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	<title>Risorse e contenuti su referral - WMG</title>
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	<description>Consulenza e formazione sul web marketing ovvero come far diventare produttivo un sito internet.</description>
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	<title>Risorse e contenuti su referral - WMG</title>
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		<title>Google Analytics, falsi referral (Referrer Spam) e finte visite</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2015 09:07:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Report, Studi di settore e risorse online]]></category>
		<category><![CDATA[Web analytics]]></category>
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					<description><![CDATA[Se utilizzate Google Analytics, probablmente avete notato un fenomeno strano: una lista di referral che non comprendete. Sono i falsi referral e vi consigliamo di liberarvene! Individuare i falsi referral Provate a vedere il report di Analytics: Acquisizione &#62; Tutto il Traffico &#62; Referral. Se vi trovate in una situazione come quella riportata sopra, in cui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se utilizzate Google Analytics, probablmente avete notato un fenomeno strano: una lista di referral che non comprendete.</p>
<p>Sono i <strong>falsi referral</strong> e vi consigliamo di liberarvene!</p>
Individuare i falsi referral
<p>Provate a vedere il report di Analytics: Acquisizione &gt; Tutto il Traffico &gt; Referral.</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2015/07/GA-SPAM-Referral.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2015/07/GA-SPAM-Referral.jpg" width="1007" height="457" /></a></p>
<p>Se vi trovate in una situazione come quella riportata sopra, in cui tra i referral ci sono siti come:</p>

free-share-buttons.com
buttons-for-website.com
semalt.semalt.com
site33.simple-share-buttons.com
site31.simple-share-buttons.com
best-seo-offer.com

<p>abbiamo <strong>due notizie per voi</strong>: una cattiva e una buona</p>

La cattiva notizia: siete affetti da <strong>SPAM su Google Analytics</strong>;
La buona notizia: leggendo il seguito potete imparare come correre ai ripari.

<p>Il problema è <strong>particolarmente rilevante</strong> soprattutto <strong>nei siti delle piccole e medie aziende (PMI)</strong> in quanto molto spesso il numero delle visite non è elevato e i referral sono generalmente pochi. I fenomeni descritti poc’anzi possono  quindi &#8220;sporcare&#8221; i dati in maniera consistente, <strong>rendendo la lettura delle analytics totalmente inutile</strong> in quanto basata su dati inaffidabili.</p>
<p>Il <strong>Referrer Spam</strong> (o <strong>falso referral</strong>) si verifica quando il sito riceve traffico da un <strong>spam bot</strong> e questo viene registrato da Google Analytics come traffico normale.</p>
<p>I <strong>bot</strong> (abbreviazione da robot) detti anche <strong>crawler</strong> sono software che navigano in automatico attraverso internet per<strong> rilevare e prelevare contenuti trovati in rete</strong>. Sono utilizzati per lo più dai motori di ricerca nel<strong> processo di identificazione ed indicizzazione dei contenuti dei siti.</strong></p>
<p><strong>Alcuni bot sono invece utilizzati per scopi malevoli quali:</strong></p>

commettere <strong>click fraud</strong> (generare cioè falsi click)
<strong>raccogliere/rubare</strong> indirizzi e-mail
<strong>copiare</strong> contenuti dei siti
<strong>gonfiare</strong> artificialmente il <strong>traffico</strong> dei siti web

<p>Quindi a seconda di come viene utilizzato un bot,<strong> possiamo avere bot “buoni” e bot “cattivi”.</strong></p>
<p>Esempio di un bot &#8220;buono&#8221; è <strong>Googlebot</strong> che viene utilizzato da Google per <strong>eseguire la scansione e indicizzare le pagine web su Internet.</strong></p>
<p><strong>La maggior parte dei bot</strong> &#8211; sia buoni sia cattivi &#8211; <strong>non esegue JavaScript</strong> e quindi le loro &#8220;visite&#8221; non vengono registrate dai sistemi di Analytics che si basano su script Java, come ad esempio Google Analytics, ma non è così per tutti.</p>
<p>I bot che eseguono JavaScript appaiono dunque nei rapporti GA e <strong>alterano di fatto i dati di traffico (traffico diretto o referral)</strong> e tutte le metriche basate su sessioni come la <strong>frequenza di rimbalzo</strong>, il <strong>tasso di conversione</strong> ecc.</p>
<p>In alcuni casi si spingono addirittura a <strong>generare falsi eventi</strong> come si può vedere nell’immagine.</p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2015/07/GA-SPAM-generare-eventi.jpg"><img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2015/07/GA-SPAM-generare-eventi.jpg" width="674" height="224" /></a></p>
<p><em>In questo caso oltre a una serie di eventi voluta troviamo: “to use this&#8230;” che è una intrusione non voluta nel nostro account di Google Analytics.</em></p>
<p>I motori di ricerca che non eseguono JavaScript &#8211; come Googlebot – invece <strong>non inquinano i dati sul traffico e le relative metriche</strong>. Per sapere se Googlebot è passato sul nostro sito dobbiamo ricorrere ai dati registrati nei log dei server e a strumenti appositi come <strong>Google Webmaster Tool.</strong></p>
<p><strong>Bot cattivi utilizzano vari metodi per mascherare se stessi</strong>, in modo da non poter essere facilmente rilevati, ad esempio fingendo di essere un browser web (come Chrome, Internet Explorer, ecc) o possono fingere di essere traffico proveniente da un sito web legittimo.</p>
Risolvere il problema dei referrer spam
<p>Per risolvere il problema, anche se non in modo definitivo perché continuano a crescere, si può <strong>procedere a mano</strong> come descritto qui in seguito o più semplicemente affidarsi a un<strong> servizio messo a disposizione gratuitamente da Simo Ahava</strong>, guro della Web Analytics: <a href="https://www.simoahava.com/analytics/spam-filter-insertion-tool/">spam insertion tool </a>che evita il lavoro iniziale ma non risolve ovviamente il problema dell’aggiornamento.</p>
Rimozione manuale dei referrer spam
<p>Occorre sostanzialmente filtrare all’ingresso questi siti malevoli.
<strong>Ecco come procedere:</strong></p>

Report Acquisizione &gt; Tutto il traffico &gt; Referral del proprio account GA e poi ordinare per frequenza di rimbalzo decrescente:<img decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2015/07/GA-SPAM-rimozione-manuale-spam.jpg" width="841" height="819" />
Cercare referenti con il 100% o 0% frequenza di rimbalzo e 10 o più sessioni. Essi <strong>sono molto probabilmente referrer spam</strong>;
Per semplificare il lavoro si può trovare un elenco quasi esaustivo dei referrer spam al seguente indirizzo: <a href="https://perishablepress.com/blacklist/ultimate-referrer-blacklist.txt">https://perishablepress.com/blacklist/ultimate-referrer-blacklist.txt</a>;
Creare i filtri per escluderli.

<p><strong>I filtri creati avranno il seguente aspetto:</strong></p>
<p><a href="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2015/07/GA-SPAM-creazione-filtri.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.webmarketinggarden.it/wp-content/uploads/2015/07/GA-SPAM-creazione-filtri.jpg" width="650" height="637" /></a></p>
<p><strong>Non va usata</strong> invece la &#8220;lista esclusione referral&#8221; (Amministrazione &gt; Proprietà &gt; Informazioni sul monitoraggio &gt; Elenco Esclusione referral, perché essa converte in dirette le visite dai domini specificati spostando solamente il problema.</p>
<p><strong>Attenzione</strong>: con questi filtri non sempre la verifica Filtri di GA funziona.</p>
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