automatico di alcuni tipi di eventi<p>Con GA4, abilitando la <strong>misurazione avanzata</strong>, è possibile misurare senza script aggiuntivi: <strong>scroll</strong>, <strong>click sui link</strong> che portano all’esterno del sito, interazioni con i <strong>video</strong>, <strong>ricerche</strong> sul sito, <strong>form</strong> e, udite udite, <strong>download dei file</strong>. </p>
<p>
Quest’ultima funzionalità è sempre stata fonte di grattacapi in GA3.</p>
<p> <img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-006-487x500.png" height="500"></p>
7 - Gestione eventi più flessibile
 <p>
GA4, a differenza di GA3, permette di corredare gli eventi con parametri aggiuntivi superando i classici: </p>

Categoria, 
Azione, 
Label, 
Valore.
 

 <img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-007-500x364.png" width="500" /><img decoding="async" src="https://webmarketinggarden.it/wp-content/themes/envision/includes/modules/module.shadow/shadows/shadow-2.png" /> 

 
8 - Sistema di debug avanzato<p>Grazie al <strong>DebugView</strong> è possibile verificare i propri settaggi in tempo reale abbattendo drasticamente i tempi di verifica. </p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-008.png"></p>
9 - Migliore tracking dell’engagement degli utenti<p>Sono disponibili nuove metriche quali: <strong>Engaged Session</strong>, <strong>Engagement Rate</strong>, E<strong>ngaged session per user</strong> e <strong>Average engagement time</strong>. </p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-009.png"></p>
10 - Connessione gratuita e nativa con BigQuery<p>A differenza di GA3, in cui era prevista solo GA360, GA4 offre una <strong>connessione gratuita con BigQuery</strong> in modo da poter facilmente utilizzare Query SQL sui dati grezzi e connettersi con altre fonti.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-010-1.png"></p>
11 - Template per Report di Esplorazione<p>Come in passato (con Google Analytics 360) in GA4 sono <strong>preimpostati</strong> una serie di report avanzati che permettono analisi complete quali: esplorazione <strong>Coorti</strong>, <strong>Funnel</strong>, <strong>Sovrapposizione segmenti</strong>, analisi <strong>percorsi di navigazione</strong>, <strong>lifetime</strong> utente.
</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-011.png"></p>
12 - Maggiore facilità di tracciare le conversioni, anche complesse<p>In GA4 qualsiasi evento può essere indicato come <strong>Conversione</strong> (i vecchi goal o obiettivi di GA3).
Le conversioni di GA4 possono basarsi anche su condizioni complesse basate su combinazioni di <strong>pagine viste</strong>, <strong>eventi</strong>,<strong> tempo di permanenza</strong> e <strong>pagine vista per sessione</strong>. Mentre in GA3 potevano essere di un solo tipo alla volta. Il processo di creazione delle conversioni permette anche l’utilizzo di<strong> segmenti di pubblico complessi.</strong> </p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-012.png"></p>
13 - Maggiore facilità di tracciamento cross-domain<p>Facilità di impostazione di <strong>installazioni multi-dominio</strong> con il semplice pannello di amministrazione.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-013.png"></p>
14 - Funzionalità di analisi predittive<p>In GA4 ci sono una serie di report dedicati all’analisi predittiva. 
Tra questi: <strong>previsioni di acquisti</strong>, di <strong>ricavi</strong> e <strong>stima del tasso di abbandono</strong> (churn rate), ossia probabilità che un utente attivo sul sito nei 7 giorni precedenti non torni nei prossimi 7 giorni. Ovviamente la creazione dei suddetti segmenti di utenti è abilitata solo se il volume dei dati è sufficiente per la significatività della previsione.
</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-014.png"></p>
15 - Miglioramento del tracking di funnel e customer journey<p>GA4 ha introdotto una serie di <strong>report</strong> maggiormente <strong>specifici</strong> per capire il comportamento degli utenti all’interno del sito in modo più accurato rispetto a GA3.
</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2022/10/GA4-Perche-015.png"></p>
16 - Riorganizzare le proprie analytics e i propri KPI<p><strong>Un buon settaggio di GA4 richiede tempo</strong>. 
Solitamente non si ottengono buoni risultati limitandosi a replicare l&#8217;implementazione di Universal Analytics in GA4 perché sono strumenti radicalmente differenti con un <strong>data model concettualmente diverso</strong>. 
La migrazione a GA4 ci offre l&#8217;opportunità di <strong>ripensare alla raccolta dei dati</strong> e<strong> creare dei KPI</strong> che siano veramente <strong>efficaci</strong> per affrontare le sfide dei prossimi anni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Università Cattolica del Sacro Cuore</title>
		<link>https://www.webmarketinggarden.it/universita-cattolica-del-sacro-cuore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2018 18:04:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Portfolio]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo siti Web]]></category>
		<category><![CDATA[Corso Google Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Google Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi web analytics]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.webmarketinggarden.it/?p=7675</guid>

					<description><![CDATA[Università Cattolica del Sacro Cuore Con le quattro sedi di Milano, Brescia, Piacenza-Cremona e Roma, 12 facoltà, e oltre 40 corsi di laurea triennali e altrettanti magistrali, l’Università Cattolica del Sacro Cuore è una delle più importanti università private in Italia. Progettazione e formazione Università Cattolica ha una presenza online particolarmente ricca e complessa costituita [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
 <a href="https://www.unicatt.it/"><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2019/05/WebMarketingGarden-UniCatt.JPG" /></a><img decoding="async" src="https://webmarketinggarden.it/wp-content/themes/envision/includes/modules/module.shadow/shadows/shadow-2.png" /> 

 
 Università Cattolica del Sacro Cuore
<p>Con le quattro sedi di Milano, Brescia, Piacenza-Cremona e Roma, 12 facoltà, e oltre 40 corsi di laurea triennali e altrettanti magistrali, l’Università Cattolica del Sacro Cuore è <strong>una delle più importanti università private in Italia</strong>.</p>
Progettazione e formazione
<p>Università Cattolica ha una <strong>presenza online particolarmente ricca e complessa</strong> costituita da parecchie decine di siti. Durante il 2012 abbiamo <strong>completamente riprogettato il sistema di Google Analytics, definendo obiettivi e Kpi di controllo</strong> e individuando una serie di report aggregati che permettessero di avere una <strong>visione di insieme</strong> permettendo al contempo di <strong>arrivare sino al singolo dettaglio</strong>.</p>
<p>Parallelamente <strong>abbiamo formato il personale interno</strong> in modo da renderlo partecipe del progetto e consentirgli non solo la lettura e l’interpretazione dei dati ma anche di continuare a mantenere il progetto attivo nel tempo.</p>
<p>L&#8217;incarico è stato svolto in collaborazione con <a href="http://www.bhuman.it/">B-Human</a>.</p>
 

 <img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2019/05/WebMarkeringGarden-Unicatt.png" /><p><strong>Cliente</strong>: Università Cattolica del Sacro Cuore
<strong>Inizio</strong>: 2011
<strong>Fine</strong>: 2013
<strong>Attività</strong>: </p>

Google Analytics
Corso Google Analytics

<p><strong>Categoria</strong>: Università privata
<strong>Sito</strong>:
<a href="https://www.unicatt.it/">www.unicatt.it</a></p>
<img decoding="async" src="https://webmarketinggarden.it/wp-content/themes/envision/includes/modules/module.shadow/shadows/shadow-2.png" /> 

 

 
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Funiversita-cattolica-del-sacro-cuore%2F&amp;linkname=Universit%C3%A0%20Cattolica%20del%20Sacro%20Cuore" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Funiversita-cattolica-del-sacro-cuore%2F&amp;linkname=Universit%C3%A0%20Cattolica%20del%20Sacro%20Cuore" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Funiversita-cattolica-del-sacro-cuore%2F&amp;linkname=Universit%C3%A0%20Cattolica%20del%20Sacro%20Cuore" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Funiversita-cattolica-del-sacro-cuore%2F&amp;linkname=Universit%C3%A0%20Cattolica%20del%20Sacro%20Cuore" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Funiversita-cattolica-del-sacro-cuore%2F&#038;title=Universit%C3%A0%20Cattolica%20del%20Sacro%20Cuore" data-a2a-url="https://www.webmarketinggarden.it/universita-cattolica-del-sacro-cuore/" data-a2a-title="Università Cattolica del Sacro Cuore"></a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tracking di campagne marketing con Google Analytics</title>
		<link>https://www.webmarketinggarden.it/tracking-di-campagne-marketing-con-google-analytics/</link>
					<comments>https://www.webmarketinggarden.it/tracking-di-campagne-marketing-con-google-analytics/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2018 09:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web analytics]]></category>
		<category><![CDATA[fonti di traffico]]></category>
		<category><![CDATA[Google Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[utm-source]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.webmarketinggarden.it/?p=6723</guid>

					<description><![CDATA[Le &#8220;armi&#8221; a disposizioni del digital marketer per promuovere un sito, un evento, un prodotto o altro sono molteplici: dalle email ai banner, dai link su altri siti ai post sui social, dalle campagne AdWords a quelle display. Un volta definiti gli obiettivi, non ci resta che verificare quali sono le sorgenti che meglio riescono a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le &#8220;armi&#8221; a disposizioni del digital marketer per promuovere un sito, un evento, un prodotto o altro sono molteplici: dalle email ai banner, dai link su altri siti ai post sui social, dalle campagne AdWords a quelle display.</p>
<p>Un volta definiti gli <a href="https://www.webmarketinggarden.it/web-analytics-obiettivi-e-valorizzazione/">obiettivi,</a> non ci resta che verificare quali sono le sorgenti che meglio riescono a convogliare sul nostro sito traffico che acquisti o soddisfi gli obiettivi.</p>
<p>Sarebbe dunque molto comodo poter distinguere, oltre il traffico diretto, da referral o da motori di ricerca, anche gli utenti che derivano da:</p>

azioni di email marketing;
altri siti “gemellati”;
banner;
social networking;
campagne AdWords;
documenti distribuiti (PDF, DOC).

Come fare dunque per misurare le varie sorgenti di traffico?
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico.png"><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico.png" width="959" height="493" /></a></p>
<p>Se osserviamo Google Analytics relativamente a &#8220;Acquisizione&#8221; possiamo vedere le sorgenti di traffico (Acquisizione &gt; Tutto il traffico &gt; Sorgente / Mezzo). Vediamo che l’elenco delle provenienze degli utenti è mostrato definendo delle coppie di “Sorgente / Mezzo”.</p>
<p>Nella figura ai primi due posti troviamo “google/CPC” e “google/organic”: la sorgente è sempre Google, ma i mezzi differiscono. Nel primo caso gli accessi provengono da ricerca organica (organic, sono i risultati naturali delle ricerche in Google) e nel secondo da CPC (Cost-Per-Click, vale a dire le AdWords di Google, cioè gli annunci a pagamento che compaiono generalmente sopra e sotto i risultati organici).</p>
<p>Prima di proseguire facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire come sono fatti gli url che richiamano le varie pagine di un sito.</p>
Gli URL e i parametri
<p>Il WWW è sostanzialmente una architettura client server basata sul protocollo http (o su alcune sue varianti) in cui un web client (es. web browser) inoltra richieste di risorse (pagine  html, documenti, file ecc.) a una macchina (web server) che risponde alle richieste dei web client. Sia il <strong>web server </strong>che il <strong>web client </strong>sono programmi in esecuzione su macchine connesse a Internet.</p>
<div id="attachment_6994" style="width: 1202px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico002.png"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6994" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico002.png" width="1192" height="598" /></a><p id="caption-attachment-6994" class="wp-caption-text">Struttura di un ULR. In questo caso, finito il nome della risorsa (prodotto.html) c’è un “?” che dice che quello che segue sono coppie di variabili e relativi valori: nome variabile “var1” valore variabile = “val1”, seconda variabile “var2” valorizzata a “val2”. Le coppie Variabile/Valore vengono separate tra di loro mediante il carattere “&amp;”.</p></div>
<p>Ogni richiesta viene specificata indicando l’<strong>URL</strong> (Uniform Resource Locator), che è un nome che identifica univocamente ogni risorsa disponibile sul web.</p>
<p><strong>Ogni URL specifica:</strong></p>

il protocollo da utilizzare per il trasferimento della URL;
il dominio, cioè il nome (simbolico) del computer su cui si trova il server (web server o altro server) che gestisce la risorsa;
il nome, all&#8217;interno del dominio, della risorsa a cui si vuole accedere, eventualmente seguito da una serie di coppie variabili = valore, separata tra di loro da “&amp;” e da un “?” o “#”. I parametri possono essere usati per vari scopi, dal mantenimento di un ID di sessione, alla trasmissione al web server di valori immessi dall&#8217;utente, o ancora, per caricare in un template standard informazioni relative a un particolare prodotto.

<p>ES1: https://www.emailcaffe.it/?s=papero in questo caso viene attribuito il valore “papero” alla variabile “s” ed è utilizzata per passare la parola immessa nella casella di ricerca del sito: <a href="http://www.emailcaffe.it">www.emailcaffe.it</a></p>
<p>ES2: nell’esempio seguente si fa abbondante utilizzo di parametri per richiamare all’interno dello stesso frame i dati di prodotti differenti (nel primo: id_tecnologia=5, nel secondo id_tecnologia=3).</p>

https://www.celada.it/dettaglio_tecnologia.php?id_tecnologia=5
https://www.celada.it/dettaglio_tecnologia.php?id_tecnologia=3

<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_6998" style="width: 421px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico004.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6998" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico004.png" width="411" height="359" /></a><p id="caption-attachment-6998" class="wp-caption-text">Due pagine di uno stesso sito. Gli url differiscono solo per i valori dei parametri: id_tecnologia.</p></div>
<div id="attachment_6997" style="width: 456px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico003.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6997" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico003.png" width="446" height="360" /></a><p id="caption-attachment-6997" class="wp-caption-text">Due pagine di uno stesso sito. Gli url differiscono solo per i valori dei parametri: id_tecnologia.</p></div>
<p>Attenzione al fatto che se si prende un qualsiasi url (con o senza parametri) e gli si aggiungono ulteriori parametri (non utilizzati dal sistema), la risorsa in questione viene comunque chiamata e apparentemente non cambia nulla. Di fatto però l&#8217;url richiesto ha un aspetto differente. Vedremo poco più avanti come questa caratteristica sarà utile per tracciare differenti fonti di campagne di web marketing.</p>
Tracking delle fonti esterne
<p>Torniamo al nostro Google Analytics. Se andiamo a curiosare in &#8220;Dimensione secondaria&#8221;  possiamo scegliere di visualizzare (alternativamente) anche Parola chiave, Campagna, Contenuti dell’annuncio, informazioni con cui Google dettaglia ulteriormente la sorgente. Se, per ogni azione di marketing che facciamo,  abbiamo l’avvertenza di “marchiare” il link al nostro sito, capiremo subito quali effetti abbiamo sortito. Il meccanismo con cui si passano queste informazioni a Google è molto semplice: è sufficiente richiamare un URL aggiungendo una serie di parametri che non faranno cambiare il contenuto della pagina ma serviranno a Google per decodificarne la provenienza. I parametri da utilizzare sono:</p>

utm_source: obbligatorio, identifica la sorgente: particolare motore di ricerca, db per newsletter, sito su cui  abbiamo posizionato dei banner;
utm_medium: obbligatorio, identifica il medium (es. (none), referral, organic, PPC, banner, e-mail, PDF);
utm_term: facoltativo, keyword della campagna AdWords;
utm_content: facoltativo, nel caso di test o per differenti posizionamenti dello stesso url (su una immagine o su anchor text) di una stessa campagna;
utm_campaign: il nome di una campagna su una determinata sorgente / mezzo.

<p>Google mette anche a disposizione uno strumento con cui costruire velocemente gli url (<a href="https://ga-dev-tools.appspot.com/campaign-url-builder/">Google Url Builder</a>)</p>
<div id="attachment_7000" style="width: 645px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico005.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7000" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico005.png" width="635" height="890" /></a><p id="caption-attachment-7000" class="wp-caption-text">Google Url Builder permette di costruire facilmente dei link che sono agevolmente riconoscibili da Google Web analytics</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quindi, se vogliamo mandare una newsletter al cui interno vi sono link alle pagine dei nostri prodotti, è sufficiente aggiungere agli url che identificano le pagine i parametri utm e, automaticamente, le visite provenienti da lì verranno classificate  in Google Analytics.</p>
<p>Se, ad esempio, volessimo richiamare il sito <a href="https://www.shakti-mat.it">www.shakti-mat.it</a> da una email promozionale potremmo utilizzare le variabili nel modo seguente:</p>

utm_source = newsletter;
utm_medium = email;
utm_campaign = Aprile;
utm_term =;
utm_content = testo.

<p>e l’url definitivo diverrebbe:</p>
<p><a href="https://www.shakti-mat.it/?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=testo&amp;utm_campaign=Aprile2012">https://www.shakti-mat.it/?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_content=testo&amp;utm_campaign=Aprile</a></p>
<p>Possiamo dunque sapere quanti utenti sono arrivati grazie alla newsletter di aprile e come si sono comportati sul nostro sito.</p>
<div id="attachment_7001" style="width: 1110px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico006.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7001" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Sorgenti-di-traffico006.png" width="1100" height="302" /></a><p id="caption-attachment-7001" class="wp-caption-text">Report di Google Analytics in cui è possibile vedere i risultati della campagna di email (riga 3, la cui sorgente è newsletter). Possiamo vedere che nell&#8217;intervallo selezionato ci sono state 224 visite provenienti da quell&#8217;email, hanno generato 691,60 € ripartite in 23 transazioni con un tasso di conversione all&#8217;e-commerce di oltre il 10% (significa cioè che 1 su 10 di coloro che sono arrivati sul sito avendo cliccato il link dell’email promozionale ha fatto un acquisto.</p></div>
<p>L&#8217;utilizzo dei link parametrizzati permette di classificare con precisione le nostre fonti di traffico e misurare con precisione quanto e se rendono. L’importante è gestire con razionalità una mappa dell’utilizzo delle variabili utm_ per raccogliere i dati in modo uniforme e facilmente analizzabile.</p>
<p><strong>Qui di seguito riportiamo un piccolo specchietto di esempio:</strong></p>



<strong>utm_medium</strong>
<strong>utm_source</strong>
<strong>utm_campaing</strong>
<strong>utm_content</strong>
<strong>utm_term</strong>


display
nytimes.com
2018-04
BannerMaglietta



email
Newsletter
News_2017_10
Logo Azienda
##


email
Newsletter
News_2017_10
Prodotto1
##


email
Newsletter
News_2017_10
Prodotto2
##


email
Newsletter
News_2017_10
Prodotto3
##


email
Newsletter
News_2017_10
Prodotto4
##


email
triggered_Email
Nuovo_Account

##


email
triggered_Email
Nuova_Password

##


email
triggered_Email
Nuovo_Ordine

##


organic
Google
##
##
Azienda


organic
bing
##
##
Prodotto1


organic
yahoo
##
##
Categoria2


organic
virgilio
##
##
Prodotto2


PDF
Listino Prezzi
Lancio Primavera




PDF
Listino Prezzi
Offerte
Categoria1



PDF
Listino Prezzi
Offerte
Categoria2




<p><em>Esempio di assegnazione dei valori ai parametri UTM per gestire differenti media e canali promozionali.</em></p>
E per i documenti Word, PDF o le campagne offline?
<p>Lo stesso metodo si può usare anche all&#8217;interno di documenti (pdf informativi, listini prezzi, brochure, approfondimenti)  distribuiti online, associando al semplice indirizzo del sito, l’url completo dei parametri di tracciamento. O addirittura per verificare l’efficacia di campagne offline, siano esse stampa, radio o tv, in cui naturalmente si rimanda al nostro sito. In questi casi, invece che comunicare un url molto complesso e impossibile da ricordare, è sufficiente creare un alias facilmente memorizzabile da collegare in modo trasparente all’url completo dei parametri di tracciamento.</p>
<p><strong>Esempio:</strong></p>

Url comunicato: https://www.miosito.it/TV
Url reale: https://www.miosito.it/?utm_source=Rai2&amp;utm_medium=TV &amp;utm_campaign=Aprile2018

<p>Semplice vero?</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Ftracking-di-campagne-marketing-con-google-analytics%2F&amp;linkname=Tracking%20di%20campagne%20marketing%20con%20Google%20Analytics" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Ftracking-di-campagne-marketing-con-google-analytics%2F&amp;linkname=Tracking%20di%20campagne%20marketing%20con%20Google%20Analytics" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Ftracking-di-campagne-marketing-con-google-analytics%2F&amp;linkname=Tracking%20di%20campagne%20marketing%20con%20Google%20Analytics" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Ftracking-di-campagne-marketing-con-google-analytics%2F&amp;linkname=Tracking%20di%20campagne%20marketing%20con%20Google%20Analytics" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Ftracking-di-campagne-marketing-con-google-analytics%2F&#038;title=Tracking%20di%20campagne%20marketing%20con%20Google%20Analytics" data-a2a-url="https://www.webmarketinggarden.it/tracking-di-campagne-marketing-con-google-analytics/" data-a2a-title="Tracking di campagne marketing con Google Analytics"></a></p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Le Web Analytics non servono a nulla se&#8230;</title>
		<link>https://www.webmarketinggarden.it/google-web-analytics-errori-non/</link>
					<comments>https://www.webmarketinggarden.it/google-web-analytics-errori-non/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2017 07:48:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Chrome Google Tag Assistant]]></category>
		<category><![CDATA[frequenza di rimbalzo]]></category>
		<category><![CDATA[Google Analytics]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.webmarketinggarden.it/?p=5284</guid>

					<description><![CDATA[&#8230; non sono correttamente configurate e non si utilizzano per migliorare il proprio business online. Oggigiorno la quasi totalità dei siti internet ha installato Google Analytics o un altro sistema di web Analytics ma, quasi altrettanto di frequente, vi sono importanti errori di configurazione che rendono i dati inservibili o portano a prendere decisioni sbagliate in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; non sono correttamente configurate e non si utilizzano per migliorare il proprio business online.</p>
<p>Oggigiorno la quasi totalità dei siti internet ha installato <strong>Google Analytics</strong> o un altro sistema di web Analytics ma, quasi altrettanto di frequente, vi sono importanti errori di configurazione che rendono i dati inservibili o portano a prendere decisioni sbagliate in quanto si basano su dati non corretti.</p>
<p>Operando correttamente le Analytics forniscono informazioni preziose per migliorare il nostro posizionamento online e per conoscere meglio il navigatore che arriva sul nostro sito. Infatti:</p>

Quando arriva &gt; Sappiamo da dove viene
Quando fa una visita &gt; Sappiamo cosa vede
Quando sceglie un link &gt; Sappiamo cosa preferisce
Quando utilizza il sito &gt; Sappiamo come naviga
Quando mette un like/condivide &gt; Sappiamo a cosa da valore
Quando cerca &gt; Sappiamo cosa vorrebbe e non trova
Quando abbandona &gt; Sappiamo da dove è uscito

<p>Di seguito un breve riepilogo degli errori più comuni e di come porvi rimedio o prevenirli.</p>
Non avere un account di Amministratore
<p>Succede più spesso di quanto si pensi che non si abbia in azienda l&#8217;email e la password dell&#8217;account di Google Analytics con le proprietà &#8220;Gestisci utenti, Modifica, Collabora, Leggi e analizza&#8221;. Spesso infatti l&#8217;account è stato creato da un&#8217;agenzia che per evitare che qualcuno manometta involontariamente la configurazione, consegna al cliente solo un account di consultazione.</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-005.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-005.jpg" width="764" height="234" /></a></p>
<p><strong>Come fare: </strong>verificare di essere in possesso di un account con pieni poteri di amministrazione e in caso contrario richiederlo all&#8217;agenzia prima che sia troppo tardi.</p>
<p><strong>Perché  è importante</strong>: nel caso i rapporti con l&#8217;agenzia si interrompano si perde la possibilità di modificare il proprio account e si è costretti a crearne un nuovo perdendo lo storico dei dati che è essenziale per capire se si sta migliorando o meno la propria presenza online.</p>
Errata installazione dello snippet di Google Analytics
<p>Il problema è abbastanza diffuso. Gli errori più comuni sono:</p>

<strong>Errore nel codice</strong> dovuto a un copia e incolla frettoloso o passando da Word che trasformando virgolette semplici in virgolette aperte e chiuse rende lo snippet non funzionante. In questo caso lo si scopre facilmente visto che non vengono tracciate le visite.
<strong>Doppia installazione del codice:</strong> il sintomo più comune è una frequenza di rimbalzo nulla o molto bassa (&lt;10%)
<strong>Errato posizionamento del codice di Google Analytics</strong>. Nel caso di Universal Analytics (la versione corrente di Google Analytics) occorre metterlo in ogni pagina subito prima del tag di chiusura &lt;/head&gt;. Per la maggior parte dei CMS esistono appositi plugin che permettono di farlo automaticamente (es. per WordPress uno dei più usati è: <a href="https://wordpress.org/plugins/google-analytics-for-wordpress/">Google Analytics for WordPress by MonsterInsights</a>)
<strong>Utilizzo del vecchio codice di Google Analytics</strong> invece di Universal Analytics (quello nuovo lo si riconosce perché nel codice della pagina si trova il riferimento a: www.google-analytics.com/analytics.js). Alcune interessanti funzioni di Google Analytics richiedono la versione Universal.
<strong>Pagine senza snippet</strong> di Google Analytics. Utilizzando i CMS standard è difficile ma ci sono siti realizzati &#8220;a mano&#8221; in cui succede comunemente.
<strong>Inclusione del nostro codice anche su altri siti</strong>. La situazione si verifica quando ci vengono clonate una o più pagine. Per accorgersene basta aggiungere come dimensione secondaria (ad esempio nel report <em>Comportamento &gt; Contenuti  del sito &gt; Tutte le pagine</em>) il &#8220;<strong>Nome Host</strong>&#8220;. Se è differente dal dominio del nostro sito significa che qualcun altro sta usando il nostro stesso codice Google (es: UA-123456789-X).

<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-006.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-006.jpg" width="982" height="627" /></a></p>
<p><strong>Come fare</strong>: per verificare l&#8217;esatta configurazione è sufficiente utilizzare l&#8217;estensione di <a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/tag-assistant-by-google/kejbdjndbnbjgmefkgdddjlbokphdefk">Chrome Google Tag Assistant</a></p>
<p><strong>Perché è importante</strong>: per avere dati affidabili.</p>
Misurare se stessi invece dei navigatori
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-007.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-007.png" width="774" height="618" /></a></p>
<p>Soprattutto nei siti con un numero di visite limitato (qualche decina al giorno) è fondamentale escludere dalle statistiche le visite dei dipendenti e degli sviluppatori che andrebbero a inquinare e &#8220;gonfiare&#8221; in modo significativo i dati.</p>
<p><strong>Come fare</strong>: è sufficiente aggiungere dall&#8217;area di amministrazione un<strong> filtro di esclusione</strong>. Ovviamente dobbiamo procurarci prima gli IP da cui navighiamo noi e gli eventuali e sviluppatori.</p>
<p><strong>Perché è importante</strong>: gli interni e gli sviluppatori hanno generalmente frequenze di rimbalzo molto basse e un comportamento differente.</p>
Mancata creazione di una vista di Test e Raw
<p>Come è noto la maggior parte delle modifiche della configurazione di Google Analytics nell&#8217;area di amministrazione operano sui dati in ingresso prima che vengano salvati nel database di Google. Quindi la maggior parte di errori che commettiamo in fase di configurazione compromettono irrimediabilmente i dati raccolti.</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-004.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-004-1024x320.png" width="960" height="300" /></a></p>
<p><strong>Come fare</strong>: creare anche una vista di Test su cui fare le prove e,  per essere sicuri, creare anche una vista &#8220;vergine&#8221; (solitamente chiamata RAW) senza applicare nessun filtro di modo da poter confrontare i dati della versione operativa con una sorgente che sappiamo essere immune da errori. Ricordo che da qualche tempo è possibile fare una copia di una vista ereditando così la configurazione base.</p>
<p><strong>Perché è importante</strong>: evitare di sporcare le statistiche ufficiali e, in caso di dubbi, poter controllare con una versione dei dati non filtrati.</p>
Amministrazione &gt; Proprietà &gt; Impostazioni Proprietà
<p>Pochi click veloci per abilitare:</p>

Abilita <strong>rapporti Dati demografici e Interessi</strong>: permette di vedere gli interessi dei navigatori, fasce di età e genere.
Utilizza l&#8217;<strong>attribuzione link avanzata</strong>: permette report più accurati in modalità In Page. Per questo occorre anche scaricare l&#8217;estensione di Chrome: <a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/page-analytics-by-google/fnbdnhhicmebfgdgglcdacdapkcihcoh">Analisi dati della pagina</a>.
Avvia<strong> Analisi dati In-Page</strong> in &gt; Modalità incorporata.
Collegare la <strong>Search Consolle</strong>: fondamentale per poter vedere le parole chiave per cui il nostro sito compare nella pagina dei risultati di Google (SERP) e le percentuali di CTR.
Abilita metrica <strong>Utenti</strong> nei rapporti: permette una migliore identificazione degli utenti unici.

<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-020.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-020.png" width="978" height="627" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Perché è importante</strong>: per consultare e sfruttare tutti i report disponibili in Google Analytics.</p>
Amministrazione &gt; Proprietà &gt; Informazioni sul monitoraggio
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-008.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-008-1024x396.jpg" width="960" height="371" /></a></p>
<p><strong>Raccolta Dati</strong>: abilitare il <strong>Remarketing</strong> (attenzione alle implicazioni sulla Privacy) e <strong>Funzioni di generazione di rapporti sulla pubblicità</strong>. Anche se non si ha intenzione di impostare nell&#8217;immediato campagne Google AdWords ci permetterà, quando lo facciamo di essere già operativi.</p>
<p><strong>Perché è importante</strong>: i dati possono sempre servire e prima iniziamo a raccoglierli meglio è.</p>
<p><strong>Esclusione referral</strong>: questioni tecniche o redirect o sistemi di pagamento &#8220;sporcano&#8221; spesso i referral. Suggerisco di inserire il proprio sito ed eventualmente altri domini di terzo livello collegati che non si vuole che compaiano tra le fonte dati &#8220;referral&#8221;.</p>
<p><strong>Perché è importante</strong>: il rischio è sovrastimare i link (referral) che mandano al nostro sito.</p>
Amministrazione &gt; Vista &gt; Impostazioni Vista
<div id="attachment_6655" style="width: 721px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-011.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6655" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-011.png" width="711" height="397" /></a><p id="caption-attachment-6655" class="wp-caption-text">Non impostando la pagina predefinita, Google Analytics tratta le pagine “/” e “/default.html” (che sono sempre la home) come pagine diverse mostrando dunque i dati delle statistiche errati. Infatti l’esatto numero di visualizzazioni della home non è 103.197 bensì 131.019 quasi il 30% in più!</p></div>

<strong>Nome vista</strong>: deve essere impostato e significativo, altrimenti ci ritroveremo molteplici proprietà con nome vista&#8221;Tutti i dati del sito web&#8221; o nomi non identificabili.
<strong>Paese o zona del fuso orario</strong>: settarlo sul fuso orario da cui proviene la maggior parte del traffico. Mi è capitata azienda convinta che il proprio pubblico navigasse di notte solo perché avevano il fuso orario di Google Analytics settato su Theran!
<strong>Pagina Predefinita</strong>: nel caso la home del sito sia raggiungibile con url differenti (tipicamente www.miodominio.it/ e www.miodominio.it/default.html) fa in modo che siano ricondotte a una stessa pagina. Dimenticandosi questo settaggio ci si ritroverebbe nell&#8217;elenco delle pagine più viste &#8220;/&#8221; e /default.html&#8221; rendendo i report inutilizzabili. Vedi anche l&#8217;immagine qui sopra.
<strong>Escludi parametri di ricerca URL</strong>: nel caso, per motivi tecnici, si abbiano url  con dei parametri (es. /pagina-catalogo?<strong>preview</strong>=true&amp;<strong>order</strong>=A_Z, /pagina-catalogo?<strong>preview</strong>=false&amp;<strong>order</strong>=A_Z, /pagina-catalogo?<strong>preview</strong>=true&amp;<strong>order</strong>=Z_A, /pagina-catalogo) il numero della pagine nei report potrebbe aumentare a dismisura rendendo difficile leggere i report. È possibile dire a Google quali parametri escludere e ricondurre le pagine all&#8217;url principale (/pagina-catalogo).
<strong>Valuta visualizzata come</strong>: settare la propria valuta.
<strong>Escludi tutti gli hit da bot e spider noti</strong>: soprattutto per i siti con un modesto numero di sessioni se non si escludono ci si può ritrovare a conteggiare visite che non sono di utenti reali ma di bot, spider o Spam. Tali visite spesso sono di una sola pagina e con frequenza di rimbalzo=100% e falsano dunque le Analytics.
<strong>Monitoraggio ricerca su sito</strong> e <strong>Elimina i parametri di ricerca dall&#8217;URL</strong>: permettono di vedere cosa gli utenti cercano all&#8217;interno del sito e di eliminare i parametri che andrebbero a gonfiare l&#8217;elenco delle pagine viste.

Amministrazione &gt; Vista &gt; Obiettivi
<p>Un sito web ha dei costi, più o meno facilmente quantificabili. Nel caso dell’e-commerce, è facile anche valutarne il guadagno in termini di vendite. Meno facile è determinarne l’efficacia a livello di visibilità, immagine, prospect e nuove opportunità. È importante dunque tenerne conto in maniera sistematica e riuscire a tradurre anche queste dimensioni in termini quantitativi, per valutare se il nostro investimento sul Web è redditizio o meno.</p>
<p>Google Analytics permette non solo di tracciare le vendite, ma di impostare anche una serie di obiettivi (al massimo 20) a cui attribuire un valore monetario che sarà utile per poter valutare quanto sta rendendo la nostra presenza online.</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-012.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-012.png" width="790" height="470" /></a></p>
<p><strong>Perché è importante</strong>: per calcolare il ROI (Return on Investiment) delle azioni di web marketing.</p>
Amministrazione &gt; Vista &gt; Obiettivi &gt; Percorso
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-013.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-013.png" width="652" height="853" /></a></p>
<p>Per gli obiettivi di tipo &#8220;pagina di destinazione&#8221; è possibile identificare anche un percorso (obbligatorio o meno) che l&#8217;utente deve seguire per raggiungere la pagina di destinazione.</p>
<p><strong>Perché è importante</strong>: Per poter visualizzare i funnel di conversione e concentrarsi su quelle pagine o quei passaggi dove il funnel risulta maggiormente strozzato.</p>
E-commerce
<p>Google Analytics permette di tracciare sia le transazioni di e-commerce (Abilitazione e-commerce) sia dati più completi quali i prodotti più visti, quelli aggiunti o rimossi con maggiore o minore frequenza al/dal carrello, e il funnel di conversione all&#8217;e-commerce. Questo secondo gruppo di informazioni più puntuali va sotto il nome di <strong>e-commerce avanzato</strong>.</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-014.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-014.png" width="675" height="515" /></a></p>
<p>In entrambi i casi occorre anche un intervento sul codice del sito per rendere disponibile a Google il relativo data layer che fornisce le informazioni necessarie. Per i più diffusi CMS come WordPress è sufficiente utilizzare un opportuno plugin e abilitare il tracking in Google Analytics (Amministrazione &gt; Vista &gt; Impostazioni e-commerce &gt; Attiva e-commerce). Per informazioni più dettagliate rimandiamo alla <a href="https://support.google.com/analytics/topic/6014839?hl=it&amp;ref_topic=1631741">Guida di Google</a>.</p>
<p><strong>Perché è importante</strong>: non mi viene in mente nessun motivo per non doverlo fare 😉</p>
Filtri
<p>Attenzione ai filtri. In particolare tener presente che:</p>

I filtri lavorano sui dati prima che questi siano salvati in Google Analytics. Quindi:

Se sbagliamo stiamo compromettendo i dati salvati;
Non lavorano retroattivamente ma solo da quando sono impostati in poi;


L&#8217;ordine dei filtri, soprattutto quelli di Inclusione è importante. Variandone l&#8217;ordine spesso si ottengono risultati differenti. Consigliamo quindi di agire sempre su una vista di prova.

Filtri particolarmente utili

<strong>Rimozione parametri tecnici</strong> non utili ai fini delle Analytics. Sono importanti perché permettono di ridurre il numero di pagine che compare nei rapporti.
<strong>Rimozione pagine duplicate</strong> nei report. Vi sono casi in cui alcuni siti o gli utenti stessi chiamano url utilizzando in modo differente maiuscole e minuscole (es. Home.html e home.html) se non si provvede con un filtro che converte tutto in minuscolo [o maiuscolo], nell&#8217;elenco delle pagine, ci troveremo la pagina duplicata in tutte le sue varianti di scrittura.
<strong>Rimozione slash in fondo alla pagina</strong>. Anche in questo caso porta a una duplicazione delle pagine (es /mio-articolo e /mio-articolo/).
Attenzione infine ai troppi filtri che possono causare il campionamento dei dati.

<div id="attachment_6661" style="width: 458px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-015.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6661" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-015.png" width="448" height="729" /></a><p id="caption-attachment-6661" class="wp-caption-text">Questo filtro rimuove tutti i parametri. Prima di applicarlo provarlo su una vista di TEST e verificare che non rimuova anche informazioni potenzialmente utili per le nostra analisi.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Perché è importante</strong>: evitare il proliferare del numero della pagine di un sito aiuta a mantenere le Analytics pulite e consente di leggere e analizzare correttamente il comportamento dei visitatori sulle pagine.</p>
Frequenza di rimbalzo &lt; 10/20%
<p>A meno che non si tratti di un sito con pochissimo traffico dovuto solo agli &#8220;interni&#8221; la normale frequenza di rimbalzo di un sito è superiore al 40%. Nel caso in cui vi siano forti azioni di advertising si arriva facilmente anche al 70-80%.</p>
<div id="attachment_6662" style="width: 978px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-016.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6662" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-016.png" width="968" height="227" /></a><p id="caption-attachment-6662" class="wp-caption-text">A causa della duplicazione dello snippet di Google Analytics e a una gestione scorretta di un evento generato in automatico la frequenza di rimbalzo era inferiore all&#8217;1%. Rimuovendo il doppio snippet e escludendo l&#8217;evento dalle interazioni si è attestata intorno al 50%.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>I principali motivi di frequenze di rimbalzo molto basse o addirittura nulle sono:</p>

<strong>Doppia istanza del codice di Analytics</strong>
<strong>Eventi generati in automatico</strong> (per esempio un video che parte in automatico al caricamento della pagina e che sgancia un evento). Ricordiamo che gli eventi richiamando Google Analytics fanno si che anche le visite di una sola pagina non vengano conteggiate per la frequenza di rimbalzo. In questo caso nel generare l&#8217;evento è necessario ricordarsi di aggiungere il parametro per segnalare che deve essere considerato nullo come interazione. Ad esempio: <em>ga(&#8216;send&#8217;, &#8216;event&#8217;, &#8216;Videos&#8217;, &#8216;play&#8217;, &#8216;mia campagna&#8217;,<strong> {nonInteraction: true}</strong>);</em>
<strong>PopUp</strong> che si apre in automatico con dentro il codice di Google Analytics.

<p><strong>Perché è importante</strong>: la frequenza di rimbalzo è uno degli indicatori più utili per capire sia l&#8217;interesse che suscita la pagina nel visitatore, sia le azioni di web marketing che portano il traffico migliore.</p>
Mancato tracking delle campagne
<p>Google Analytics considera le fonti di traffico che non sono dirette come traffico <strong>referral</strong>. Quindi, se si riceve traffico da campagne di posta elettronica, banner, annunci PPC, campagne di affiliazione o altro (a meno che non siano canali già noti a Google come le AdWords di Google stesso) saranno tutti identificati come traffico referral. Per impostazione predefinita, Google Analytics fornisce solo le informazioni &#8220;sorgente&#8221; e &#8220;mezzo&#8221; del traffico in ingresso.
Se vogliamo che Google Analytics classifichi meglio e utilizzi ulteriori informazioni sulle campagne di marketing, occorre aggiungere le variabili di monitoraggio alla fine di ogni URL di destinazione degli annunci.</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-021.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2017/07/Google-Analytics-021.png" width="602" height="874" /></a></p>
<p>L&#8217;aggiunta delle variabili della campagna alla fine dell&#8217;URL di destinazione di un annuncio è detto &#8220;tagging&#8221; e permette successivamente a Google e quindi a noi di controllare i risultati di ogni singola campagne. Per facilitare la creazione degli URL taggati è possibile utilizzare il <a href="https://ga-dev-tools.appspot.com/campaign-url-builder/">Goole Url Builder</a>.</p>
<p><strong>Perché è importante: </strong>per valutare i risultati delle singole iniziative di web marketing,</p>
Conclusioni
<p>Ci sarebbero ancora molti argomenti da trattare per una corretta implementazione di un sistema di Analytics quali <strong>cross domain tracking</strong>, <strong>modelli di attribuzione</strong>, <strong>eliminazione spam</strong> <strong>e robots</strong> e altri ancora ma che per una impostazione base i consigli qui riportati dovrebbero permettere di ottenere dei dati su cui poter ragionare con una ragionevole certezza che siano sufficientemente affidabili.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fgoogle-web-analytics-errori-non%2F&amp;linkname=Le%20Web%20Analytics%20non%20servono%20a%20nulla%20se%E2%80%A6" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fgoogle-web-analytics-errori-non%2F&amp;linkname=Le%20Web%20Analytics%20non%20servono%20a%20nulla%20se%E2%80%A6" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fgoogle-web-analytics-errori-non%2F&amp;linkname=Le%20Web%20Analytics%20non%20servono%20a%20nulla%20se%E2%80%A6" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fgoogle-web-analytics-errori-non%2F&amp;linkname=Le%20Web%20Analytics%20non%20servono%20a%20nulla%20se%E2%80%A6" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fgoogle-web-analytics-errori-non%2F&#038;title=Le%20Web%20Analytics%20non%20servono%20a%20nulla%20se%E2%80%A6" data-a2a-url="https://www.webmarketinggarden.it/google-web-analytics-errori-non/" data-a2a-title="Le Web Analytics non servono a nulla se…"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Web Analytics: quanto valgono i nostri obiettivi?</title>
		<link>https://www.webmarketinggarden.it/web-analytics-obiettivi-e-valorizzazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Mar 2018 14:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Google Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi web analytics]]></category>
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					<description><![CDATA[Perché impostare gli obiettivi del nostro sito? Un sito Internet ha dei costi, più o meno facilmente quantificabili. Nel caso dell&#8217;eCommerce, è facile anche valutarne il guadagno in termini di vendite. Meno facile è determinarne l’efficacia a livello di visibilità, immagine, prospect e nuove opportunità. È importante dunque tenerne conto in maniera sistematica e riuscire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Perché impostare gli obiettivi del nostro sito?</p>
<p>Un sito Internet ha dei costi, più o meno facilmente quantificabili. Nel caso dell&#8217;eCommerce, è facile anche valutarne il guadagno in termini di vendite. Meno facile è determinarne l’efficacia a livello di visibilità, immagine, prospect e nuove opportunità.</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Obiettivi-Google-Analytics.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Obiettivi-Google-Analytics.png" width="547" height="447" /></a></p>
<p>È importante dunque tenerne conto in maniera sistematica e riuscire a tradurre anche queste dimensioni in termini quantitativi, per valutare se il nostro investimento sul Web è redditizio o meno.</p>
<p>Google Analytics, per esempio, permette non solo di tracciare le vendite, ma di impostare anche una serie di <strong>obiettivi</strong> a cui attribuire un valore concreto espresso nella valuta corrente. Moltissime azioni, oltre l’acquisto, andrebbero valorizzate e monetizzate. Esempi possono essere: l’iscrizione a una Newsletter, il download di un particolare documento o ancora la visione di un filmato, facilmente accessibili all&#8217;utente del web, mentre offline prevedrebbero dei costi, più o meno importanti, che vanno considerati.</p>
<p>Vediamo alcuni esempi:</p>

<strong>Download brochure prodotto</strong>: stampa brochure (0,10€) e invio (0,95€) &gt; Valore: 1,5€
<strong>Download listino prezzi (30 pagine)</strong>: stampa e invio &gt; Valore: 4,0€
<strong>Download catalogo in PDF (300 pagine)</strong> : stampa e invio &gt; Valore: 10,0€
<strong>Visita di 10 pagine del sito</strong>: sicuramente è un utente di cui siamo riusciti ad attirare l’attenzione e ha in parte visto la nostra offerta. Equivalente di un breve contatto &gt; Valore: 4,0€
<strong>Iscrizione alla Newsletter: </strong>è un contatto prezioso, equivalente ad un’azione di telemarketing per generare lead &gt; Valore: 5,0€
<strong>Visita di almeno 10 minuti alla sezione FAQ:</strong> probabilmente equivale ad almeno una telefonata in meno al centralino e all&#8217;assistenza. Un bel risparmio! &gt; Valore: 3,0€

<p>In genere, per definire gli obiettivi, può essere utile ispirarsi alla suddivisione che riporto qui sotto in base all&#8217;obiettivo primario del proprio sito. Ognuno cerchi di applicarla alla propria situazione.</p>
<p><strong>Brand awareness</strong></p>

Incremento visite provenienti da Brand keyword;
Incremento del traffico diretto (coloro che arrivano al sito digitando l’indirizzo del dominio web);
Incremento di traffico da referrer e social networks (citazioni del brand con link a sito aziendale).

<p><strong>Brand Loyalty</strong></p>

Incremento % visitatori di ritorno;
Incremento tempo di permanenza dei visitatori sul sito;
Incremento page view per visita.

<p><strong>Customer Engagement</strong></p>

Tempo medio di permanenza sul sito;
Numero medio di Pageview per visita;
Frequenza di ritorno sul sito;
N° di commenti, Like, interazioni sociali.

<p><strong>Lead Generation</strong></p>

Tasso di iscrizione alla Newsletter;
Tasso di iscrizione ad un sito web;
N° iscritti alla Newsletter /mese;
N° abbonati feed RSS del Blog associato;
N° di Moduli completati per download di un modulo apertura conto corrente;
N° moduli compilati per richiesta info.

<p><strong>Online sales</strong></p>

Incremento x% valore medio scontrino;
Tasso di acquisizione nuovi clienti;
Incremento x% clienti ricorrenti;
Incremento fatturato e vendite;
Up-selling: clienti che acquistano prodotti premium;
Cross-selling: clienti che acquistano prodotti correlati.

<p><strong>Obiettivi inbound marketing</strong></p>

Da quale fonte di traffico provengono i visitatori di maggiore valore?
Quelli che compiono le azioni obiettivo (tasso di conversione, indice valore obiettivo)?
Quelli che sono più fedeli (loyalty, recency)?
Quelli Maggiormente ingaggiati (tempo medio sul sito, profondità della visita&#8230;)?
Quelli che leggono o guardano i contenuti per noi più interessanti ?

<p>Gli obiettivi devono essere fissati guardando alla strategia globale del marketing aziendale e, ripetiamo, devono essere espressi in modo <strong>quantitativo</strong>, in modo che siano facilmente misurabili e permettano quindi di capire se il sito sta rendendo o meno.</p>
<p>Se non si definiscono degli obiettivi misurabili, non si sarà in grado di capire se il sito sta andando bene o male.</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Obiettivi-Google-Analytics002.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Obiettivi-Google-Analytics002.png" width="713" height="614" /></a></p>
<p>Google Analytics permette di definire gli obiettivi secondo quattro differenti criteri:</p>

<strong>Destinazione URL</strong>: mediante l’utilizzo di corrispondenze esatte o mediante espressioni regolari si possono impostare come obiettivi una o più pagine di destinazione; ed eventualmente il percorso per raggiungerle. È l’ideale per la compilazione di form in cui l’obiettivo è l’arrivo nella pagina di ringraziamento dopo l’invio dei dati;
<strong>Durata della visita</strong>: maggiore o minore di un certo tempo;
<strong>Pagine/Vista</strong>: maggiore, minore o uguale a un determinato numero per sessione;
<strong>Evento</strong>: la nuova versione 5 di Google Analytics permette di definire eventi e associarli con un buon dettaglio agli obiettivi, sia utilizzando l’eventuale valore dell’obiettivo, sia definendone uno costante.

<p>Per gli obiettivi definiti anche in base alla destinazione è inoltre possibile stabilire anche un funnel di conversione che permette di comprendere meglio le fase più critiche del percorso dell&#8217;utente.</p>
<div id="attachment_6986" style="width: 380px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Funnel-conversione-Google-Analytics.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6986" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2018/03/Funnel-conversione-Google-Analytics.png" width="370" height="840" /></a><p id="caption-attachment-6986" class="wp-caption-text">In questo caso il funnel di conversione è particolarmente lungo anche perché sono previsti differenti punti di ingresso il che spiega anche il motivo per cui al passo 2 sono presenti più sessioni rispetto al passo 1.</p></div>
<p>Per chi fosse interessato a imparare meglio come configurare correttamente gli obiettivi in Google Analytics e come leggerne le statistiche consigliamo i nostri corsi aziendali di <a href="https://www.webmarketinggarden.it/formazione/corso-google-web-analytics/">Google Analytics Base</a> e <a href="https://www.webmarketinggarden.it/formazione/corso-google-tag-manager/">Avanzato</a> (Corso Google Tag Manager e Google Analytics Avanzato).</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fweb-analytics-obiettivi-e-valorizzazione%2F&amp;linkname=Web%20Analytics%3A%20quanto%20valgono%20i%20nostri%20obiettivi%3F" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fweb-analytics-obiettivi-e-valorizzazione%2F&amp;linkname=Web%20Analytics%3A%20quanto%20valgono%20i%20nostri%20obiettivi%3F" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fweb-analytics-obiettivi-e-valorizzazione%2F&amp;linkname=Web%20Analytics%3A%20quanto%20valgono%20i%20nostri%20obiettivi%3F" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fweb-analytics-obiettivi-e-valorizzazione%2F&amp;linkname=Web%20Analytics%3A%20quanto%20valgono%20i%20nostri%20obiettivi%3F" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fweb-analytics-obiettivi-e-valorizzazione%2F&#038;title=Web%20Analytics%3A%20quanto%20valgono%20i%20nostri%20obiettivi%3F" data-a2a-url="https://www.webmarketinggarden.it/web-analytics-obiettivi-e-valorizzazione/" data-a2a-title="Web Analytics: quanto valgono i nostri obiettivi?"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Google Analytics e digital marketing: non si può più aspettare</title>
		<link>https://www.webmarketinggarden.it/google-analytics-digital-marketing-2016/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Feb 2016 16:40:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web analytics]]></category>
		<category><![CDATA[adwords]]></category>
		<category><![CDATA[Google Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[google tag manager]]></category>
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					<description><![CDATA[Web Analytics e digital marketing: non si può più aspettare Vi piacerebbe sapere quali sono le campagne di email marketing o di web marketing che vi danno migliori risultati diretti o indiretti in termini di vendite o di lead raccolti? In altre parole molto spesso le conversioni su un sito non sono attribuibili a un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[Web Analytics e digital marketing: non si può più aspettare
<p>Vi piacerebbe sapere quali sono le <strong>campagne di email marketing</strong> o di <strong>web marketing</strong> che vi danno <strong>migliori risultati diretti o indiretti</strong> in termini di <strong>vendite</strong> o di <strong>lead raccolti</strong>? In altre parole molto spesso le conversioni su un sito non sono attribuibili a un solo media ma sono <strong>il frutto di più azioni fatte</strong> o di molteplici interazioni degli utenti con il nostro sito come nell&#8217;esempio riportato qui sotto.</p>
<div id="attachment_4967" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2016/02/Google-Analytics002.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4967" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2016/02/Google-Analytics002.png" width="720" height="450" /></a><p id="caption-attachment-4967" class="wp-caption-text">Google Analytics &#8211; Conversioni indirette</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come è possibile vedere, <strong>molte conversioni sono generate da utenti che hanno visitato il sito provenendo da differenti canali</strong>: 2 ricerche organiche differenti, una ricerca organica e una visita diretta, una ricerca a pagamento (Google AdWords, in questo caso) e una ricerca organica, e così via.</p>
<p>In questi casi a chi va attribuito il merito della conversione? Al primo click fatto in ordine di tempo, all’ultimo, a tutti con egual peso o a tutti ma con peso differente in base alla sequenza temporale? Ovviamente non c’è una riposta ma dipende da <strong>cosa vogliamo misurare e in che contesto</strong>.</p>
<p>L’attuale versione di <strong>Google Universal Analytics</strong> permette di fare questo e molto altro ancora, bisogna imparare a conoscerlo e comprendere le logiche che lo governano.</p>
Da Urchin al Tag Manager
<p>Da quando Google ha acquistato <strong>Urchin</strong> nell’ormai lontano 2015, Google Analytics (GA) è radicalmente cambiato e le <strong>funzioni si sono sempre più evolute</strong>. Se 5 anni fa si potevano trovare molte alternative gratuite o a costi contenuti, oggigiorno per disporre di uno strumento alla parti di GA è necessario un budget di almeno qualche decina di migliaia di euro all’anno. Ne è anche riprova il fatto che la versione avanzata di GA, chiamata Google Analytics Premium, viene a costare 150.000,00 USD all’anno (compreso il supporto).</p>
Cosa permette di fare attualmente Google Analytics
<p>Riportiamo qui un breve elenco di<strong> cosa si può fare con Google Analytics:</strong></p>

Analytics di siti sino a 10.000 di hits al mese
Export di dati (massimo 50.000 righe) e tracking mediante API
Variabili Custom (5)
Dimensioni e metriche Custom (20)
Dati in tempo reale
Integrazione con AdWords
Report multi canale
Utilizzo e definizione di differenti modelli di attribuzione
Misurazione delle campagne di marketing
Definizione obiettivi (20)
Report sulle attività social e relative conversioni
Misura delle performance dei video
Tracking di device mobile e App
Segmentazione avanzata
Definizione di report custom
Funnel di conversione
Visualizzazione flussi di navigazione

<div id="attachment_4976" style="width: 1020px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2016/02/Google-Analytics003.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4976" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2016/02/Google-Analytics003.png" width="1010" height="336" /></a><p id="caption-attachment-4976" class="wp-caption-text">Google Universal Analytics &#8211; Creazione di segmenti in base a sequenze</p></div>
<p>Attualmente Google offre due soluzioni: <strong>Universal Analytics</strong> e <strong>Google Tag Manager</strong>. Le differenze sono molteplici ma semplificando possiamo dire che Google Tag Manager è stato appositamente progettato e sviluppato per permettere di <strong>configurare tracking di siti complessi o di e-commerce</strong> attraverso una apposita interfaccia senza bisogno di andare di volta in volta a modificare i TAG di monitoraggio all’interno del sito. Con Google Tag Manager quindi è possibile configurare completamente Google Analytics senza dover continuamente scomodare il web master. E scusate se è poco…!</p>
Novità di Google Analytics
<p>Nel corso degli ultimi anni sono stati via via implementate<strong> nuove funzionalità</strong> tra cui ricordiamo:</p>

Statistiche in tempo reale
Eventi di intelligence
Analisi per coorte
Possibilità di vedere dati demografici dei propri utenti (es: sesso e età)
Possibilità di vedere interessi dei propri utenti
Analisi comparativa con siti del proprio settore
Gestione e personalizzazione dei canali che possono raggruppare più fonti differenti
Integrazione con Google Search Consolle (ex Google Webmaster Tools)
Analisi velocità del sito e relativi suggerimenti
Migliore analisi degli eventi
Gestione esperimenti
Definizione di obiettivi intelligenti
Percorsi di conversione multicanale
Gestione differenti modelli di attribuzione e possibilità di definirne di nuovi
Rimozione dei boot spam
Tracking e-commerce avanzato
Definizione di segmenti anche in base a condizioni sequenziali

<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_4977" style="width: 484px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2016/02/Google-Analytics004.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4977" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2016/02/Google-Analytics004-1024x322.png" width="474" height="149" /></a><p id="caption-attachment-4977" class="wp-caption-text">Google Universal Analytics &#8211; Visualizzazione in tempo reale delle viste di un sito.</p></div>
<p>Detto questo,  Google Analytics in versione Universal o <a href="https://www.google.com/intl/it/tagmanager/">Tag Manager</a>, risulta oramai uno strumento<strong> la cui conoscenza è indispensabile per tutti coloro che devono gestire un sito internet, pianificare una campagna di web marketing</strong> o semplicemente <strong>desiderano capire meglio come gli utenti navigano sul proprio sito e da dove arrivano .</strong></p>
Formazione Google Analytics
<p>Web Marketing Garden organizza <a href="https://www.webmarketinggarden.it/formazione/corso-google-web-analytics/">corsi aziendali</a> per tutti coloro che vorrebbero:</p>

Conoscere meglio Google Analytics Universal
Familiarizzare con Google Tag Manager
Approfondire alcuni degli aspetti più nuovi di GA
Acquisire la certificazione Google Analytics

<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fgoogle-analytics-digital-marketing-2016%2F&amp;linkname=Google%20Analytics%20e%20digital%20marketing%3A%20non%20si%20pu%C3%B2%20pi%C3%B9%20aspettare" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fgoogle-analytics-digital-marketing-2016%2F&amp;linkname=Google%20Analytics%20e%20digital%20marketing%3A%20non%20si%20pu%C3%B2%20pi%C3%B9%20aspettare" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fgoogle-analytics-digital-marketing-2016%2F&amp;linkname=Google%20Analytics%20e%20digital%20marketing%3A%20non%20si%20pu%C3%B2%20pi%C3%B9%20aspettare" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fgoogle-analytics-digital-marketing-2016%2F&amp;linkname=Google%20Analytics%20e%20digital%20marketing%3A%20non%20si%20pu%C3%B2%20pi%C3%B9%20aspettare" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fgoogle-analytics-digital-marketing-2016%2F&#038;title=Google%20Analytics%20e%20digital%20marketing%3A%20non%20si%20pu%C3%B2%20pi%C3%B9%20aspettare" data-a2a-url="https://www.webmarketinggarden.it/google-analytics-digital-marketing-2016/" data-a2a-title="Google Analytics e digital marketing: non si può più aspettare"></a></p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Google Analytics, falsi referral (Referrer Spam) e finte visite</title>
		<link>https://www.webmarketinggarden.it/google-analytics-falsi-referral-referrer-spam-e-finte-visite/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2015 09:07:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Report, Studi di settore e risorse online]]></category>
		<category><![CDATA[Web analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Google Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[referral]]></category>
		<category><![CDATA[spam]]></category>
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					<description><![CDATA[Se utilizzate Google Analytics, probablmente avete notato un fenomeno strano: una lista di referral che non comprendete. Sono i falsi referral e vi consigliamo di liberarvene! Individuare i falsi referral Provate a vedere il report di Analytics: Acquisizione &#62; Tutto il Traffico &#62; Referral. Se vi trovate in una situazione come quella riportata sopra, in cui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se utilizzate Google Analytics, probablmente avete notato un fenomeno strano: una lista di referral che non comprendete.</p>
<p>Sono i <strong>falsi referral</strong> e vi consigliamo di liberarvene!</p>
Individuare i falsi referral
<p>Provate a vedere il report di Analytics: Acquisizione &gt; Tutto il Traffico &gt; Referral.</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2015/07/GA-SPAM-Referral.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2015/07/GA-SPAM-Referral.jpg" width="1007" height="457" /></a></p>
<p>Se vi trovate in una situazione come quella riportata sopra, in cui tra i referral ci sono siti come:</p>

free-share-buttons.com
buttons-for-website.com
semalt.semalt.com
site33.simple-share-buttons.com
site31.simple-share-buttons.com
best-seo-offer.com

<p>abbiamo <strong>due notizie per voi</strong>: una cattiva e una buona</p>

La cattiva notizia: siete affetti da <strong>SPAM su Google Analytics</strong>;
La buona notizia: leggendo il seguito potete imparare come correre ai ripari.

<p>Il problema è <strong>particolarmente rilevante</strong> soprattutto <strong>nei siti delle piccole e medie aziende (PMI)</strong> in quanto molto spesso il numero delle visite non è elevato e i referral sono generalmente pochi. I fenomeni descritti poc’anzi possono  quindi &#8220;sporcare&#8221; i dati in maniera consistente, <strong>rendendo la lettura delle analytics totalmente inutile</strong> in quanto basata su dati inaffidabili.</p>
<p>Il <strong>Referrer Spam</strong> (o <strong>falso referral</strong>) si verifica quando il sito riceve traffico da un <strong>spam bot</strong> e questo viene registrato da Google Analytics come traffico normale.</p>
<p>I <strong>bot</strong> (abbreviazione da robot) detti anche <strong>crawler</strong> sono software che navigano in automatico attraverso internet per<strong> rilevare e prelevare contenuti trovati in rete</strong>. Sono utilizzati per lo più dai motori di ricerca nel<strong> processo di identificazione ed indicizzazione dei contenuti dei siti.</strong></p>
<p><strong>Alcuni bot sono invece utilizzati per scopi malevoli quali:</strong></p>

commettere <strong>click fraud</strong> (generare cioè falsi click)
<strong>raccogliere/rubare</strong> indirizzi e-mail
<strong>copiare</strong> contenuti dei siti
<strong>gonfiare</strong> artificialmente il <strong>traffico</strong> dei siti web

<p>Quindi a seconda di come viene utilizzato un bot,<strong> possiamo avere bot “buoni” e bot “cattivi”.</strong></p>
<p>Esempio di un bot &#8220;buono&#8221; è <strong>Googlebot</strong> che viene utilizzato da Google per <strong>eseguire la scansione e indicizzare le pagine web su Internet.</strong></p>
<p><strong>La maggior parte dei bot</strong> &#8211; sia buoni sia cattivi &#8211; <strong>non esegue JavaScript</strong> e quindi le loro &#8220;visite&#8221; non vengono registrate dai sistemi di Analytics che si basano su script Java, come ad esempio Google Analytics, ma non è così per tutti.</p>
<p>I bot che eseguono JavaScript appaiono dunque nei rapporti GA e <strong>alterano di fatto i dati di traffico (traffico diretto o referral)</strong> e tutte le metriche basate su sessioni come la <strong>frequenza di rimbalzo</strong>, il <strong>tasso di conversione</strong> ecc.</p>
<p>In alcuni casi si spingono addirittura a <strong>generare falsi eventi</strong> come si può vedere nell’immagine.</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2015/07/GA-SPAM-generare-eventi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2015/07/GA-SPAM-generare-eventi.jpg" width="674" height="224" /></a></p>
<p><em>In questo caso oltre a una serie di eventi voluta troviamo: “to use this&#8230;” che è una intrusione non voluta nel nostro account di Google Analytics.</em></p>
<p>I motori di ricerca che non eseguono JavaScript &#8211; come Googlebot – invece <strong>non inquinano i dati sul traffico e le relative metriche</strong>. Per sapere se Googlebot è passato sul nostro sito dobbiamo ricorrere ai dati registrati nei log dei server e a strumenti appositi come <strong>Google Webmaster Tool.</strong></p>
<p><strong>Bot cattivi utilizzano vari metodi per mascherare se stessi</strong>, in modo da non poter essere facilmente rilevati, ad esempio fingendo di essere un browser web (come Chrome, Internet Explorer, ecc) o possono fingere di essere traffico proveniente da un sito web legittimo.</p>
Risolvere il problema dei referrer spam
<p>Per risolvere il problema, anche se non in modo definitivo perché continuano a crescere, si può <strong>procedere a mano</strong> come descritto qui in seguito o più semplicemente affidarsi a un<strong> servizio messo a disposizione gratuitamente da Simo Ahava</strong>, guro della Web Analytics: <a href="https://www.simoahava.com/analytics/spam-filter-insertion-tool/">spam insertion tool </a>che evita il lavoro iniziale ma non risolve ovviamente il problema dell’aggiornamento.</p>
Rimozione manuale dei referrer spam
<p>Occorre sostanzialmente filtrare all’ingresso questi siti malevoli.
<strong>Ecco come procedere:</strong></p>

Report Acquisizione &gt; Tutto il traffico &gt; Referral del proprio account GA e poi ordinare per frequenza di rimbalzo decrescente:<img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2015/07/GA-SPAM-rimozione-manuale-spam.jpg" width="841" height="819" />
Cercare referenti con il 100% o 0% frequenza di rimbalzo e 10 o più sessioni. Essi <strong>sono molto probabilmente referrer spam</strong>;
Per semplificare il lavoro si può trovare un elenco quasi esaustivo dei referrer spam al seguente indirizzo: <a href="https://perishablepress.com/blacklist/ultimate-referrer-blacklist.txt">https://perishablepress.com/blacklist/ultimate-referrer-blacklist.txt</a>;
Creare i filtri per escluderli.

<p><strong>I filtri creati avranno il seguente aspetto:</strong></p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2015/07/GA-SPAM-creazione-filtri.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2015/07/GA-SPAM-creazione-filtri.jpg" width="650" height="637" /></a></p>
<p><strong>Non va usata</strong> invece la &#8220;lista esclusione referral&#8221; (Amministrazione &gt; Proprietà &gt; Informazioni sul monitoraggio &gt; Elenco Esclusione referral, perché essa converte in dirette le visite dai domini specificati spostando solamente il problema.</p>
<p><strong>Attenzione</strong>: con questi filtri non sempre la verifica Filtri di GA funziona.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fgoogle-analytics-falsi-referral-referrer-spam-e-finte-visite%2F&amp;linkname=Google%20Analytics%2C%20falsi%20referral%20%28Referrer%20Spam%29%20e%20finte%20visite" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fgoogle-analytics-falsi-referral-referrer-spam-e-finte-visite%2F&amp;linkname=Google%20Analytics%2C%20falsi%20referral%20%28Referrer%20Spam%29%20e%20finte%20visite" title="Twitter" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fgoogle-analytics-falsi-referral-referrer-spam-e-finte-visite%2F&amp;linkname=Google%20Analytics%2C%20falsi%20referral%20%28Referrer%20Spam%29%20e%20finte%20visite" title="Email" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_linkedin" href="https://www.addtoany.com/add_to/linkedin?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fgoogle-analytics-falsi-referral-referrer-spam-e-finte-visite%2F&amp;linkname=Google%20Analytics%2C%20falsi%20referral%20%28Referrer%20Spam%29%20e%20finte%20visite" title="LinkedIn" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.webmarketinggarden.it%2Fgoogle-analytics-falsi-referral-referrer-spam-e-finte-visite%2F&#038;title=Google%20Analytics%2C%20falsi%20referral%20%28Referrer%20Spam%29%20e%20finte%20visite" data-a2a-url="https://www.webmarketinggarden.it/google-analytics-falsi-referral-referrer-spam-e-finte-visite/" data-a2a-title="Google Analytics, falsi referral (Referrer Spam) e finte visite"></a></p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>Cos&#8217;è il buon marketing? Risponde Roberto Ghislandi Error: Please insert a video url..</title>
		<link>https://www.webmarketinggarden.it/cose-il-buon-marketing-risponde-roberto-ghislandi-video/</link>
					<comments>https://www.webmarketinggarden.it/cose-il-buon-marketing-risponde-roberto-ghislandi-video/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 14:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Buon Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[corso web marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Google AdWords]]></category>
		<category><![CDATA[Google Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Seo]]></category>
		<category><![CDATA[Web marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.webmarketinggarden.it/?p=1690</guid>

					<description><![CDATA[Roberto racconta in sintesi (una sintesi completissima, com&#8217;è nel suo stile) che cos&#8217;è il corso di Buon Marketing, cosa insegna e perché ti mette in grado di &#8220;partire subito&#8221;, il minuto dopo che esci dall&#8217;aula. Nel breve video: il programma del corso, dalla presenza online all&#8217;email marketing, dal seo alle AdWords, dal social networking all&#8217;ecommerce [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Roberto racconta in sintesi (una sintesi completissima, com&#8217;è nel suo stile) che cos&#8217;è il corso di Buon Marketing, cosa insegna e perché ti mette in grado di &#8220;partire subito&#8221;, il minuto dopo che esci dall&#8217;aula.</p>
<p>Nel breve video:</p>

il programma del corso, dalla presenza online all&#8217;email marketing, dal seo alle AdWords, dal social networking all&#8217;ecommerce (minuto 1:55)
i vantaggi offerti a chi cerca la formazione giusta per trovare/cambiare lavoro
il live su Twitter
l&#8217;arrivo dei nuovi <a href="https://www.webmarketinggarden.it/horror-books/">ebook della serie &#8220;horror&#8221;</a>

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